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Un po' di tutto,
scritto bene.

“C'è del misticismo...”

 

Un racconto. Di carte, cartine e gratta e vinci, oltre che di misticismo e oppio dei poveri

 

di Mario Mattanti

C'è del misticismo...

Chissà poi cosa vorrà dire esattamente, sono sicuro che questa espressione sia abusata, almeno da me.

Quando succede qualcosa di strano, quando le coincidenze sembrano un po' troppo coincidenti o semplicemente quando ci faccio attenzione più del normale, ecco che mi viene da dire: “c'è del misticismo!”.

Qualche anno fa stavo giocando a carte con degli amici sul tavolo del salotto di casa. Era una di quelle partite a pinnacola tra giocatori occasionali, almeno tra di loro, ma dove tutti millantavano abilità incredibili ed esperienza maturata e dimostrata su importanti tavoli nazionali e internazionali. Io, di mio, mettevo in campo anni e anni di partite con i miei nonni che, chi li conosce lo sa, sono abituati a giocare col coltello sotto il tavolo e se sbagli una mossa sei finito. Partono cazziatoni che durano tutta la partita e a volte si prolungano anche in quella dopo, con il risultato di distruggere psicologicamente l'incauto giocatore. Soprattutto se come compagno ti capita mio nonno.

 

Comunque, tragedie familiari a parte, anche gli altri avevano bazzicato dopo-lavoro ferroviari, cortili e bische di campagna, e c'era anche chi credeva di possedere doti quasi soprannaturali nel sacro gioco della pinnacola. Insomma, non proprio una partitina di svago, quanto una specie di Risiko con le carte, a coppie, ma anche tutti contro tutti.

 

Questo non c'entra quasi niente con quello che vorrei raccontare, ma alla fine della partita, quando tutti ormai stavamo accusando il nostro compagno di aver giocato di merda e ognuno inveiva anche contro gli avversari che, per come me la ricordo, avevano barato e usato regole prese da regolamenti sibillini e assolutamente non ufficiali... ecco, quando mio nonno avrebbe smesso con le parole e avrebbe finalmente usato il coltello che teneva sotto il tavolo, noi abbiamo iniziato a tirarci le carte addosso.

 

Chi più chi meno, comunque abbiamo fatto un bel casino, tipo una gavettonata, ma con le carte. Da figli degli anni Ottanta quali siamo, in poco tempo l'abbiamo svoltata in “occhi di gatto” style, o “ninja style”, se preferite, lanciandoci le carte di taglio cercando di provocare il maggior danno possibile agli avversari. C'era anche una donna, la mia ragazza. Alla fine, bisogna dirlo, eravamo rimasti solo io e un mio vecchio amico a sclerare come pazzi lanciandoci le carte, ma ci si stava divertendo.

 

Finito il mazzo e ripescate anche un po' di carte in zona, quando non c'era più niente da lanciare, la sala era davvero un delirio. Le carte erano anche girate un po' in un verso e un po' nell'altro, insomma metterle a posto era proprio una fatica. Ma come dopo ogni scherzo figo ci siamo messi lì, io e quell'altro, e le abbiamo raccolte e sistemate come meglio siamo riusciti. Un po' con la coda tra le gambe, comunque.

 

Parte quindi il solitario a tutto tavolo, per vedere se ci sono tutte. E cosa si scopre? Che non ci sono tutte, figuriamoci, e ne manca solo e proprio una.

C'è del misticismo...” potrebbe già dire qualcuno.

Quale manca? La donna di cuori.

C'è del misticismo...” potrebbe a questo punto dire qualcun altro.

 

Va be', chissà quanti altri segnali in quel momento vibravano con le loro frequenze mistiche per quella stanza. Se provassi a sommare gli anni dei quattro giocatori, sottraendo il numero delle carte del mazzo e moltiplicassi il risultato per la somma delle lettere dei nostri nomi diviso quella dei nostri eventuali secondi nomi sono sicuro che otterrei qualcosa. Ma cosa?

