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Un po' di tutto,
scritto bene.

I miei convocati per Brasile 2014

 

 

Devo ammetterlo, faccio parte anch’io di quella schiera di italiani (piuttosto numerosa) che quando si giocano i Mondiali di calcio, o magari gli Europei, sognano ad occhi aperti di essere il commissario tecnico della nazionale azzurra. Con gli amici, al bar, al lavoro, su facebook, un po’ ovunque, diciamo la nostra e quasi sempre discutiamo le scelte del vero ct, di cui ci sentiamo più adeguati al ruolo, pur non avendo mai allenato (almeno io) nemmeno una squadra parrocchiale.

Per fortuna c’è Claudio alias Pizzi, che asseconda la mia voglia di fare il ct immaginario e pubblica su "Pizzi chi?" le mie convocazioni, come già fatto prima degli Europei del 2012, ma anche prima della Confederations Cup della scorsa estate.

Facciamo prima una piccola premessa su cosa aspettarci da questo Mondiale, che molto probabilmente sarà un Mondiale particolare. Di sicuro un po’ problematico, come quello di Usa ’94, dal punto di vista del clima: farà caldissimo nelle zone in cui si giocherà (spesso in orari pomeridiani). Ma sarà un Mondiale particolare anche perché c’è una squadra, il Brasile padrone di casa, che già alla vigilia è considerata nettamente favorita sulle altre. Eppure vi sono anche altre formazioni che, per qualità tecnica, avrebbero le carte in regola per puntare alla vittoria, nonostante nella storia dei Mondiali il fattore campo si sia sempre rivelato molto pesante.

Dalla nostra Italia è legittimo aspettarci una buona figura, anche se obiettivamente ci sono diverse squadre più forti della nostra, almeno confrontando i giocatori sulla carta. Direi che gli Azzurri possono comunque puntare a raggiungere le semifinali.

Ora veniamo alle (mie) convocazioni, che necessitano anch’esse di qualche premessa. Personalmente, ho sempre pensato che un ct debba portare in Nazionale i giocatori che ritiene più forti da un punto di vista oggettivo. Sono contrario alla tendenza a prendere in considerazione quanto fatto durante l’anno, dai singoli giocatori, con le loro squadre di club, perché Tizio o Caio possono avere appena concluso una stagione deludente, ma in Nazionale si troveranno comunque in un altro gruppo, con altre dinamiche. Quindi, come primo criterio, separerei il discorso-nazionale dal discorso-club. 

Non mi ha mai convinto nemmeno la logica di chi vuol prima creare un’idea di gioco da dare alla Nazionale, per poi scegliere, in base a quella, gli interpreti più adatti. Vedo la Nazionale come una selezione (i brasiliani la chiamano proprio seleçao e gli argentini selecciòn), quindi preferirei che un ct si concentrasse prima sulla selezione dei migliori portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti, per poi pensare a come farli giocare assieme, a come far convivere Balotelli con Cassano, o Pirlo con Verratti e così via.

Qualcuno pensa che fare questo ragionamento sia come “giocare con le figurine”, mentre il calcio vero è un’altra cosa. Eppure a mio avviso il cosiddetto peso specifico di un calciatore, insieme all’esperienza in grandi competizioni, nelle gare di un Mondiale fa la differenza più delle questioni tattiche e della condizione fisica (su quest’ultima chiaramente ci sono dei limiti).

 

Dunque, ecco la lista dei 23 giocatori che porterei in Brasile, se io fossi l’allenatore dell’Italia:

 

PORTIERI:

Buffon, Sirigu, Mirante

 

DIFENSORI:

Maggio, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Cassani, Barzagli, Ranocchia, Santon

 

CENTROCAMPISTI:

Pirlo, De Rossi, Verratti, Marchisio, Thiago Motta, Aquilani

 

ATTACCANTI:

Balotelli, Cassano, G. Rossi, Immobile, Insigne, El Shaarawy.

 

Ora, immedesimandomi come non mai nei panni di ct dell’Italia, vi darò anche le mie spiegazioni, così posso immaginare anche di essere in sala stampa alle prese con le domande incalzanti dei giornalisti.

