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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'amore'

L'amore di un istante

Il racconto di un incontro e di una rincorsa di pensieri. Ipotesi tra le righe del tempo.

 

di Elvira Ferrara

Rincorre il sogno di una vita, ormai da troppo tempo. E da troppo tempo guarda se stessa fare a pezzi i suoi umori.

Lo aveva incontrato per caso, facendo le scale di casa, uno scendeva l’altra saliva. Lo aveva amato da subito.

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Una carezza in un augurio

ValentinaUna mamma, una figlia, una canzone. A unirle un 5 luglio di 27 anni fa

 

Ecco, ci risiamo, è di nuovo la notte in cui quella canzone di Celentano mi scivola dalla mente al cuore.
È la stessa che il ginecologo e l’ostetrica cantavano a squarciagola in sala parto, poco dopo la mezzanotte del 5 luglio 1986 quando, tenendo fra le mani uno scricciolo con gli occhi neri, mi dissero: “eccola, questa è la sua bambina”.

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Miele all'ombra

(vi giuro che la storia del nonno è vera. Il resto l'ho scritto per poter firmare il racconto)

 

Per 43 anni, il nonno di Chicca è andato a letto dopo aver dato un bacio alla foto di sua moglie sul comodino. Rimasto vedovo a poco più di trent'anni, nonno Giorgio si trasferì dalla sua religiosissima sorella maggiore, perché questa potesse fare da madre, o meglio da madre superiora, alle sue due figliole.

Giorgio lavorò in fabbrica fino alla pensione, ma il mestiere di amare sua moglie non lo abbandonò mai, "timbrando il cartellino" anzi con puntualità e passione ogni giorno dell'anno, festivi compresi, fino alla sera in cui morì.

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Un piccolo gesto per la perfezione

nodo alla cravattaLa cravatta, il peggior nemico di molti uomini. Un nemico contro cui il migliore alleato può essere una donna amata.

(Nota: le maiuscole non sono sparite a caso. Piccoli gesti...)

 

di Elvira Ferrara

avete mai aggiustato il nodo della cravatta del vostro lui,

o di vostro padre o di vostro fratello?

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Ciao, io vado

Ciao.

Come sai scrivere mi riesce molto meglio di parlare, ed è tutto detto.

E ti scrivo perché anche questa volta sei riuscita nel tuo intento di farmi allontanare rabbiosamente da te, anche questa volta con una scusa qualunque. Come al solito.

L’ultima volta è stato il cinema, quella prima il lavoro, questa volta che esco tutte le sere... 

E come sempre senza una spiegazione, se non il tuo vago “non voglio dire cose sconvenienti”.

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L'eternità nei miei occhi

Guardo i volti delle persone che amo, e li vedo senza tempo. La mia famiglia, i miei amici, la donna di cui sono innamorato: i loro visi e i loro corpi mi sembrano eterni, immutabili, come l'affetto che provo per le loro anime in continua evoluzione.

Sono passati tanti anni dalla prima volta che ho fissato i miei occhi in quelli di lei, perdendomici forse irrimediabilmente.

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I suoi occhi

Lei scriveva il suo diario,

sdraiata a pancia in giù sul suo letto a castello,

con le gambe accarezzava il suo gatto.

Accendeva tutte le luci della sua stanza,

e io le domandavo: "Perché tutte quelle luci accese?

Sprechi energia".

Lei, con uno sguardo, mi bruciava.

Mi trapassava la faccia come un raggio laser

E con una voce sottile rispondeva:

"Le lampadine servono a illuminarmi le idee

oltre a illuminare bene la stanza".

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L’amore ai tempi del colore rosso

Un mio amico è diventato pazzo. Avete presente il film Poliziotto superpiù con Terence Hill? Dove il protagonista perde i superpoteri se vede il colore rosso da qualche parte? Ebbene, Gianni ha il problema opposto.

No, non per i superpoteri, ma perché vede il colore rosso dappertutto.

All’inizio non capivo perché, poi ho scoperto l’amara verità: è colpa dell’amore.

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Peggio per te

Peggio per te, sì.

Peccato, però.

che sei andata via così.

Hai fatto un grosso errore,

a lasciarmi solo sulla strada,

senza un tetto dove coprirmi.

Malgrado ciò, la sera,

sognavo il mio cappello vicino al tuo,

sul nostro appendiabiti di bronzo.

Nelle stanze buie delle pensioni,

la tua voce non mi lasciava dormire.

Ma vai pure con lui,

non voltarti, vai.

Peggio per te.

Amore mio, peggio per te.

Dopo tanto,

torni al mio bar,

chiedendomi da bere

ma non voglio star con te.

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Bianca

Mi svegliai che il cielo era stato rapito. Rapito da Inverno e dalla sua cricca di fiocchi, con il colore della panna e la consistenza della polvere. In sostanza. Mi svegliai che l’enorme sfera del mondo era stata agitata, forse nella notte, forse all’alba. Le tracce dell'autore erano andate perse, sotto una verniciata di bianco.

Mi svegliai che la neve ribolliva nell’aria tra scintille di sale invisibile, come in una pentola di luce.

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