Vai alla homepage
Un po' di tutto,
scritto bene.

Io sto con chi li chiama grillini

 
Il punto di vista di un critico del MoVimento 5 Stelle.


Giornalisti, uomini e donne d'Italia e della Repubblica, ascoltate!
È l'ora delle decisioni irrevocabili!

Sempre più spesso d'ora in poi tratterete argomenti relativi al nostro movimento, che si propone come forza dal BASSO , come movimento di CITTADINI in prestito alla politica PRO TEMPORE; INCENSURATI, che rifiutano OGNI PRIVILEGIO, che decidono COLLEGIALMENTE e i cui ELETTI sono solo dei PORTAVOCE di decisioni di gruppo.
Alla luce del dell'enorme cambiamento proposto dal movimento, è necessario che il VOCABOLARIO di riferimento usato  dai media sia coerente e corretto .

Per questa ragione, è indispensabile che tutti voi giornalisti, redattori, caporedattori e direttori poniate la massima attenzione ed  EVITARE PAROLE CHE NON APPARTENGONO ALLA REALTÀ DEL MOVIMENTO .
Parole come PARTITO E LEADER sono pertinenti alla politica tradizionale, quindi ALTRO da noi.
Sono parole incompatibili e fuorvianti, nevvero, rispetto alla nostra realtà di partecipazione e condivisione.

È corretto riferirsi al movimento come A UNA FORZA POLITICA e agli eletti come PORTAVOCE.

Ci rendiamo conto che non sarà facile evitare di cadere nell'abitudine di scrivere il movimento è il primo PARTITO in Sicilia ” come ha fatto oggi il Sole 24 ore , ma contiamo sulla vostra collaborazione affinché siate voi i primi a proporre il NUOVO GLOSSARIO adatto alla portata del cambiamento che il movimento propone.

Chiudiamo ricordando che la parola GRILLINI è scorretta e anche un po' offensiva , in quanto riduttiva e verticistica, Grillo è il megafono al nostro servizio e non il nostro leader .
Noi siamo ATTIVISTI , gli attivisti del Movimento o, per brevità, ATTIVISTI.

( solo per il Sole ) Con l'occasione ovviamente vi chiediamo di modificare al più presto il titolo di questo articolo (con relativo link , ndr).


Questo il testo integrale , (con maiuscole, differenza nel carattere ecc. comprese) con qualche mio corsivo e grassetto aggiunto, che la colonna di un partito, anzi di un movimento, ha mandato alla redazione del Corsera.

Non nel 1940. 
Ma il 30 ottobre 2012.

Cose che nemmeno B. nei suoi recenti deliri di onnipotenza ha avuto il coraggio di fare.
Ma nemmeno negli ultimi 20 anni, veramente.
Con tanti saluti al MinCulPop e al MiniVer .
In pratica degni eredi delle “ cene eleganti ” e di tutto il glossario con cui per 20 anni si è cercato di chiamare in altra maniera cose solari per confondere la massa votante , che facilmente si fa confondere e che sempre meno pare dare interesse all'approfondimento: non più condannato-prescritto , ma “ innocente ”; non più mafioso e corrotto , ma “ amiainsaputa ”; non più puttane e servi di corte, ma “ persone preparate e di madrelingua ”.
Col problema comune di un padre ignoto.
Tranne che per questo movimento.

Il cui padre putativo lo si riconosce nel comico genovese. Anzi no. Forse hanno ragione in una cosa: lui è il megafono , perché a parte i proclami stile Ventennio e le promesse populiste, di sostanza ne ha poca . E non è al loro servizio sicuramente: tutto lascia intendere che sia al servizio dell'eminenza grigia che si dice sia la mente di tutto, lo stratega Casaleggio , un novello Licio Gelli alla luce del sole. In un movimento che si prefigge, non di meno, di dare lezione di giornalismo ai giornalisti pur non essendolo, di dare lezione ai politici (qualcuno buono, per dio, c'è ancora) pur non essendolo per loro ammissione, dando lezione di medicina ai medici pur non essendolo, e via discorrendo.

E allora tutti pronti a chiamare le cose con un nuovo nome , perché loro, con immensa modestia, propongono “ il NUOVO GLOSSARIO adatto alla portata del cambiamento che il movimento propone ” “ed EVITARE PAROLE CHE NON APPARTENGONO ALLA REALT À  DEL MOVIMENTO ”.

'Sto cazzo, direbbero in Francia, manco la Treccani.
Io sono un signor nessuno come giornalista, chi mi conosce lo sa; ma un comunicato come questo, in pieno stile Casa Pound , non è ammissibile, e spero che gli altri “ attivisti ” grillini d'Italia se ne rendano conto e si dissocino perseverando in quello che credono, purché sia nella legalità e compreso nella libertà di espressione, di pensiero e di opinione (così come queste sono le mie).

Quando poi il “ megafono ” permetterà a tutti di fargli interviste, e magari si concederà alle domande di giornalisti di ogni testata invece di fare comizi a senso unico, allora potremmo anche parlare di processo democratico.
Se fate politica, siete politici , anche se il partito si chiama “ movimento ”.
Se si fosse chiamato “ comunità di liberi pensatori ” non sareste stati di certo comunisti.
Se la cioccolata la chiamo merda, rimane comunque buona.
E se la merda la chiamo cioccolata, non smette comunque di puzzare.

P.P.


"Pizzi chi?" è anche su  Facebook  e  Twitter : seguici!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna