Vai alla homepage
Un po' di tutto,
scritto bene.

Anima fragile e amici miei

 

 

Tommy, Cello, Gianfry, Giani, Simona, Andrea, Mai, Marco, Diana, Markus, Serena. Non è una formazione di calcio (se aveste visto Cello col pallone tra i piedi non avreste dubbi), sono i primi 11 nomi che mi sono venuti in mente, pescati dalla lunga lista di chi ha lasciato me, gli altri amici, la famiglia, e soprattutto Torino, dal 2001 a oggi.

Amici, compagni del liceo o dell’università, una ex fidanzata (o forse di più, chissà le altre). E altri ancora ne seguiranno, sicuramente; un’emorragia, direbbero analisti sociali ed ematologi, un continuo 11 settembre nel mio cuore, dico io. Un lungo addio, una diaspora, un film così drammatico che se avessi il telecomando cambierei canale.

 

Vorrei poter dire che “è colpa della crisi”, o meglio ancora che è colpa della crisi che c’è in Italia, ma non è così. Perché c’è chi è andato in Australia, in Germania, in Danimarca; ma c’è anche chi è andato a Roma, a Milano, a Nizza Monferrato.

Vorrei poter dire che è la “fuga dei cervelli”, di chi va via per avere un futuro e un lavoro all’altezza degli studi portati a termine con impegno e sudore, ma non è nemmeno così. Perché qualcuno fa il medico, qualcuno l’ingegnere, qualcuno lavora per enti super mega importanti; ma c’è anche chi fa il magazziniere con una laurea in giurisprudenza, il portiere d’albergo con una laurea in lingue e un’abilitazione all’insegnamento, l’addetto al call center, il fattorino, il cameriere, magari anche il lavapiatti per un po’.

Vorrei, in pratica, poter sperare in un loro ritorno, ma so che è quasi impossibile. Anche se, per assurdo, ‘sta cazzo di crisi finisse davvero, anche in Italia, anche a Torino, è quasi sicuro che loro non torneranno. Alcuni si sono sposati, alcuni hanno avuto figli, alcuni convivono con la persona dei propri sogni, ma non è questo il punto.

Il punto, purtroppo, è che mi tocca citare Vasco. Il punto, alla fine, è che – crisi o non crisi, fuga o non fuga, cervelli o non cervelli – “la vita continua anche senza di noi, che siamo lontano ormai da tutte quelle situazioni che ci univano, da tutte quelle piccole emozioni che bastavano, da tutte quelle situazioni che non tornano mai”.

 

Ciao amici miei, io resto qui ancora per un po’, ma se passo di lì vi chiamo.

 

Pizzi

 

LEGGI ANCHE: Ciao, siamo i peggiori

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna