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Un po' di tutto,
scritto bene.

50 sfumature di vestito, la metafora della vita e della politica

 

50 sfumature di vestito

Prima ancora di iniziare a scrivere, ho scelto un titolo che chiarisse quello che voglio dire così non mi devo impegnare per un incipit che catturi la vostra attenzione e spieghi il senso di questo pezzo. E prima ancora di iniziare a scrivere perché il vestito che io e metà del mondo vediamo blu e nero ma l'altra metà bianco e oro è la metafora della vita e in particolare della politica, tanto ormai avete iniziato a leggere, vorrei partire da alcune considerazioni oggettive.

 

Numero uno: se invece di un cazzo di vestito ci fossimo trovati di fronte uno scorcio di cielo soleggiato o di distesa innevata, o una fede nuziale o – come in realtà è stato fatto – il grande Carlo Conti, non avremmo visto il mondo spaccato sulla definizione dei colori riprodotti nelle immagini. Con più o meno luce, il cielo è blu, la neve è bianca, gli anelli nuziali sono d'oro e Carlo Conti è nero. Insomma, con le varie sfumature del caso, ma comunque meno di cinquanta.

 

Numero due: se prima di vedere la foto con questa luce così strana avessimo visto il vestito in condizioni più o meno normali, le opinioni sulla foto contestata avrebbero visto una fazione blu-nero più consistente e magari maggioritaria. Questo perché, come è stato spiegato, la percezione visiva è mediata non solo dalle condizioni fisiche di retina, coni, recettori e che so io, ma anche dal cervello che le interpreta in base alle esperienze passate.

 

Numero tre: se la foto fosse stata più effettata, modificata, avremmo probabilmente trovato un accordo più o meno unanime. Voglio dire, non è che il celebre quadro di Marilyn Monroe fatto da Andy Warhol ognuno lo vede a modo suo. O almeno credo. Chiunque sappia usare un minimo di photoshop, quindi non io, in un attimo potrebbe fare mille versioni del vestito su cui far convergere l'opinione generale.

 

E quindi numero quattro: chi pensa di avere ragione perché il vestito in realtà è blu e nero deve comprendere che non stiamo discutendo sul colore reale del vestito, ma sul colore del vestito nella foto e quindi in una nostra percezione mediata.

 

 

Io forse sono impazzito, e non solo perché ho dubitato dei colori che portava addosso il compianto doctor Spock. Ho avuto, e in parte continuo ad avere, la sensazione che questi giorni (in America la storia era ovviamente iniziata prima) possano segnare molto profondamente la storia di molte scienze: l'oculistica e l'oftalmologia (nel caso ci sia una differenza che ignoro), la neurologia, la psicologia, ma anche scienze tipicamente “molli” come la sociologia, la semiotica, la filosofia e la comunicazione. Ora, aver dato qualche esame su queste materie non fa certo di me un esperto, ma l'avere un blog e l'essere riuscito a convincervi a leggere fin qui mi autorizza a dire la mia.

nimoy spock thedress

 

Che cosa ci insegna questa storia, oltre alla solita conferma tipica di ogni illusione ottica, costruita o casuale, per cui quello che noi vediamo è frutto della nostra percezione del mondo esterno attraverso sia gli occhi sia il cervello?

Innanzitutto ci insegna qualcosa sui daltonici. Che sono diversi dalla norma, sostanzialmente, solo perché sono numericamente di molto inferiori rispetto a quelli a propria volta diversi da loro. Intendo dire che un daltonico non è un malato che patisce sofferenza fisica per il suo stato, e quindi non è “sbagliato” come gli altri non sono “giusti”. Se per caso ci fosse un'altra forma vivente intelligente quanto l'uomo potrebbe benissimo sostenere che il cielo è verde senza avere torto, come non hanno torto gli animali che vedono in modi enormemente differenti dal nostro.

Da questo cazzo di vestito, quindi, ho re-imparato qualcosa che probabilmente mi aveva già spiegato qualche insegnante di filosofia, religione o quel che c'è in mezzo. E cioè che in molti casi, non solo in amore, torto e ragione sono concetti privi di senso oserei dire pratico. Non servono a niente.

 

Certo, in molti casi invece non c'entra la percezione. Se metti una pentola d'acqua sul fuoco quella prima o poi bolle. Sì, ci mette di più o di meno a seconda della quantità d'acqua, dell'intensità del fuoco, del materiale della pentola e dell'altitudine. Un po' come ci sono persone che vedono il vestito blu e nero o bianco e oro a seconda dello schermo, della luminosità esterna e dello schermo stesso, del ritaglio e di eventuali contorni della foto, si potrebbe obiettare. Vero, ma se metti la stessa acqua nella stessa pentola con lo stesso fuoco e la stessa temperatura esterna nella stessa cucina, bollirà sempre e comunque in un tempo uguale e prevedibile, ovvero sperimentato e sperimentabile. Mentre io l'altra sera ho fatto vedere la foto dal mio cellulare a mezza Licata e le opinioni si sono differenziate comunque (anche se la mattina mi sono ritrovato inizialmente in due contro due con un'amica piemontese “contro” due licatesi che mi prendevano in giro dicendo che era questione di polentoni e terroni).

