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Un po' di tutto,
scritto bene.

Il cancro del dibattito politico italiano: il benaltrismo

 

Se c'è una cosa che mi fa incazzare come una bestia quando seguo o partecipo a una discussione sulla politica italiana, è la perenne, continua e irrefrenabile tendenza a rispondere a delle critiche con delle critiche . Anche se fin da bambini impariamo che " non si risponde a una domanda con un'altra domanda ", questo modo di fare è totalmente insito nel modo di ragionare di casa nostra.

In principio (forse) era il calcio; poi, per dare ancora una volta ragione a quell'inglese che diceva che gli italiani perdono le guerre come fossero partite di pallone e le partite di pallone come fossero guerre, la moda ha attecchito nel dibattito politico. Il concetto di benaltrismo , dice Wikipedia

indica un'affermazione (tesi benaltrista) formulata nel mezzo o alla conclusione di una discussione, in opposizione sia all'individuazione di un problema sia di una soluzione allo stesso, sostenendo che i problemi sono ben altri. In questo modo l'autore si sottrae a ogni valutazione oggettiva delle posizioni e soluzioni altrui, pronunciando de facto un giudizio di inutilità su ogni risultato raggiunto nel campo, come sulla legittimità della discussione, rimandando sine die la questione.

Per fare un esempio pratico e chiaro, il tipico atteggiamento benaltrista è quello sbeffeggiato da Caterina Guzzanti nel suo sketch in cui, prendendo in giro Casapound, esclama il celebre " E allora le foibe? "

Ultimi arrivati nello schieramento del Pbl (popolo benaltrista libero) militanti e sostenitori del MoVimento 5 Stelle. A partire dal "semplice portavoce" Beppe Grillo : anche oggi, nel suo post sul blog intitolato " Le Balle Quotidiane/10 ", invita i giornalisti di Repubblica a lasciar perdere le "balle" sulla questione stipendi a cinque stelle e a occuparsi del tema Monte dei Paschi di Siena.

Consiglio a "la Repubblica" di concentrarsi su notizie fondamentali come l'affare Monte dei Paschi/Santander di cui sulla prima pagina di oggi non c'è cenno. Perché?

Perché sì, Beppe, perché sì (sì, lo so che non si risponde perché sì o perché no, ho imparato da bambino anche quello). Saranno cazzi di Scalfari, Ezio Mauro e dei loro lettori, ok? Se Repubblica fa cattiva informazione chiuderà, soprattutto perché " la Rete non perdona ", come dici tu.

Ma tu, Beppuzzo, che ne dici di spiegare a te stesso e ai tuoi amici che è meglio rispondere alle critiche e alle domande, invece di dare del troll schizzato di merda a chiunque accenni un minimo di contestazione, o di spostare l'attenzione sulle magagne degli altri partiti?

Perché lo schifo che c'è nei vecchi partiti l'abbiamo capito: hai preso 8 milioni di voti "contro la vecchia politica", e ti posso assicurare da elettore del pidimenoelle che anche tra chi ha votato gli zombie c'è molta gente che è stufa e stanca del solito modo di fare politica.

Ma adesso non potete mettervi anche voi nello schema del meno peggio . Non potete rispondere alle critiche su di voi dicendo che gli altri fanno ben di peggio. Non ci interessa. Rispondete, argomentate, risolvete i problemi: anche con le parolacce, se vi serve. Ma piantatela una buona volta di adeguarvi al peggio degli altri: " l'onestà un giorno andrà di moda ", ma la fuga di fronte ai problemi è destinata a scomparire. Almeno spero.

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