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Un po' di tutto,
scritto bene.

Cos'hanno in comune il Guinness dei Primati e il cubo di Rubik? Un robot da 3000 euro

 

articolo sulla stampa della tesi da guinness dei primati di Alessandro De Roma
Io conosco un ragazzo che ha un record da Guinness dei Primati. Non nel Guinness dei Primati, o World Guinness per dirla international, da Guinness. E c'è una differenza sostanziosa e sostanziale. Fatta di soldi, ma non di guadagni.

 

Perché oh, chi di voi conosce davvero qualcuno che è entrato nel Guinness World Records? Io no, anche se ho un amico che se contassero tutte le ore che dorme sul divano quando va a trovare gli amici forse qualche record lo potrebbe battere...

 

Ma Alessandro De Roma, così si chiama questo mio amico decisamente più sveglio (che tra l'altro ha programmato e creato e fatto questo sito con linee guida da parte mia tipo "Lo voglio bello che faccia tutto e con questa immagine"), può davvero battere un record serio. Ne ha parlato anche La Stampa, per capirci, un anno fa, quando Alessandro faceva l'esame di maturità...

Per entrare nel Guinness, Alessandro utilizzerebbe il celeberrimo Cubo di Rubik, quello con le facce di vari colori da mischiare e ricomporre.

Quello che io non sono mai riuscito a fare più di una faccia tutta di un colore, e poi mi inventavo i classici trucchi di staccare gli adesivi o direttamente i pezzi per rimontarli a piacimento e sperare di sorprendere amici e familiari che però mi sgamavano sempre, perché la stessa idea alla fine ce l'hanno da sempre quasi tutti quelli che non ci riescono, solo che all'epoca non c'era internet... Ma va be', lasciamo perdere, non c'entra niente con Alessandro.

 

Perché Alessandro De Roma, appunto, è talmente sveglio da poter entrare nel Guinness dei Primati come il più veloce risolutore del cubo di Rubik. Non "a mano", diciamo, bensì con un robot

 

E qui mi fermo, e attingo direttamente alle parole con cui lui stesso spiega tutto per filo e per segno sul proprio sito alessandroderoma.it

Dopo che Feliks Zemdegs al "Melbourne Winter Open 2011" risolve il cubo in 5.66 secondi, anche l'ambiente della robotica non rimane insensibile al fascino di Rubik: molti si cimentano nella costruzione di un robot in grado di risolvere il cubo partendo da una qualsiasi configurazione iniziale.

Robotic Solutions progetta così il CubeStormer II, costruito interamente con mattoncini Lego e controllori Lego Mindstorms.

CubeStormer II stabilisce il record mondiale di risoluzione robotica con 5.27 secondi, oltre la miglior prestazione umana.

 

IRubikbot il risolutore robot per cubo di Rubikl mio progetto: dallo speedcubing al RubikBot

Da sempre appassionato di rompicapo, nel 2010 decido di cimentarmi seriamente col cubo di Rubik, nel tentativo di diventare uno speedcuber.

Partendo dai tutorial video  e dopo un'infarinatura di notazione internazionale approdo al metodo Fridrich (...).

Questa tecnica porta a tempi tra i 25 e 30 secondi: risultato discreto ma lontano dal record di Zemdegs. Non potevo ancora competere con gli speedcuber, ma forse potevo tentare con un robot: un risolutore automatico del cubo di Rubik diventa così il progetto per la mia tesi di maturità.

Lo studio del Rubik's Cube Solver di Eric Dietz è la base di partenza per la programmazione del mio risolutore: lo sviluppo dell'algoritmo porta via circa due mesi. La maturità è ancora lontana e decido allora di espandere il progetto ideando e costruendo un robot in grado di eseguire le istruzioni di risoluzione.

Il primo prototipo del robot utilizza Arduino (...), ma decido di passare all'algoritmo del dottor Kociemba, in grado di risolvere in un massimo di 20 mosse. Ne ottimizzo la velocità e il risultato finale è implementato nella prima versione del mio robot: il RubikBot.

Rimane ancora una settimana prima della presentazione del progetto all'esame, spesa in ulteriori raffinamenti. Con un'ottimizzazione dopo l'altra arrivo a 4.96 secondi: il record del mondo è ufficiosamente battuto.

Le differenze di costruzione tra RubikBot e CubeStormer II ne rendono però impossibile l'omologazione: il nuovo obiettivo diventa costruire un secondo robot con caratteristiche analoghe al detentore del record. Parlo del progetto con il professor Tommaso De Luca, preside dell'ITIS Amedeo Avogadro di Torino dove ho appena ottenuto il diploma. È lui a mettermi in contatto con il coordinatore della rete della robotica del Piemonte, Enzo Marvaso, grazie al quale trovo degli sponsor.

