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Un po' di tutto,
scritto bene.

Iro. Un racconto divertente - Capitolo 20

 
Sei capitato qui per caso? Non farne parola con nessuno, inizia a leggere dal  primo capitolo  e poi di' a tutti i tuoi amici che hai scoperto un romanzo trooooppo figo.
(continua da QUI )


Ogni mia mossa è in funzione della sfida con l'Aretino: apro per la seconda volta il quaderno, afferro la penna e scrivo  Andrea Bocelli .
La richiesta è  mangiare carne di cane :   una firma e l'accordo è siglato. Ha funzionato ancora. Lo so con certezza perché centro di faccia un lampione e la mia bestemmia è un perfetto DO.
In qualche modo riesco a entrare all'ufficio certificati, aiutato da una ragazza gentile.
Noti se una ragazza è gentile, quando non puoi guardarle le tette.  
- Che ore sono?  - chiedo prima di salutarla.  
- Le otto e venticinque.  - Due ore e tre sportelli dopo ottengo il mio certificato d'invalidità totale.

Aspetto che la trasformazione si esaurisca mangiando pollo con le mandorle al cinese. 7 euro e 50 et voilà : l'obbligo di mangiare cane è assolto. Non posso dire lo stesso di Andreotti.
La risposta di Irene illumina il pomeriggio:  Sono libera dalle ventidue Un bacio... dove vuoi tu.  Un brivido corre lungo il mio scroto: sarà di nuovo mia. 
È sufficiente un sms del Principe per riportare l'umore a livelli standard:  Recupero del torneo di calcetto. Stasera 21-22, solito campo. Bella.

L'uso spregiudicato del romanesco  Bella  evoca una raccapricciante immagine in cui lo vedo acconciato come la protagonista di Twilight; inoltre l'orario è pessimo. Visti i miei tempi di stretching e doccia, arriverò da Irene con un ritardo non inferiore ai 45 minuti (più eventuale recupero).
Per mezz'ora passeggio per il campo, stretto nella marcatura feroce di ingegneri salentini afflitti da calvizie. Corro poco e a vuoto, come se fossi il pigro osservatore della partita dell'esterno. Immagino sia così che si senta Cassano.
Diapositive di calzettoni variopinti, palle sporche e il cuoricino rasato di Irene si alternano nella mia mente, ostacolando la cattiveria che ho imparato da Mark Lenders.
Un miracolo a mano aperta del Principe mi scuote. Dobbiamo vincere. Lo dobbiamo a Julian Ross, talento cristallino fermato dal doping.
- Suca! Tu, il Poli, la Fiat, l'Alenia e i Negramaro  - penso mentre scarico una puntata alle spalle del portiere. L'odio tra Scienze della Comunicazione e Ingegneria ci trascina a una vittoria, anche se non convincente. Bersani ci metterebbe la firma.

Limito il ritardo a 25 minuti e ne spendo 20 per calmare Irene, arrivando ai 45 previsti. Il grande problema del sesso dopo il calcio è che mi sento svuotato. Non muoio solo perché costa fatica. A causa di questo particolare stato non provo alcun piacere e vivo il tutto come ginnastica posturale al contrario.
Irene sfoga la rabbia per il ritardo spingendomi in ginocchio, sotto il suo vestito. Se c'è una cosa che mi eccita, a parte i vestitini leggeri, le donne dominanti, la vagina e il cunnilingus, è quando se la fanno leccare in piedi, spostando le mutandine a lato senza toglierle.
La legge morale dentro di me, la figa di Irene sopra di me.  Sapevo che un giorno l'utilità di Kant sarebbe andata oltre stupire le commesse di Intimissimi.*

*Diventa  sempre più difficile. Ormai la meno qualificata ha un master alla Bocconi.

Torno a casa sicuro di aver consumato almeno il 75% della razione giornaliera di secrezioni vaginali consigliata dai nutrizionisti: crollo sul letto come due grattacieli statunitensi.*

*Dove sono gli Avengers quando servono?

(continua QUI )

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