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Un po' di tutto,
scritto bene.

Come quel giorno di 14 anni fa

 

Quando misi piede per la prima volta a Torino, ad accogliermi fu una vecchina che decise di rendere quel giorno uno dei più brutti della mia vita. Doveva affittarmi casa, mi guardò negli occhi dopo aver firmato tutto ciò che c'era da firmare e mi disse: "Mi dispiace, vada pure, si riprenda la caparra, noi ai terroni non affittiamo la nostra casa". Non dissi nulla, ripresi il mio e uscii senza dire neppure una parola.


Da allora sono passati 14 anni e a Torino non è cambiato nulla. Cerco nuovamente casa, adesso a Torino mi conoscono in tanti, non si sente più così tanto la mia cadenza da "terrona", sono iscritta a un ordine professionale (quello dei giornalisti, ndr) che pare basti a garanzia di serietà. Eppure due giorni fa ho rivissuto la stessa identica sensazione, anche se a essere discriminata in questo caso non ero più io.


Ero negli uffici di un'agenzia immobiliare in pieno centro di Torino, l'alloggio era una sciccheria: si guarda la planimetria, è vuota da un po' quella casa, sono un po' tignosi i proprietari di casa (importanti costruttori di Torino, ndr) pretendono una fidejussione bancaria di sei mensilità (ho pensato che a questo avrei potuto far fronte...). E non affittano la loro casa ai gay.


Sono un'eterosessuale ferita da quella frase, da quell'insulto omofobo. Sono stata felice che a sentire quelle parole siano state le mie orecchie e non quelle di qualcuno dei miei amici... gay o lesbiche. Mi sono sentita un po' come quel giorno, come se la mia carta d'identità non valesse come quella della mia amica Antonella, solo perché lei era nata a Torino e io a Tricase, in provincia di Lecce.


Ho storto il muso, non potevo neppure indignarmi con il povero agente immobiliare, in fondo non è mica lui il razzista di turno, non è mica lui a non capire che c'è solo un tipo di amore e che l'amore tra uguali non è così diverso. E scusate il gioco di parole.


Ah dimenticavo... ricordate anche che i gay non sono una minaccia e che la maggior parte di loro hanno una sensibilità che voi neppure potete immaginare. Ok, le checce isteriche fanno venire l'orticaria anche a me, ma siate onesti... non hanno le sembianze di una donna il giorno prima delle mestruazioni? Sì, ecco. Bene, appunto. È una fase che passa. Perché nella vita passa tutto, tranne la cattiveria e l'amore che si può dare e provare. Incondizionatamente.


Nadia Afragola

Commenti   

 
0 #1 avvocatolo 2015-12-14 10:58
Scioccante racconto. Da emigrante (Napoli su Milano e poi finito a Torino) ho vissuto tanti episodi simili sulla mia pelle che bruciano ancora. Non a caso ho scritto un libro sui pregiudizi, compresi quelli sui gay :-D E tu ormai ne sai qualcosa, cara Nadia!

Saluti
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