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Un po' di tutto,
scritto bene.

‘giorno mondo - Il bambino con la testa tonda

 


"... leaves a wife, two sons, three daughters, and a little round-headed boy with an extraordinary pet dog "
(... lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda 
con uno straordinario cane )

Sapete cos’è? Un necrologio . Ma dovete sorridere, e niente musoni a vista : forse un po’ di rabbia, la stessa che mi è montata questa mattina. Ne parlo perché è stato profanato il suo nome e a farlo sempre loro... donne, dannate donnacce di bassa lega (scusate, mi son fatta prendere la mano: alle volte dimentico quello che sono... una donna).

Comunque lo ha pubblicato il quotidiano londinese The Times , il 14 febbraio del 2000, per ricordare Charles Schulz , meglio noto come “ Il papà di Snoopy ”.
Un uomo di una sensibilità che disarmava, che quasi si vergognava di essere un po’ tedesco (suo padre lo era) per via di quella dannata prima guerra mondiale, al punto da nasconderlo quasi. Lui che di quel padre ammirò ogni sacrificio e scelta: dai sei mesi di affitto arretrati accumulati per comprare al figlio quella bicicletta, pagata 24 dollari a rate di quattro dollari alla settimana, a un lavoro creato prima e amato subito dopo, il barbiere, proprio come il papà di Charlie Brown.

Adorava il baseball , ma all’epoca al posto della lega c’erano le squadre del vicinato. All’esordio fu cocente la sconfitta: 40-0. Credete sia un caso l’interminabile sequela di insuccessi di Charlie Brown?
Lui che da bambino viveva la settimana in attesa del sabato pomeriggio, quando si andava tutti insieme al cinema a guardare i film sul deserto (amato Snoopy legionario straniero ) e si mangiava i popcorn pagati un nichelino.
Lui che diede i natali a un'icona, ma che non fu mai in grado di curarsi del contorno, degli sfondi, degli interni. Ci avete mai fatto caso?

Disegnava a scuola, quando era piccino sulla copertina di album e libri, e già allora i suoi disegni erano come autografi. Divenne quasi matto nel tentativo di assecondare ogni richiesta arrivasse dai compagni di giochi.
Odiava le caricature “ perché mortificavano ”, e si sorprendeva sempre all’idea di quante poche persone sapessero disegnare. Ma non si sentiva importante per questo, mai.

Pochi anni prima di morire fu chiamato a parlare all'università di Berkeley ai futuri disegnatori professionisti. Aprì il suo discorso dicendo: “ Quanti di voi hanno sentito parlare di Charles Payne ? Alzi la mano chi ne ha sentito parlare ”. Nessuno alzò la mano. Allora aggiunse: “ Disegnava S’matter Pop . Se non sapete di S’matter Pop, francamente non voglio neanche parlavi. Perché S'Matter Pop è ovviamente uno dei più grandi fumetti di tutti i tempi ”. Era un po’ così, non amava le mezze misure, e il suo amore per il fumetto era talmente incondizionato da non accettare nessuna storpiatura, lui che non perdeva mai di vista una cosa: “ Lavoro con un mezzo da dove è pericoloso sporgersi ”.

Fattorino, soldato durante la seconda guerra mondiale, insegnante e molto altro ancora, ha nel nomignolo che la famiglia e gli amici gli diedero l’essenza della sua fortuna: Sparky . Aveva pochi giorni di vita quando uno zio gli diede quel soprannome, lo stesso che rivide poi solo 25 anni dopo. Io alle coincidenze non ci credo. Voi?

Amo il suo tratto unico, è come un’impronta digitale: un fumetto dal carattere artigianale, frutto di esercitazioni chirurgiche fatte non con il bisturi ma con il pennello. Però a volte gli tremava la mano. Fu memorabile quando confessò: “ Copiano i miei lavori e copiano anche questa linea tremolante che dicono: Ah questa è carina, come fai a farla?, ma io non lo faccio apposta. È la mia mano che trema ”.

Questo vuol dire essere unici.
Vuol dire diventare il bibliotecario del vicinato perché tutti i bambini fanno la fila per farsi prestare i suoi Big Little Books , proprio a lui che non ha avuto fiducia in se stesso se non dopo essere tornato dalla guerra con i gradi di sergente e caposquadra dei mitraglieri. Laconico disse: “ Mi sentii bene con me stesso e questo durò circa otto minuti, poi tornai a essere quello che sono adesso ”.
Essere unici vuol dire andare porta porta da ogni editore per far vedere i propri disegni , vedere come la maggiore parte di loro non lo avesse neppure lasciato entrare e continuare a disegnare, perché altro non avrebbe potuto fare.

Ma lui fu UNICO in ben altra cosa . Fu unico il suo amore per la bella Tracey Claudius , motivo della fine del primo matrimonio. Lei che si spaccia per giornalista col fine di conoscere il suo idolo, ma che poi gli è talmente devota da non concedersi per non rovinarne la reputazione.
Il suo amore, parlo di quello di Charles, fu un vero atto di fede, perché pervase il suo genio e ogni goccia di sangue che gli scorreva in vena. Il suo amore finì nei suoi fumetti, nelle sue strisce come messaggi in codice. E ora quei codici sono finiti all’asta , perché Tracey ha bisogno di soldi.
Il vil denaro pare possa tutto...

Io credo che i pezzi di cuore non vadano messi all’asta, che per certe cose non debba mai essere stimato un prezzo... Ecco perché maledico un po’ quella donnaccia. E poco importa se potrebbe essere mia nonna.
Fu il cuore troppo debole di Charles la causa della sua morte: sembra un gioco del destino, eppure è solo vita, di quelle che val la pena conoscere a fondo per poi schierarsi a difesa di quel buffo bambino dalla testa rotonda che non è mai cresciuto veramente.

Nadia Afragola


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Commenti   

 
0 #1 Smithf571 2014-11-01 06:52
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