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Un po' di tutto,
scritto bene.

Articoli taggati 'storie'

Incontri

Un racconto a puntate, una serie di immagini e suggestioni, dal particolare al generale e viceversa, che diventano man mano una visione d'insieme. Una storia, in pratica, di Elvira Ferrara.

"verranno a trovarti. non è detto che vengano tutti insieme, anzi. uno per volta, e quando meno te li aspetterai. avranno le forme insolite di chi ha qualcosa per te, ma ne è inconsapevole.

non aspettarli, perché potrebbero indispettirsi e non presentarsi. non essere impaziente. 

preparati ad accoglierli.

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Dietro l'obiettivo - With or without... pizza

La gente pensa che chi fa il mio lavoro possa assistere a tutti i concerti gratis: be', le cose non stanno proprio così... Le regole per le fotografie ai concerti sono ferree: si ascoltano i primi tre pezzi e poi ci si deve allontanare per questioni di copyright.

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Cacca di guerra

Ho visto questa foto su una (splendida) pagina e non ho potuto fare a meno di pensare a mio padre.

Alla fine di uno dei pranzi della domenica, a casa dei miei, inizia il solito tour dei ricordi.

Mia madre esordisce con il solito “Ma Pieroooooo ma piantlà lì! Sempre con 'sti discorsi! Bisogna ricordare solo le cose belle e non quelle brutte!”

Che tutto sommato non fa una grinza.

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L’amore ai tempi del colore rosso

Un mio amico è diventato pazzo. Avete presente il film Poliziotto superpiù con Terence Hill? Dove il protagonista perde i superpoteri se vede il colore rosso da qualche parte? Ebbene, Gianni ha il problema opposto.

No, non per i superpoteri, ma perché vede il colore rosso dappertutto.

All’inizio non capivo perché, poi ho scoperto l’amara verità: è colpa dell’amore.

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La fine giustifica i mezzi (pubblici) - Il grande capro

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Prendere i mezzi pubblici costituisce la prova estrema a cui Dio ci sottopone per capire quanto ognuno di noi odi il genere umano. Personalmente sono una persona che esige il rispetto della distanza sociale (ovvero quel buon metro e quindici che ti consente di non toccare e - specialmente - di non essere toccati).

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That's Life...

Ricordo la beatitudine sul viso di mia madre quando in radio passava Frank Sinatra.

Lei ballava benissimo, e ogni occasione era buona per fare due salti in giro per casa. Anche a mio padre piaceva Frank Sinatra, ma quando la sentiva cantare e la vedeva sculettare accompagnandosi con la lucidatrice come se fosse una compagna di danza, non si esimeva mai dal ricordare che "comunque il Frenc era un bel pendaglio da forca".

Allora lei alzava il volume e cantava e ballava più forte di prima...

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Robocop, uno stereotipo napoletano

Cominciò tutto un caldo giorno di giugno.

Dall’America, sarebbe arrivato quello che tutti chiamavano il superpoliziotto, ma che era meglio conosciuto come Robocop.

Quando sentii la notizia al tg 3, non ci potevo credere. Uno dei miei film preferiti che diventava realtà, pensai.

L’euforia per quella notizia fu sostituita da un’angoscia molto più concreta: se l’Italia aveva bisogno di un cyborg per far rispettare l’ordine, voleva dire che davvero vivevo in un paese di merda.

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Comunicazziatoni - Il grande capro

Le giornate di un'agenzia di comunicazione sono molto convulse: la cosa che più mi affascina è che c’è sempre un problema.

Dico davvero: non passa giorno o progetto, in cui non spunti fuori un problema, dalla cavolata al disastro totale. Il problema è lì in agguato, come l’occhio di Sauron.

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Dietro l'obiettivo - Pesca al cinghiale

Che il servizio sarebbe stato “strano” avrei dovuto capirlo dalla telefonata:

“Corri subito al Valentino, davanti alla facoltà di architettura, ché un runner è stato aggredito da un cinghiale!”

Naturalmente rispondo: “Sicuro, e mentre sono lì vedo se trovo anche un orso bruno e due cervi che fanno a cornate...”

La gente non ha idea delle telefonate più strane che riceve il centralino di un giornale; comunque, visto che la segnalazione arriva dai Vigli Urbani e non dal solito lettore attaccato

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L’arteria e la finestra

La casa era percorsa da una grossa arteria scricchiolante, uno spazio allungato: troppo largo e luminoso per essere un corridoio, troppo stretto per infilarci un letto. Al mattino lo percorrevo lentamente per arrivare in cucina, mi piaceva come il sole estivo leccava sfacciato le grandi liste di legno, mi piaceva il bianco che si rifletteva ovunque, sulle pareti desolate, sulle lampade di carta.

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