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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'claudio pizzigallo'

La differenza tra mito e leggenda metropolitana

Ero solo un bambino, ma mi ricordo.
Mi ricordo che lui era già un mito. Anche  a 7 anni, capisci che uno è un mito se la gente lo usa come termine di paragone per ironizzare o enfatizzare le capacità di qualcuno.

"E chi sei, Maradona?"

"Fai meno l'eroe, non sei mica Mandela!"

"Per la paura sono scappato più veloce di Carl Lewis..."

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Tra la merda e l’Inter c’è ancora differenza, credo

Ho seguito Juve-Udinese per radio, perché ero in giro e perché sono sensibile alle emozioni di Tutto il calcio minuto per minuto. Alla prima rimessa da fondo, al primo “calcio del terzino” come si diceva una volta, ho subito notato che i 12.000 o quanti erano bambini stavano imitando gli ultras, riproducendo il famoso coro “oooooh merdaaaa” che i tifosi della mia squadra urlano immancabilmente in ogni analoga situazione. E ne sono rimasto deluso, infastidito, anche un po’ disgustato.

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Più che andare avanti, dovremmo fermarci e risolverne una ogni tanto

Dicono che in Italia non riusciamo ad andare avanti, che rimaniamo fermi sullo stesso punto da troppo tempo, ma secondo me è più vero il contrario: andiamo avanti senza mai soffermarci sui problemi e sulle questioni fino alla soluzione. Perché per risolvere una questione ci vuole tempo, e nel frattempo eccone un'altra, e poi un'altra ancora, e allora che fai ancora parli di quella vecchia storia? Ecco, sì, dovremmo.

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Ma io chi cazzo posso votare?

Scusate l'ingenuità. Ho sempre pensato che l'espressione “bisogna sporcarsi un po' le mani” avesse un significato elevato, direi quasi nobile, o semplicemente bello. Nel mio immaginario proletario, credevo significasse che anche chi sta sopra, “padroni” e “lorsignori” in generale, ogni tanto deve abbassarsi e, appunto, sporcarsi le mani nella terra, per tirarne fuori un frutto, un seme, un tavolo o tutta la canzone di Sergio Endrigo.

Ma finalmente ho capito: lo sporco, il marrone virtuale che resta sotto le unghie dei politici che si sono sporcati le mani non è quasi mai terra, ma letame. O merda, per essere più chiari.

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Persone che invidio

Un (parziale) elenco di persone che invidio, sempre o solo qualche volta

 

Quelli che non hanno problemi a svegliarsi presto.

Quelli che non possono stare senza lavorare.

Quelli che hanno il coraggio di mollare tutto per davvero.

Quelli che sono appassionati di cose che ti trovano un bel lavoro.

Quelli che non hanno vizi ma solo virtù. 

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Sciopero dei mezzi, sciopero con un fine

Oggi a Torino c’è lo sciopero dei mezzi pubblici. Una forma di protesta contro i progetti di privatizzazione dell’azienda di trasporti GTT, ma poco importa. Oggi c’è sciopero dei mezzi, ma dei fini dello sciopero non gliene frega molto a chi sui pullman, sui tram e sulla metropolitana ci va ogni giorno. Per la maggior parte di loro, anzi di noi visto che anch’io ho il mio bell’abbonamento in tasca, lo sciopero è solo una rottura di coglioni.

O una perdita di tempo, o una roba inutile, o un mix infernale di tutte queste cose.

 

“Voglia di lavorare mai, eh?”

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Uno di noi

Abbiamo tutti un sacco di nomi, come ci insegna la pubblicità della Nutella. Ma ancor più numerosi sono i “noi” che abbiamo e che collezioniamo per tutta la vita. Un io che in ciascuno si lega a qualcun altro, a tutti gli altri, a seconda degli anni, dei giorni e delle ore (e se li conti anche i minuti, direbbe De Andrè): io e la mia famiglia, io e i miei amici, io e la persona che amo e che domani magari non amerò più. Sono noi “affettivi”, un po’ per scelta e un po’ per forza.

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Io sono razzista, però...

Io sono razzista. Immagino ce ne siano di peggiori, ma io sono razzista. In compenso, come il sergente istruttore Hartman di Full Metal Jacket, non faccio distinzioni e accetto "gentaglia come negri, ebrei e italiani". Sono razzista perché non ho il coraggio di negarlo e di essere poi smentito dai fatti ogni volta che nego la moneta al lavavetri o al parcheggiatore abusivo, che mi tengo alla larga da un eroinomane in carenza o che faccio finta di niente mentre controllo di avere ancora il portafogli dopo uno scontro con uno zingaro.

Sono razzista, in pratica, per non dover mai trovarmi a pronunciare la classica e squallida frase “non sono razzista, però...”.

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Il gol della Juve l'ha segnato Moggi?

Il gol di Pogba era regolare, vi spiego perché...

 

Ok, ora che ho attirato l’attenzione di juventini increduli e soprattutto di anti-juventini furibondi, vorrei affrontare l’eterna questione “la Juve ruba”, ritornata in auge dopo gli errori arbitrali contro il Chievo e a maggior ragione nel derby contro il Toro. Ma prima di farlo, con un po’ di paraculismo, mi presento.

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I ciclisti si sono rotti le palle. Ma non solo loro

I ciclisti si sono rotti le palle, e hanno ragione. Perché ogni giorno rischiano la vita, e in decine di migliaia l'hanno già persa, per colpa di chi guida alla cazzo di cane, e non dà la precedenza, e non guarda quando apre la portiera né quando cambia corsia o direzione, e non rispetta le distanze di sicurezza, e parla col telefonino scaccolandosi/truccandosi/specchiandosi ma soprattutto sbattendosene del resto, e va troppo veloce rischiando di ammazzare un povero cristo la cui unica colpa è di girare in bici anziché con qualche quintale di lamiere e plastica a proteggergli il culo.

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