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Un po' di tutto,
scritto bene.

I 10 motivi per cui Berlusconi non fa più paura

 
Ci risiamo. Per la sesta volta in diciannove anni, stiamo per affrontare un'altra campagna elettorale con Silvio Berlusconi candidato per il centrodestra. Nel 1994 si autoproclamò " il nuovo che avanza" , anche se aveva già 58 anni e un impero economico impressionante, per quanto a forte rischio di tracollo - e gli analisti più comunisti dicono che fu proprio quel rischio a spingerlo verso la " discesa in campo ".

Oggi, dopo quasi vent'anni, di nuovo non ha proprio più niente (sul duplice significato di " avanzare ", invece, si potrebbe ironizzare non poco). Tuttavia, lo stesso Berlusconi dichiara di aver ricevuto moltissime richieste dai colleghi di partito affinché si ricandidi al ruolo di primo ministro, " costringendolo " a contravvenire a quanto aveva detto poco più di un mese fa, quando aveva annunciato la decisione di non ricandidarsi  e di voler avviare delle primarie del centrodestra.

Personalmente, non sono mai stato neanche lontanamente tentato di votare per uno qualunque dei partiti che nel corso degli anni hanno fatto parte delle coalizioni comandate dal Cavaliere. Anzi, ho sempre nutrito un fastidio e un'avversione evidenti per quei partiti e per il loro leader. Tuttavia, a prescindere dalle mie posizioni personali, è innegabile che per tutti questi anni B. sia stato l'epicentro della scena politica e mediatica italiana, colui che ha personificato i peggiori vizi (secondo i detrattori) e le migliori virtù (secondo se stesso) della società nostrana.

Adesso che ha annunciato il suo ennesimo ritorno, però, assistiamo forse inconsciamente a una fase del tutto nuova. Berlusconi non è più al centro del palcoscenico , e per quanti sforzi possa fare lui con il suo impero mediatico, niente potrà restituirgli quel ruolo da protagonista che rappresenta il primo desiderio di una personalità oggettivamente egocentrica, orgogliosa e anche paranoica quale è quella del signor Silvio Berlusconi da Arcore.

E visto che anch'io quanto a egocentrismo non scherzo, dal mio pulpito, anzi dal mio sgabello ho annotato alcune riflessioni utili a suffragare la mia teoria, che volendo possiamo riassumere nel titolo " I motivi per cui Berlusconi non fa più paura ".

1)  È troppo vecchio. Ok, già nel '94 aveva più o meno l'età che ha Bersani adesso, quindi non era proprio un ragazzino. Ma nel frattempo sono passati vent'anni dalla sua discesa in campo, e cinque dall'ultima volta che ci ha provato e ha vinto. Insomma, se è vero che l'Italia è un paese di vecchi, è anche vero che un candidato primo ministro di 76 anni (7 in più di Monti) è troppo anche per il gerontocomio chiamato Italia.

2)  Grazie a Monti. Se c'è un pregio da riconoscere all'attuale compagine di governo e al suo primo ministro, è aver fatto capire agli italiani che i " conservatori " - Monti non è certo un comunista - possono essere (anche da noi, come nel resto del mondo) degli eleganti borghesi che magari aiutano le banche e le classi più agiate, ma che non raccontano barzellette sconce e non si fanno riconoscere all'estero come dei " simpatici buffoni " per non dire altro.

3)  Non sa l'inglese. Se nel '94 era già grave, oggi è francamente inaccettabile pensare di avere un primo ministro che l'unica volta che ha provato a esprimersi con la lingua internazionale se ne è uscito con la celebre " nos onli a fleg, bas e iuniversal messag ov fridom ev democrasi ". Ed è da illusi pensare che possa imparare un minimo di inglese a quasi 80 anni.

4)  Non conosce i mass media odierni. Può sembrare una bestemmia, riferita a colui che è diventato primo ministro grazie all'impero mediatico che si era costruito. Eppure è così, soprattutto oggi. Lo dimostrano due recenti casi, quello del sito noveanni.governoberlusconi.it  e quello, connesso al primo, dell'hashtag #9anni lanciato su Twitter per esaltare i risultati ottenuti in 9 anni vissuti con Berlusconi premier: due boomerang incredibili, che si sono ritorti contro i "creativi" incaricati dal Cavaliere di aggiornare la sua campagna elettorale nell'era dei social network (ricordo en passant che nel 2008 facebook e twitter o non esistevano o erano riservati a un pubblico di nicchia).

5)  Non ha più l'appoggio pieno dei suoi dipendenti. I bei vecchi tempi sono finiti. Una volta poteva contare sull'appoggio di mostri sacri come Vianello, Mike e Costanzo, oltre che di tutti i giornalisti - con rare eccezioni - alle sue dipendenze. Ma col passare degli anni l'adesione fideistica e aziendalistica dei vari giornalisti incomincia a incrinarsi, e basta un servizio al TG5 - una roba che fino a pochi mesi fa sarebbe passata quasi inosservata anche al TG1 - un po' troppo a 90° per scatenare la reazione del comitato di redazione, non più disposto a certe sconcezze.

