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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'storie'

Uno di noi

Abbiamo tutti un sacco di nomi, come ci insegna la pubblicità della Nutella. Ma ancor più numerosi sono i “noi” che abbiamo e che collezioniamo per tutta la vita. Un io che in ciascuno si lega a qualcun altro, a tutti gli altri, a seconda degli anni, dei giorni e delle ore (e se li conti anche i minuti, direbbe De Andrè): io e la mia famiglia, io e i miei amici, io e la persona che amo e che domani magari non amerò più. Sono noi “affettivi”, un po’ per scelta e un po’ per forza.

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Fernweh, Heimweh e l'immensità dell'uomo

Il viaggiatore che ama la bellezza dei luoghi e cerca la purezza delle "origini" ha sempre una meta, ma colui che viaggia per cercare sé stesso non conosce mai la destinazione...


Ho già scritto della parola Fernweh (Magellanica: terra fantasma e dolore per i luoghi lontani), ci sono arrivata attraverso i soliti valzer di parole. Rimbalzare da un sito ad un altro, scoprire che nell'immensità della rete si è meno soli di quel che si possa credere. Luoghi virtuali in cui i tuoi pensieri sono espressi da qualcun altro che, a chilometri e chilometri da te, vive una vita diversa dalla tua, ma per uno strano gioco del destino sente quello che senti tu. Vive la non-vita che vivi anche tu. Distanti. Vicini. Più vicini di quello che si possa immaginare.

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Quello che ho imparato a New York

Ho imparato che skateboarding is allowed quasi ovunque, che il fumo non esce da tutti i tombini, che se raccogli un sacco di lattine ti danno dei soldi, che puoi stare in Time square nuda se sei davvero figa. Se no, no.

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No #lattevaccino per rispetto a mio cuggino

Lo scrivo qui su "Pizzi chi?" perché è l’unico organo d’informazione che non ha paura di raccontare a tutti la verità. In un mondo corrotto dall’ipocrisia e dal denaro, è impossibile informarsi. Occorre attrezzarsi da soli.

Per fortuna c’è facebook: un valido alleato nella lotta contro i potenti. Twitter, invece, ci ha tradito: ormai pascola assieme alle major.


Ho chiesto a tanti, ma solo Pizzi chi? mi ha dato la possibilità di lanciare il mio avvertimento:

state lontani dal #lattevaccino!

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Perché il Giglio mi dà i brividi

Un’isola non è mai un luogo di passaggio. Va be’, non sono esperto di rotte aeree internazionali, ma uno scalo durante un volo intercontinentale non vale. Un’isola non è (quasi) mai un luogo di passaggio, perché quando si arriva su un’isola lo si fa per restarci un po’ e poi tornare, in retromarcia, da dove si è venuti.

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La freccia

Ci sono attimi, immagini, di per sé così fugaci, che se non presti particolare attenzione rischiano di sfuggirti inosservati… momenti perduti, svaniti nel nulla. Ma dove vanno tutti questi istanti persi per sempre? A me piace pensare che rimangano in un posto: a metà strada tra il cuore e il cervello… Aggrappati alla gola, pronti per essere evocati nei momenti più inaspettati.

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Anima fragile e amici miei

Tommy, Cello, Gianfry, Giani, Simona, Andrea, Mai, Marco, Diana, Markus, Serena. Non è una formazione di calcio (se aveste visto Cello col pallone tra i piedi non avreste dubbi), sono i primi 11 nomi che mi sono venuti in mente, pescati dalla lunga lista di chi ha lasciato me, gli altri amici, la famiglia, e soprattutto Torino, dal 2001 a oggi.

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La vita è un album di figurine

Se fosse stata italiana, anziché dell’Alabama, probabilmente mamma Gump avrebbe insegnato al piccolo Forrest che la vita, più che una scatola di cioccolatini, è un album di figurine dei calciatori. Non tanto perché “non sai mai quello che ti capita” in una busta, quanto per la capacità di scandire il tempo che solo nomi e statistiche dei calciatori sanno mostrare in maniera così netta e così uguale per tutti.

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I film che non siamo riusciti a vedere fino alla fine

Venti film difficili (molto difficili) da vedere fino in fondo, tra sonnolenza, terrore e disgusto. I primi dieci sono di Mai T., i secondi dieci sono i miei. Anche se ce n'è uno su cui siamo tutti d'accordo: io, lei e almeno il 90% della popolazione mondiale, spero.

Pizzi

 

1. Kill Bill - Quentin Tarantino: facciamoci odiare subito, mi sono addormentata a metà.

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Tutto l'amore che c'è a Licata

Arricamparsi, cugliuniare, ciolla, ddocu, frisoni, siddiarsi... Le parole non mi mancano, è la capacità di dar loro un senso che non ho. Anzi, la forza più che la capacità.

 

Una dozzina di giorni a Licata, in Sicilia (la provincia non importa, come mi hanno insegnato), può essere riassunta in un'unica parola: amore. Un amore così intenso, profondo e sincero che è difficile analizzarne ogni singolo elemento: un po' come la bellezza di quelle terre, in fondo.

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