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Un po' di tutto,
scritto bene.

Grillo non è Mussolini, però...

 

 

Grillo non è Mussolini. Ripeto: GRILLO NON È MUSSOLINI.

Ripeto ancora una volta, ché certa gente è un po' dura di comprendonio:

 

GRILLO NON È BERLUSCONI

No, scusate, ho fatto confusione...

 

Va be', dopo questa premessa che dovrebbe placare l'ira funesta degli haters a cinque stelle dico la mia.

 

di Pizzi

 

Grillo non è Mussolini (né Berlusconi), ma è ormai palese a tutti che la storiella della democrazia, dell'uno vale uno, è una minchiata al pari del milione di posti di lavoro.

Facendo un breve riassunto delle puntate precedenti, ma successive alle elezioni di fine febbraio, il MoVimento 5 Stelle ha sprecato l'occasione epocale di andare al governo tenendo Bersani e il Pd per le palle, si è spaccato sul "referendum" Grasso-Schifani per la presidenza del Senato, ha proposto Rodotà e Gabanelli come presidenti della Repubblica salvo poi riempirli di insulti e ha cacciato non so più quanti deputati cittadini e senatori che hanno manifestato il proprio dissenso rispetto alla linea di Grillo e Casaleggio.

Una serie di cose (stavo per dire errori) che ha fatto sì che nel giro di pochi mesi il M5S sia passato da un 30% con aspirazioni da 100% a un 3% o giù di lì che ha fatto sospirare molti di coloro che ancora credono nella forza del MoVimento.

Perché se alle elezioni politiche milioni di persone (9, se non erro) hanno votato il M5S con l'idea di superare il dualismo destra-sinistra in nome di valori universali come onestà e trasparenza, pochi mesi dopo sono stati tantissimi quelli che hanno cambiato idea, e che o hanno deciso di non votare o sono tornati a votare i partiti della Ka$ta.

E allora di chi è la colpa? Di Adele Gambaro, cacciata invitata ad andarsene per aver criticato il Semplice Portavoce? Non credo.

Dei giornali e degli organi di informazione, dicono Grillo e i più fedeli praticanti del suo Verbo. Ah, capito, intendete quelli che voi cacciate dalle vostre manifestazioni, quelli a cui non concedete interviste, quelli che insultate ogni volta che dicono qualcosa di men che entusiasta sul vostro operato? 

 

In tutto ciò, un minimo di umiltà e di autocritica è proprio impossibile da avere? Non dico la coerenza (il parlamentare Di Battista in una spassosa intervista alla Tv del Fatto Quotidiano dice che "fare il parlamentare è oggi il mestiere più difficile che c'è in Italia", ma questo ovviamente vale solo per loro, gli altri invece se la scialano tutti), ma almeno un minimo di senso del pudore.

 

Basterebbe, per esempio, che per una volta si potesse levare dal coro di "adoremus" pentastellato una voce in disaccordo che non venga immediatamente messa al bando. Che concetti come dibattito e dialettica interna non fossero considerati sempre e per forza sinonimi di tradimento e infamia.

Che non si aggredisse a colpi di "ti venisse un cancro" chiunque manifesti il proprio dissenso.

In pratica, che all'interno del MoVimento 5 Stelle venisse avviato un percorso che porti verso quello strano concetto chiamato democrazia.

 

Perché Grillo non è Mussolini, ovviamente, ma la libertà di pensiero e di opinione è proprio tutta un'altra roba.

 

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