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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'nazionale'

I miei convocati per Brasile 2014

Devo ammetterlo, faccio parte anch’io di quella schiera di italiani (piuttosto numerosa) che quando si giocano i Mondiali di calcio, o magari gli Europei, sognano ad occhi aperti di essere il commissario tecnico della nazionale azzurra. Con gli amici, al bar, al lavoro, su facebook, un po’ ovunque, diciamo la nostra e quasi sempre discutiamo le scelte del vero ct, di cui ci sentiamo più adeguati al ruolo, pur non avendo mai allenato (almeno io) nemmeno una squadra parrocchiale.

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Al posto di Prandelli...

Il ct della Nazionale ha fatto le sue scelte, io comunque ho fatto le mie, e alla Confederations Cup avrei portato Ranocchia, Ogbonna, Nocerino e Quagliarella

 

di Fabrizio Landolfi


Dal 15 al 30 di giugno in Brasile si giocherà la Confederations Cup, alla quale parteciperà anche l’Italia di Cesare Prandelli, già in ritiro per prepararsi al torneo.

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6 anni dopo (ma sembra passata una vita)

Tra il nostalgico e l'ironico (quindi in pieno stile social network), proviamo a vedere che cosa è cambiato, intorno a noi e intorno al calcio, da quel 9 luglio di sei anni fa, quando gli eroi azzurri di Berlino sconfissero la Francia in una finale mondiale che, come si dice in questi casi, "chi c'era non scorderà mai".

- Nel 2006 c'era ancora Forza Italia, sostituito dall'etichetta Pdl solo a novembre 2007, dal famoso predellino dell'auto in piazza San Babila.

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Il calcio spiegato alle donne (da una donna). Vol. 6 - Gli attaccanti

Premessa: la necessità di una favola

Questa lezione la comincerò con una storia, perché mentre gli Europei scorrono placidamente sui nostri schermi e negli stadi polacchi ed ucraini, tutto intorno il calcio è inferno, è scommesse, è biscotti, ed è tutto un fiorire di “è uno sport che fa schifo”, “non c’è nessuna etica”, “sono dei bambini milionari viziati”. 

Io voglio andare controcorrente e raccontare la favola calcistica di una vittoria che brucia.

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Perché l'Italia (pallonara) ha bisogno di un 2-2

Paolo ha già scritto per noi, ma forse ci siamo dimenticati di evidenziare una sua caratteristica: Paolo infatti è un esperto di calcio femminile, che segue da anni sia a livello locale che a livello nazionale. Segue le donzelle con la stessa competenza e dedizione cui sono abituati i maschietti - competenza e dedizione che le calciatrici meritano, ché la parità dei sessi è una roba un po' più complessa di "Se non ora quando".

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Tra sapere e non sapere...

Sicuramente spagnoli e croati faranno gli sportivi.

Sicuramente a pensar male si fa peccato.

Sicuramente prima dobbiamo battere l'Irlanda e poi iniziare a pensare agli altri.

Sicuramente la gufata è lo sport nazionale.

Detto questo, il nostro amico Lorenzo Galloni ci propone quella che potrebbe essere la cartolina-ricordo di questi (poco) memorabili Europei di Polonia & Ucraina 2012.

È già tarata per diventare la foto di copertina di Facebook. Sperando non ce ne sia bisogno.

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Ace! - Biscotti e dintorni

Boom di giocate sul 2-2 tra Spagna e Croazia. Sta a vedere che per non pagare le agenzie di scommesse imporranno una partita seria.

U.M.

Ace perché l'intento è di pubblicare delle battute che vadano a segno.

Ace perché cerchiamo di cogliere il succo vitaminico dell'attualità.

E Ace perché speriamo di essere puliti e caustici.

Se vuoi proporci il tuo Ace, scrivici su Facebook o suTwitter.

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Mameli fischiato due volte: una riflessione

Nelle due gare giocate dall’Italia la cosa più avvilente non è stata il gioco, e nemmeno il risultato. Sia gli spagnoli che i croati hanno fischiato il nostro inno nazionale. Di per sé non è una cosa così grave, c’è una musichetta e qualcuno la fischia; ma l’inno è un simbolo, e i simboli sono inoffensivi. Se si attacca un simbolo, lo si fa per attaccare quello che sta dietro al simbolo stesso.

Potremmo liquidare la faccenda con il nazionalismo, o con l’imbecillità.

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#chiediaCassano (seconda puntata): come puoi rispondere bene a una domanda idiota?

Seconda puntata, che prosegue il discorso iniziato ieri. 

Dopo la controversa conferenza stampa di Fantantonio abbiamo fatto nascere su Twitter l’hashtag #chiediaCassano. Il giochino è stato più o meno questo (e non lo abbiamo iniziato noi): proponi una domanda tendenziosa a Cassano per far nascere polemiche aggratis. Lo ha iniziato un giornalista in conferenza stampa, Cassano ha sbracato (attingendo alle 600 parole del suo dizionario) ed è venuto su un putiferio.

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#chiediaCassano (prima puntata): come puoi rispondere bene a una domanda idiota?

Dopo la controversa conferenza stampa di ieri abbiamo fatto nascere su Twitter l’hashtag #chiediaCassano. Il giochino è stato più o meno questo (e non lo abbiamo iniziato noi): proponi una domanda tendenziosa a Cassano per far nascere polemiche aggratis. Lo ha iniziato un giornalista in conferenza stampa, Cassano ha sbracato (attingendo alle 600 parole del suo dizionario) ed è venuto su un putiferio.

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