C'è del misticismo...” sì, va be'...

Decisi di tenere il mazzo, e decisi anche che avrei dovuto trovare 'sta cazzo di carta mancante, perché comunque mi faceva sclerare pensare che poi magari l'avrei trovata, chissà quando, e a quel punto avrei avuto solo quella e non le altre.

 

Una volta ho conosciuto un tipo che faceva una cosa strana quando fumava le canne. Non c'entra niente con la storia di prima, ma comunque ve la voglio raccontare. In pratica quando gli capitava una canna quasi finita, mentre fino a quel momento faceva sempre due tiri a ogni passaggio, come tutti gli altri del giro, a quel punto faceva tre tiri veloci, tre più lunghi e ancora altri tre corti e secchi. Poi ammazzava, come si dice dalle nostre parti, la canna contro il posacenere come un gigante potrebbe fare schiacciando un nano.

Quando gli chiesi come mai facesse così, dopo mille volte che gliel'avevo visto fare e ne avevo anche già parlato praticamente con tutti tranne che con lui, mi rispose: “Sto lanciando l'SOS in codice Morse, così tutti sanno che è ora di farne subito un'altra!

 

Insomma, mi sono tenuto il mazzo di carte senza la donna di cuori, cosa che comunque mi turbava un po', perché mi sembrava appunto che mancasse qualcosa.

Dopo qualche tempo ho avuto una crisi con la mia ragazza, che ha poi deciso di andarsene di casa per un periodo.

Quindi, per i più distratti, a quel punto mancavano la donna di cuori e la donna del mio cuore.

C'è del misticismo...” mi sembra evidente.

 

Per fortuna, un giorno qualunque dopo un paio di mesi, ho ritrovato non so più dove la carta incriminata. E dopo un po' anche la mia ragazza è tornata a casa. Avevo chiuso il rito.

Sono passati degli anni e oggi mi ritrovo nella stessa situazione... L'altro giorno stavo facendo grandi pulizie, dopo aver dato il bianco in praticamente tutta la casa. Sono quei gesti che uno fa quando c'è proprio qualcosa che non va e vuole dare una svolta e tenersi anche occupato per non rischiare di impazzire. Tralasciando il lato emozionale e malinconico, devo dire che è sempre un bel delirio spostare tutti i mobili, pulire, mettere a posto, capire dove va la roba, prendere decisioni che si rimandano da anni, insomma dare un senso al proprio piccolo mondo.

 

Mentre cercavo di farlo, però, una carta infilata nel battiscopa dietro la libreria ha attirato la mia attenzione come un diamante incastrato nella roccia. Avevo perso di nuovo la donna di cuori e non lo sapevo? Era lei? Sarebbe stato tutto spiegato. Mi avvicino lentamente, la carta era coperta, la prendo in mano, la giro e cosa scopro? Era un due di picche!

C'è del misticismo...” sì, ma che sfiga!

 

Amareggiato dai responsi delle carte vado avanti con le mie pulizie estreme e che cosa trovo? Un gratta e vinci con cinque euro di vincita ancora da riscuotere.

C'è del misticismo...” ed è anche una bella storia, direi.

 

Corro dal tabaccaio, ma quello mi dice che è un gratta e vinci vecchio, di Natale, e non sa se è ancora buono. Ti pareva, figurati se era buono. Invece poi controlla, ed è buono, ma non ha gratta e vinci da darmi, sono andati a ruba, c'è stata un'epidemia di gioco d'azzardo sfrenato nel quartiere e sono finiti tutti. Mi prendo i cinque euro e li metto da parte, perché comunque si sa: “C'è del misticismo...”.