6)  Ormai lo conoscono tutti. È vero, già nel 1996 c'era chi citava Montanelli dicendo che ormai gli italiani erano vaccinati dopo la sua breve esperienza di governo nel 1994. Allo stesso modo, nel 2006, dopo altri cinque anni di governo a guida B., quasi tutti scommettevano sul tramonto definitivo del berlusconismo. Quindi ci sarebbe da avere ancora paura, per questa nuova sfida tra lui e la decenza. Eppure sono ottimista, e per la prima volta penso che davvero, a questo punto, gli italiani abbiano imparato a conoscere lui e le sue promesse da libro dei sogni.

7)  Rappresenta il volto peggiore del centrodestra . Vent'anni fa riuscì a vincere le elezioni anche perché seppe unire diverse anime del conservatorismo italiano dando loro un aspetto presentabile. " Ho sdoganato i fascisti " diceva riferendosi al fatto che aveva portato al governo i post fascisti dell'Msi. Ma oggi i "fascisti" - Gasparri e pochi altri a parte - sono molto più sdoganati di lui, che rappresenta ormai un vero e proprio freno per una piena evoluzione del centrodestra italiano. Non a caso ci sono giovani come Giorgia Meloni che non esitano a definire " un errore " questa nuova candidatura del cavaliere.

8)  Gli avversari sono più in forma. Pd, Sel, Terzo Polo e Movimento 5 Stelle: tutti sembrano più in forma del consunto B., e non è un caso se tutti i sondaggi danno il Pdl o quel che sarà a percentuali simili a quelle che un tempo erano della sola An. Un 15% circa che non lascia neanche al più ottimista dei berluscones reali speranze di rimonta.

9) Non ha futuro. Tra l'età che avanza e l'esaurimento della spinta propulsiva, Berlusconi non ha più un futuro (politico) davanti a sé: quanto può andare avanti ancora un 80enne che ha sempre costruito i suoi successi sulle fondamenta dell'esuberanza e dell'ostentazione di una eterna giovinezza? Non sembra un caso che anche gli alleati di un tempo (Fini e Casini in primis) si siano progressivamente sfilati.

10) Ha francamente rotto le palle a tutti. Gli ex alleati lo hanno scaricato quasi tutti. Persino tra i collaboratori più stretti c'è chi mugugna (come Frattini ) o lo rottama (come Mario Mauro ). E tra gli italiani l'illusione di un Berlusconi che " se ha fatto tutti quei soldi magari vuol dire che è capace e che può fare qualcosa anche per l'Italia " sembra definitivamente svanita. È diventato (tristemente) famoso per le sue barzellette, ma ormai gli italiani le raccontano con lui protagonista al posto dei carabinieri. Non conta quanti soldi impiegherà in questa nuova campagna elettorale, saranno comunque soldi buttati perché non lo porteranno più alla guida del governo.
Berlusconi non fa più paura a nessuno, tranne che - forse - a se stesso.

Claudio Pizzigallo   (Pizzi)


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Commenti   

 
0 #1 Beola 2012-12-10 22:38
Condivido.Però per quanto si vuol far ricadere su questo misero ricco
sfondato (ci sono forti dubbi su come ha fatto la sua ricchezza) la
responsabili tà dei danni d'Italia, penso che la colpa maggiore è di
tutti quei imbecilli che hanno creduto in lui, o si sono fatti incantare
dalle sue frottole. Si perché costui è un incantatore di serpenti che ha
anestetizzat o la mente della gente per 18 anni, con la complicità di
istituzioni che non l'hanno fermato e del vaticano che l'ha sempre
sommessa mente difeso. L'errore che sta facendo è nel credere di poter
ripetere la magia.La ragione per cui ritenta ancora, non è
nell'ostentat o e sviscerato amore per il paese, ma nella preoccupazione
per le sue aziende e per i secolari problemi che ha con la giustizia.
Citazione
 
 
0 #2 Pizzi chi? 2012-12-11 00:32
Non potrei essere più d'accordo con quanto hai detto. Sottoscrivo dalla
prima all'ultima parola, e ti invito - se vuoi - a esprimere le tue
opinioni con un articolo su questo blog. Se ti interessa, manda pure una
mail a razie e buona giornata!
Citazione
 
 
0 #3 Anonimo 2012-12-11 01:19
sono d'accordo al 1000 per 1000, ma chi sa governare l'Italia? Bersani
che sta al governo da più di un ventennio che è stato diverse volte
ministro e l'ultima volta che lo è stato ci ha tartassato di tasse? E
poi ce una cosa da non dimenticare che tutti i governi di
centro-sinis tra di cui faceva parte non sono durati più di due anni ed
ogni volta si riandava alle elezioni anticipate quanto c'è costato il
cento-sinist ra? O dovrebbe governare Beppe Grillo col M5S cioè "l'armata
branc aleone" gente che non capisce un c.... di come si governa uno
stato. O Casini e company che si vendono al miglior offerente e cambiano
idea da un giorno all'altro basta di restare attacati alle loro sedie?
Purtropp o non esistono più gente della prima repubblica anche se hanno
fatto schifo sappiamo tutti quello che hanno fatto però a loro favore
c'è il fatto che l'Italia era tra le prime 5 nazioni al mondo ora siamo
al livello del terzo mondo.
Citazione
 

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