 

Perché non ho convocato Cerci? Beh, questa sarebbe una scelta impopolare (l’unica, credo), visto che quasi tutti ritengono che l’esterno del Torino meriti la nazionale. A mio avviso, però, Cerci è un giocatore che può dare il meglio di sé quando gioca in squadre che non hanno grosse pretese. Non nego che abbia fatto molto bene con la maglia granata, probabilmente ha trovato la sua dimensione ideale, in una squadra che è partita da “piccola” ed è arrivata a lottare per un posto in Europa League. Se Cerci giocasse in una squadra con ambizioni più grosse, non penso che farebbe la differenza nella stessa misura in cui la fa nel Toro di Ventura. Credo che ai Mondiali debbano andare i giocatori più adatti alle grandi competizioni internazionali, possibilmente con esperienza in Champions League o comunque in grandi squadre. Ma allora mister, potrebbe dirmi qualcuno (magari!), perché ha convocato Ciro Immobile, che gioca proprio nel Torino? 

Perché Immobile, al contrario, mi sembra un attaccante che potrebbe fare la differenza anche in una grande squadra, di conseguenza anche in Nazionale. In più, credo che a questa Italia serva almeno un’altra punta forte fisicamente e di statura alta, che dia filo da torcere nei contrasti e sulle palle alte, oltre a Mario Balotelli. E francamente, non vedo attaccanti di questo tipo che siano più affidabili di Immobile e dello stesso Balotelli. Ci sarebbe Luca Toni, la “punta di peso” per eccellenza, reduce da una grande stagione con il Verona. Ma Toni, oltre ad avere ormai 36 anni non ha mai dato il meglio di sé in maglia azzurra. Ci sarebbe anche Mattia Destro, che ha fatto bene quest’anno con la Roma (e probabilmente andrà in Brasile con il vero ct Cesare Prandelli), ma tende ad incidere troppo poco nei “big match”, soprattutto in trasferta. Di conseguenza, pur stimando Destro, non lo considero uno dei più adatti da portare al Mundial. 

Un altro punto su cui mi trovo in disaccordo con Prandelli è rappresentato da Stephan El Shaarawy: uno dei giocatori che apprezzo di più in Italia, e non solo. È vero, è stato fermo per quasi tutta la stagione, ha avuto diversi e lunghi infortuni e non può essere al meglio della condizione fisica. Però è guarito, è anche tornato in campo col Milan (anche se solo per uno spezzone di partita), quindi se dipendesse da me non lo lascerei mai a casa. La condizione fisica può ritrovarla con l’allenamento e giocando le amichevoli. In ogni modo, ritengo El Shaarawy il miglior talento emergente del nostro calcio, un giovane dotato di grande fantasia e tecnica, che ha già un po’ di esperienza su palcoscenici importanti. Quindi lo vorrei assolutamente al Mondiale.  

Ultima precisazione, su Chiellini: ho già avuto modo di dibattere con Pizzi (per la cronaca, io sono romanista, lui juventino) sul caso legato a questo giocatore, squalificato per aver colpito un avversario con una gomitata durante Roma-Juve. In passato, Prandelli ha escluso dalle convocazioni altri giocatori che erano stati espulsi o squalificati per gesti simili, dando vita al suo famoso “codice etico”. Quindi continuo a ritenere incoerente la sua scelta di convocare comunque Chiellini, senza escluderlo nemmeno dalle amichevoli. Ma siccome io, se fossi stato il ct della nazionale, non avrei applicato quel “codice etico” nemmeno nei casi precedenti (la questione meriterebbe un post a parte), non avrei motivo di applicarlo con Chiellini, che infatti è tra i miei convocati.

 

Per concludere, mi sbilancio anche sulla formazione-tipo con cui farei giocare la nazionale che ho immaginato. Sceglierei un 4-3-1-2 con Buffon in porta, Maggio, Bonucci, Chiellini e De Sciglio sulla linea difensiva, Pirlo regista di centrocampo affiancato da De Rossi e Verratti, Cassano sulla trequarti a giocare da fantasista puro, alle spalle di Mario Balotelli ed uno tra El Shaarawy e Giuseppe Rossi (da scegliere, stavolta sì, in base alla migliore forma fisica). Purché i due attaccanti centrali facciano molto movimento e si scambino spesso le posizioni, per non far capire all’avversario chi è la prima punta e chi la seconda.

 

Grazie a tutti voi che avete letto questo mio post e Buon Mondiale a tutti!

 

Fabrizio Landolfi

 

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