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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'persone'

Perché il Giglio mi dà i brividi

Un’isola non è mai un luogo di passaggio. Va be’, non sono esperto di rotte aeree internazionali, ma uno scalo durante un volo intercontinentale non vale. Un’isola non è (quasi) mai un luogo di passaggio, perché quando si arriva su un’isola lo si fa per restarci un po’ e poi tornare, in retromarcia, da dove si è venuti.

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Complottisti, vegani, integralisti religiosi e teorie un tanto al chilo

Negli ultimi giorni mi sono “scontrato” un paio di volte, su facebook (ché il sangue comunque mi fa impressione), con persone convinte di avere la risposta in tasca a questioni piuttosto complesse: i vaccini e il veganesimo.

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La freccia

Ci sono attimi, immagini, di per sé così fugaci, che se non presti particolare attenzione rischiano di sfuggirti inosservati… momenti perduti, svaniti nel nulla. Ma dove vanno tutti questi istanti persi per sempre? A me piace pensare che rimangano in un posto: a metà strada tra il cuore e il cervello… Aggrappati alla gola, pronti per essere evocati nei momenti più inaspettati.

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Anima fragile e amici miei

Tommy, Cello, Gianfry, Giani, Simona, Andrea, Mai, Marco, Diana, Markus, Serena. Non è una formazione di calcio (se aveste visto Cello col pallone tra i piedi non avreste dubbi), sono i primi 11 nomi che mi sono venuti in mente, pescati dalla lunga lista di chi ha lasciato me, gli altri amici, la famiglia, e soprattutto Torino, dal 2001 a oggi.

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La cena prevedibile

Lo sapevo che sarebbe finita così...”

Eh, anche noi...”

 

Siamo in casa di G., la stessa dove ambientavo i racconti che scrivevo al liceo o all'università. È settembre, ma fa caldo anche se il cielo è nuvoloso; la tavola con la tovaglia bianca ricamata è in giardino, la vista è su un pezzo di città da media altezza.

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L'amenocheismo che rovina il mondo

“Bisognerebbe buttare tutto e ricominciare da capo. A meno che...”

Ecco riassunto in un luogo comune uno dei più grandi limiti della natura umana: l’amenocheismo. Ovvero, come evitare di risolvere i problemi con soluzioni che hanno l’effetto di un cerotto su un’arteria recisa.

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L'Imu cancellata, l'ultima presa per il culo dei ricchi ai poveri

Possono farti credere che non vogliono le tasse perché gli stessi soldi li utilizzerebbero per assumere tuo figlio, che poverino ha studiato e non trova lavoro.

Possono farti credere che è giusto che se tu risparmi 100 loro devono risparmiare 1.000.000, perché alla fine quando (se) pagano le tasse ne pagano più di te.

Possono farti credere che le tasse servono solo a pagare gli sprechi con cui la Casta si mantiene in vita.

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Lettera all’estate del paesino

Un racconto sulla bella stagione, un caldo affresco dipinto con i colori del sole e del cielo dal mio caro amico Nino.

 

di Nino Tarlato

È l’estate: esplode con i suoi effluvi, piena e selvatica. Le gambe delle donne, delle fanciulle tornano nude a stuzzicare la malizia maschile, definitivamente ridestatasi dal sonno invernale, dopo la colazione di petti, braccia e prime gonne che è solitamente servita dalla primavera.

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Tutto l'amore che c'è a Licata

Arricamparsi, cugliuniare, ciolla, ddocu, frisoni, siddiarsi... Le parole non mi mancano, è la capacità di dar loro un senso che non ho. Anzi, la forza più che la capacità.

 

Una dozzina di giorni a Licata, in Sicilia (la provincia non importa, come mi hanno insegnato), può essere riassunta in un'unica parola: amore. Un amore così intenso, profondo e sincero che è difficile analizzarne ogni singolo elemento: un po' come la bellezza di quelle terre, in fondo.

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Il mio record al gioco del silenzio

Non ero mai stato zitto così a lungo: 41 ore, minuto più minuto meno. Zitto, davvero: neanche una parola. Neanche un prete per chiacchierar, direbbe Celentano, ma io con i preti non ci ho mai chiacchierato molto. A segnare i “confini” temporali del mio silenzio, comunque, due momenti molto italiani: una telefonata ai miei genitori e una coda all'ufficio postale, un “ciao mamma” e un “buongiorno dovrei ritirare una raccomandata”.

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