 

Da tutto ciò deriva, secondo me, che il compito di molte se non tutte le scienze che si occupano dell'essere umano è di indagare sui confini tra realtà oggettiva e realtà soggettiva. Tra fatti e opinioni, per usare un linguaggio giornalistico e per darmi l'opportunità di vantarmi dicendo che era anche lo scopo della mia tesi di laurea sulle elezioni del 2006.

Può fare paura pensare a quali possano essere le conseguenze possibili della spiegazione profonda che, un giorno, ci daranno per spiegare in base a quali differenze cerebrali congenite e quali indotte alcuni vedono questo cazzo di vestito in un modo e altri in un altro. Ma è secondo me doveroso cercare di comprenderlo tutti prima che lo comprenda solo qualcuno e se lo tenga per sé. Per capirci, immaginate un astronomo antico che si arricchiva facendo credere al popolo che le eclissi erano frutto del suo volere.

 

Solo avendo il coraggio di studiare e studiarci sempre meglio riusciremo a capire che cosa in noi è una pentola sul fuoco e che cosa non è spiegabile razionalmente, e se non è razionale non può essere contestato a livello di ragione e torto.

Secondo uno studio di una prestigiosa università di cui ho sentito parlare in non mi ricordo quale quiz, c'è una roba nel nostro cervello chiamata amigdala che governa la paura e che è tendenzialmente più sviluppata nelle persone che votano per partiti conservatori e di destra. Al di là delle stupidaggini razziste e xenofobe, che servono per sfruttare più che altro un basso livello culturale dell'elettore, la paura dei conservatori è sostanzialmente che possa essere turbato l'equilibrio sociale che appunto vogliono conservare. E quindi la paura delle moschee e di gente con la pelle diversa che parla un'altra lingua, ma anche paura che la polizia non basti a tenere a bada una criminalità percepita come in costante minaccioso aumento. O paura che modifiche tra fisco ed economia causino perdite in denaro e qualità della vita.

 

Questo, comunque, in un contesto più o meno normale e appunto più o meno razionale. Quindi non in Italia, dove secondo me la maggior parte delle persone c'ha un amigdala grossa come un melone, tale è lo spirito conservatore che sempre secondo me abbonda in tutti gli schieramenti politici, destra sinistra centro e oltre, vecchi e giovani, elettori ed eletti e semplici portavoce.

Ma facciamo finta di vivere in quello che D'Alema definirebbe “Un Paese normale” (per chi non capisce la battuta c'è 'sto link). A destra una legittima paura basata su una percezione di rischio per un equilibrio ritenuto accettabile (paura mediata da fonti di informazione scelte inconsapevolmente spesso per confermare le proprie sensazioni in un circolo infinito). A sinistra una altrettanto legittima fiducia nel progresso e quindi nel cambiamento volto a migliorare le cose da una situazione ritenuta da migliorare (e quindi in un certo senso di nuovo una forma seppur minore e indiretta di paura, anche in questo caso mediata da fonti di informazione ecc.). Tra le due posizioni limite, c'è chi vede il vestito bianco e grigio, azzurro e dorato, pervinca e malva o boh altri colori non li conosco (perché comunque sono un uomo abbastanza rozzo e i colori tendo a definirli paragonandoli alle maglie da calcio).

E ripeto, tutto ciò a prescindere dal colore reale del vestito. O meglio, sì e no, a seconda dei fatti e delle opinioni. Perché se voti un partito di destra perché sei convinto che i crimini efferati siano in aumento, e in realtà non è vero, hai torto nel basare una tua opinione su un non-fatto (di cui magari ti sei convinto perché il politico di destra vuole fartelo credere per stuzzicare in modo elementare la tua amigdala). Ma se voti a destra perché non vuoi vedere una moschea o un ristorante di sushi nel tuo quartiere io posso essere in disaccordo quanto voglio, ma non posso certo darti torto.

Tu vuoi conservare aggiustando quel che non va, io voglio cambiare mantenendo quello che va. Opinioni. Ed è inevitabile che sia così, anzi tornando alla situazione italiana magari fosse sempre così. Magari, in sostanza, non ci fossero mai fatti distorti né opinioni imposte come fossero fatti.

Ieri, come ho detto, ho interrogato mezzo paese sulla foto che avevo salvato sul cellulare. Ed è incredibile quanta gente, così come su Facebook, mi abbia detto di ritenere un imbroglio o uno scherzo la risposta di chi vede il vestito di altri colori. “Piantala di prendermi in giro!” mi ha scritto un amico rimandandomi un'altra copia della foto che io vedevo indiscutibilmente blu e nera.

 

Chiunque sia interessato alla politica e abbia un profilo facebook o un bar di fiducia, sa che le discussioni su sinistra, destra, centro e oltre fatte tra persone che la pensano diversamente finiscono quasi sempre con i toni che si alzano insieme a insulti, prese in giro e a enormi incomprensioni di fondo. Forse, dopo questo vestito, abbiamo in qualche modo imparato che ci possono essere schermi più o meno luminosi, luoghi più o meno illuminati, toni più o meno differenti, ma anche di fronte a condizioni identiche le opinioni possono cambiare. E chi si incazza per un'opinione diversa ha torto, questo sì.

 

Pizzi

 

Fonte foto #Thedress: comicsalliance.com

Commenti   

 
0 #1 8 ball pool source 2017-08-18 16:41
Today, we will share ԝith you some 8-ball hints.
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