 

Sembrerebbe tutto a posto, quindi.

E invece... E invece dice lui "a questo punto finisce l'articolo, e inizia il calvario". Perché gli sponsor trovati, dopo l'iniziale entusiasmo, si ritirano. 

La Fidia, azienda di automazione industriale con sede a San Mauro Torinese, da subito si mostra interessata, faccio un paio di riunioni con i tecnici per risolvere qualche problema meccanico del "nuovo" robot, mi danno un sacco di consigli e fanno delle ricerche per me consegnandomi un bel po' di materiale per farmi venire idee su come risolvere questi problemi, ma mi dicono che loro essendo un'azienda di automazione industriale non possono aiutarmi, perché il mio progetto non è proprio il genere di cose di cui si occupano normalmente.

Vengo messo poi in contatto con la B&R, azienda austriaca (mi pare) che si occupa di automazioni industriali. Vengo letteralmente coperto di speranza da quest'azienda che si fa subito in quattro per potermi aiutare a portare avanti il progetto. Successivamente mi viene detto che il 24 maggio c'è la SPS di Parma, una fiera di automazioni industriali, e che il dirigente vorrebbe che il robot fosse pronto per quella data. Questa diventa una condizione di realizzazione, ovvero "o ci dai certezze che il robot possa essere costruito e ultimato per la fiera, oppure non possiamo aiutarti". Fatto sta che circa due-tre settimane dopo non hanno più risposto ai miei messaggi e del robot non ho più saputo nulla.

Ho provato anche la via del crowdfunding, ma non ho avuto fortuna: sui siti che accettano progetti "a prescindere" (ovvero fai il progetto e lo pubblichi senza grossi controlli) non ho avuto tante visite e nessuno ha offerto anche solo una piccola somma, mentre invece su eppela, sito italiano, mi è stato detto che fino a quando non avrò una rete di contatti che possa favorire la riuscita del progetto non potranno pubblicarlo. La rete di contatti io non la ho, anche perché se l'avessi avrei chiesto se in questa "rete" qualcuno fosse interessato a finanziare il progetto senza dovermi rivolgere a loro.

E ora siamo qui, ho parlato con un professore dell'Avogadro (dove mi sono diplomato) e mi hanno fatto conoscere un ragazzo che fa meccanica parecchio bravo, che in pochi giorni è riuscito a trovare la soluzione a gran parte dei problemi meccanici che il robot aveva, ma mancano i fondi.

Per quanto riguarda il budget siamo sui 3000 euro: se lavorassi da dipendente non avrei problemi a tenermi da parte tre stipendi, anche perché ora come ora non uso granché i soldi che ho, ma li tengo da parte per cose che in futuro potrebbero servirmi. Considerando però che lavoro da indipendente, non ho uno stipendio fisso e non saprei dove prendere tutti questi soldi".

 

Sinceramente neanch'io, mi dispiace, se no ti pagherei il sito 3000 euro (anche se ne vale 6000) e tu potresti creare il robot con cui stracciare la Lego (e la Samsung, guardatevi il video). Però io sono abbastanza cretino da credere che tra chi sta leggendo queste righe c'è qualcuno (che conosce qualcuno) che sarebbe disposto a mettere insieme 3.000 euro per questo progetto.

 

Così, per esempio, tre motivi:

 

- Per poter mettere un adesivo sul robot nelle foto ufficiali;

- Per poter dire a tutti "ehi, io e mia moglie siamo gli sponsor ufficiali di un Guinnes dei Primati!";

- Se si fa una cordata con gli amici, per poter fare le magliette con la scritta "Guinnes World Records Official Sponsor", che comunque è una figata;

 

Oppure, pazza idea, ci potrebbe essere un'azienda che, per dire, è interessata ad aiutare un ragazzo tanto giovane quanto talentuoso, in grado di battere Lego e Samsung con la tesi della maturità. Aiutare, addirittura, a raggiungere un traguardo che chiunque nella vita ha voluto raggiungere almeno una volta (se ve lo state chiedendo no, non ci sono premi in denaro per chi entra nel Guinness World Records).

 

Poi non voglio dire che ci dovrebbero essere non una ma diverse aziende italiane a contendersi l'assunzione di Alessandro, perché sarebbe l'ennesima risposta a chi ancora non sa cos'è la fuga dei cervelli...



Però, anche solo per la maglietta con la scritta, c'è qualcuno qui che vuole partecipare a un record nel Guinness dei Primati?

 

Pizzi

Commenti   

 
0 #1 Boom Beach Guide 2017-08-20 01:47
Low - You will quit playing before you fill out the game.
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