 

La sera stessa sento un amico che non sentivo da qualche mese. Quasi tutti i discorsi che mi fa arrivano allo stesso punto: l'unica soluzione che ci potrebbe salvare è vincere alla lotteria! Allora sento il misticismo pulsare e, anche se sono contrario a queste pratiche perché mi sembra difficile e pericoloso affidarsi ai gratta e vinci per svoltare, decido che il giorno dopo avrei giocato e avrei vinto di sicuro con i miei cinque euro.

 

Chiaramente vado di “turista per sempre”, che vinci duecento mila euro subito, seimila euro al mese per vent'anni e alla fine ti danno ancora centomila euro come liquidazione. Niente male, direi.

 

Ne prendo uno, vado a casa, gratto, e vinco dieci euro. Preso dal raptus, torno dal tabaccaio e ne prendo altri due da cinque euro. Vado a casa, gratto il primo e niente. Gratto il secondo e vinco dieci euro. Torno dal tabaccaio e ne prendo altri due. Vado a casa, li gratto, e in uno trovo cinque euro. Torno dal tabaccaio, scarto l'altra cassiera perché ormai volevo farmi servire sempre dalla stessa per non interrompere il flow, e ne prendo ancora uno da cinque. Vado a casa, lo gratto, e ci trovo altri cinque euro. Ormai facevo avanti e indietro e su e giù per le scale da quasi un'ora. La gente per strada stava iniziando a insospettirsi; mi vedevano girare come un pazzo, sventolando gratta e vinci, e dal tabaccaio qualcuno cominciava a fare il tifo per me.

Io ero in pratica ormai sicuro di vincere qualcosa di grosso, mancava poco al momento Rocky-che-corre-con-le-braccia-al-cielo-sulla-scalinata. Quindi ne prendo un altro, torno a casa, lo gratto... e non ci trovo niente.

 

Non ci potevo credere, con tutto quel misticismo...

 

Allora rimango un po' interdetto, e non posso fare altro che pensare male delle carte e di chi le ha prodotte.

Poi però leggo che la Modiano è in crisi, che ha mandato a casa i dipendenti, che non c'è bisogno delle mie maledizioni perché stanno già male abbastanza anche loro, poverini. E dire che era un'azienda seria, che aveva iniziato con le cartine per fumare.

 

C'è del misticismo...” rispetto alla storia del tipo che fa l'SOS con le canne che stanno per spegnersi, volendo. Ma c'è ancora più misticismo rispetto a uno dei principali motivi della crisi delle carte: la gente al bar non ci gioca più. Perché? Perché la gente gioca quasi solo più ai videopoker o ai gratta e vinci, come ho fatto io oggi, e il cerchio si chiude.

 

Vicino al tabaccaio c'è la pubblicità di un sensitivo, magari potrei andarci e capire che fine ha fatto il misticismo e dove ho sbagliato... Lo chiamo? Ci manca solo questo!

 

Mentre sono perso in questi pensieri suona il campanello: sarà un segnale? No, è il tipo dell'SOS che è venuto a trovarmi. Gli chiedo un minuto per buttare giù questi pensieri, e mi rendo conto nel rileggerli che se la religione è l'oppio dei popoli, probabilmente la superstizione è quello dei poveri.

Che poi la mia non è neanche proprio superstizione, ma più che altro super-speranza che si verifichino cose incredibilmente positive e inaspettate.

La speranza forse allora è l'oppio dei sognatori, che interpretano tutte le cose come segnali del proprio destino. E se invece non lo fossero? Se fosse tutto casuale? Niente specchi rotti, gatti neri o lettura del caffè?

Sono veramente nel pallone, non ci capisco più niente e non so più dove sbattere la testa. Forse avrei bisogno di aiuto. Mi giro verso il tipo e vedo che anche lui sta lanciando un SOS dei suoi, proprio in quel momento.

 

Lo guardo, gli faccio un mezzo sorriso e non posso fare a meno di pensare che le canne sono il suo oppio e che sicuramente anche in questo “c'è del misticismo...”.

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