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Un po' di tutto,
scritto bene.

Con i saggi non facciamo i ragazzini

 

Un minuto dopo la comunicazione ufficiale dei dieci saggi, tutti avevano già capito tutto. Neanche il tempo di scorrere la fotogallery dei prescelti da Napolitano sui giornali, e già twitter e facebook pullulavano di giudizi e sentenze inappellabili . Quasi totalmente contro.

Ora, forse è un mio limite, forse sono ingenuo o duro di comprendonio, ma io non me la sento di stroncare la decisione del Capo dello Stato con tanta sicurezza, almeno per ora. Certo, la politica mi piace da qualche anno, e un minimo di conoscenze ce le ho. 
Oltre che di memoria: mi ricordo bene, per esempio, il discorso di Violante alla Camera dieci anni fa, quello del " Berlusconi sapeva dal 1994 che le sue televisioni non sarebero state toccate ". E lo dico da elettore del pd, sia chiaro. 
Tuttavia, mi pare ci sia un po' troppa foga nel condannare la posizione presa da Napolitano. In particolare, mi sembra che ci si stia attaccando, soprattutto tra i sostenitori del centrosinistra, a falsi argomenti . Due, in particolare: Quagliariello e l'età dei saggi .

QUAGLIARIELLO - Sull'esponente del Pdl, la critica più diffusa riguarda le sue dichiarazioni su Eluana Englaro (" è stata ammazzata "): dichiarazioni vomitevoli, ne convengo, ma inutili se usate per dire che non doveva essere nominato. 
Perché forse qualcuno non lo ha notato, ma una delle differenze più grandi tra destra e sinistra che secondo Grillo non esistono, è proprio nella posizione su eutanasia e fine vita . A destra sono a maggioranza contrari, a sinistra a maggioranza favorevoli . "Avanti", ovvero nel m5s, non si sa: certe questioni spaccano troppo l'"oscena compattezza" (cit.) dei militanti, meglio ignorarla al pari di temi come l'immigrazione, i diritti civili e altre cosette su cui il variegato elettorato stellato non si esprime.

Ebbene, è vero: Quagliariello è contro ogni forma di eutanasia . E allora? Che c'entra?
Napolitano ha scelto nomi di " diverse collocazioni ", come lui ha detto, e la posizione di Quagliariello è quella largamente maggioritaria a destra. Cosa doveva fare Giorgione, scegliere un esponente del centrodestra che la pensasse come la sinistra? Direi di no. Se vi fa schifo Quagliariello non lamentatevi: basta non votare il suo partito.

SAGGI TROPPO VECCHI - Altro argomento usato per criticare i saggi di Napolitano è la vecchiaia dei prescelti, che in effetti non sono di primo pelo. Per dire quanto ha sbagliato il presidente ad affidarsi a un gruppo di anziani, è diventato molto di moda, su twitter, elencare la giovane età di alcuni dei padri Costituenti .
(diverso il discorso sulle donne: sicuramente esecrabile la loro assenza tra i nomi scelti, ma in parte giustificabile visto che i saggi sono stati scelti da e tra la classe dirigente del nostro Paese, dove le donne sono purtroppo poche per il nostro storico maschilismo, di cui non si può certo accusare solo Napolitano)

Ok, è vero: Andreotti aveva 27 anni, Nilde Iotti 26, Colombo 26, Saragat 48 ecc.

Ma, lo dico da 31enne, quei ragazzi non avevano niente a che fare con i ragazzi di oggi ! Tralasciando il solito finto discorso sui ggiovani d'oggi (qualunque sia l'oggi) che sono scansafatiche e pensano solo a divertirsi, non si può non considerare l'enorme differenza tra noi e loro.
Loro avevano vissuto una guerra . Combattendo, resistendo, rischiando la vita e sopravvivendo : fortuna quest'ultima che non toccò a tutti.
A guerra finita, quei ragazzi erano i superstiti di una generazione , e gli eredi di un'altra generazione pre repubblicana e pre suffragio universale: di un altro mondo, in pratica. Avevano una responsabilità enorme, paragonabile solo alla loro esperienza di vita.

Il posto nella Costituente se lo erano guadagnati letteralmente sul campo . E se l'erano preso, non avevano aspettato di essere scelti da un 88 enne.

In base a cosa, esattamente, si può quindi pensare di paragonare loro a noi? Il precariato sarà anche una continua battaglia, ma non è proprio uguale a una guerra mondiale. Di cui forse, futuristicamente (e ironicamente) parlando, ci sarebbe anche bisogno per cambiare radicalmente la nostra società, ma non possiamo certo aspettarci che a chiamarci alle armi sia il vecchio Presidente .

Se proprio vogliamo prendercela con i vecchi, tra l'altro, dpbbiamo farlo per la loro ottima salute. Quando i ragazzi creavano la Patria, infatti, l'aspettativa di vita era sensibilmente inferiore a quella odierna. A 30 anni eri praticamente a metà della tua esistenza, più o meno come un 50enne di oggi. Che magari ha un figlio di 7-8 anni, mentre all'epoca a 50 anni erano già nonni.

Stupisce, comunque, che a tirare fuori l'argomento età sia anche un bravo giornalista come Enrico Mentana. Un giornalista così bravo da essere assunto in Rai a 25 anni , e così onesto da ammettere di essere stato raccomandato per quel posto. E di sicuro il fatto che anche suo padre era un giornalista non c'entrava, così come non c'entra il fatto che il suo tg a La 7 non sia stato riempito di giornalisti 25enni, da quando c'è lui a dirigerlo. Perché, malizie a parte, il punto è che la società e la classe dirigente italiane sono invecchiate moltissimo , troppo, negli ultimi decenni, e non solo nella politica o nel giornalismo.

Se vogliamo criticare la scelta dei dieci vecchi saggi, quindi, converrebbe evitare comportamenti appunto da ragazzini viziati, e iniziare a capire che la colpa non è solo di Napolitano o della politica. Ognuno di noi, eletto o ancor di più elettore, ha il suo pezzo di colpa, se certe cose non cambiano mai.


Claudio Pizzigallo   (Pizzi)

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