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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'persone'

Generazione di sfigati

Abbiamo studiato fino a 25 anni o giù di lì. Dopo la laurea ed eventuali master abbiamo oscillato tra disoccupazione e precarietà, mentre ci dicevano che eravamo troppo giovani e che con la crisi era giusto aiutare soprattutto chi era più grande di noi.

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Se riavessi i miei vent'anni

Quando la nostra età arriva a una cifra tonda, sentiamo stranamente il bisogno di fare un bilancio della nostra vita. È successo a tutti, almeno una volta. Sarà forse colpa del sistema metrico decimale che ci insegnano fin da piccoli sui banchi di scuola, ma siamo naturalmente portati a scandire la nostra vita in decine. Quasi come se nei nove anni precedenti vivessimo senza pensare, e ci trovassimo poi improvvisamente davanti al fatto compiuto, a fare i conti con le nostre azioni. Tutto questo proprio allo scattare dello zero.

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La settimana dell'educazione speciale è una bufala anche in inglese

Della "settimana dell'educazione speciale" e del giorno-mese-anno-ora della consapevolezza su autismo a ADHD ho già scritto tempo fa, in un post che è stato parecchio letto: questo qui --> "La settimana dell'educazione speciale" non esiste! (non condividete link a caso per sentirvi più buoni)

Ma purtroppo le bufale sono dure a morire, e anzi si moltiplicano come i conigli in Australia. O in America, in questo caso. Stamattina, infatti, scorrendo la mia timeline di Instagram mi sono imbattuto in questa foto di Snoop Dogg.

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La Miriam di nessuno

Miriam è il personaggio femminile di un libro di cui ho già scritto (È sempre colpa della prospettiva). Un libro che richiede molta determinazione per superare le prime 100 pagine.

 

Miriam incontra l'uomo che un giorno sposerà, alla festa delle seconde nozze di lui. Lui inizierà ad amarla nel momento stesso in cui percepirà la presenza di lei.

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5 cose che dovremmo vietare per coerenza con la logica "canne-pere"

"Eh, bravo, legalizziamo le droghe leggere... Non lo sai che poi dalle canne si passa all'eroina?"

Ho sentito questo argomento circa un miliardo e mezzo di volte, nella mia vita.
La prima volta quando avevo 8 o 9 anni, e pensavo che forse avevano ragione: all'epoca, per me e per i miei coetanei, la droga era quella roba che ti faceva venire gli occhi totalmente bianchi e un alone viola e pulsante intorno al corpo.

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Almeno una volta si aspettava l'Epifania

A me del Natale, dello spirito natalizio, del “siamo tutti più buoni”, è sempre fregato poco. Poco di più mi interessa il tipico discorso di risposta a questo atteggiamento religioso-commerciale-cinematografico-televisivo, riassumibile nella frase “bisognerebbe sforzarsi di essere più buoni tutto l'anno, non solo a Natale”. Perché sì, ovviamente è vero, ma c'è davvero bisogno di dirlo, e di ripeterlo anno dopo anno come una sorta di contro-augurio di rito?

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Onestamente

Il punto di vista di Francesca Gruppi, segretaria del Circolo SEL San Salvario (Torino), su quello che sta vivendo la nostra città e il resto d'Italia in questi giorni

 

Ieri sera sono passata da piazza Palazzo di Città al “Presidio spontaneo per non lasciare le strade in mano ai forconi”. L'ho fatto perché di questi giorni convulsi mi avevano colpito soprattutto i segnali di fascismo: appelli al popolo italiano, slogan che evocavano la marcia su Roma, tricolori, presenza acclarata di gruppi dell'estrema destra, minacce ai negozianti. Il primo impulso, il richiamo viscerale, è stato di reagire prontamente a tutto ciò. Per questo ero davanti al Comune. Eppure, dopo poche decine di minuti, ho cominciato a provare un forte senso di disagio; proverò a spiegare perché.

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E se avessero ragione (molti di) loro?


Ci siamo divertiti, ieri, noi gente di sinistra. Abbiamo preso in giro i manifestanti, li abbiamo derisi e scherniti. Abbiamo tirato fuori tutto il nostro repertorio di battute argute e intelligenti come un programma di Fabio Fazio, e tra le migliori c’è la mia parafrasi di quel mitico film con Lino Banfi: “E benvenuti a ’sti forconi, belli grossi e fascistoni”.

Perché appunto, è su questo tasto che abbiamo battuto ripetutamente, non solo con le battute ma anche con i nostri moti d’indignazione, con i nostri acuti strali contro il popolino vitello (ché popolo bue è troppo) e con il nostro distaccato – in tutti i sensi – sguardo sulle manifestazioni, sui saluti romani, sui blocchi, sulle violenze contro persone e cose. Tra ahahah e “stupidi fasci di merda”, abbiamo squalificato in toto una protesta che, se non sbaglio, ha raggiunto livelli mai visti negli ultimi vent’anni in Italia.

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Le 10 persone più importanti della storia ancora vive dopo Mandela

Secondo me sono queste (in ordine casuale, a parte i primi due). Se volete fare macabre scommesse su chi sarà il prossimo a lasciarci, o se volete dire le vostre preferenze, usate pure i commenti qui sotto.

E comunque mi spiace che mi siano venute in mente solo tre donne, ma sinceramente non so chi altro potrei mettere.

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La differenza tra mito e leggenda metropolitana

Ero solo un bambino, ma mi ricordo.
Mi ricordo che lui era già un mito. Anche  a 7 anni, capisci che uno è un mito se la gente lo usa come termine di paragone per ironizzare o enfatizzare le capacità di qualcuno.

"E chi sei, Maradona?"

"Fai meno l'eroe, non sei mica Mandela!"

"Per la paura sono scappato più veloce di Carl Lewis..."

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