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Un po' di tutto,
scritto bene.

Iro. Un racconto divertente - Capitolo 21

 
Sei capitato qui per caso? Non farne parola con nessuno, inizia a leggere dal  primo capitolo  e poi di' a tutti i tuoi amici che hai scoperto un romanzo trooooppo figo.

(continua da QUI )


Non conosco bene la liturgia cristiana che precede la Pasqua; mi pare si parta dal mercoledì delle ceneri, che a Rio è conosciuto come “un giorno a caso dove si balla e scopa allo stremo” fino alla domenica delle palme, con un intermezzo di divieti alimentari che fanno sembrare semplice il 730.

Sapete che alcuni credenti arrivano vergini al matrimonio? Quelli molto brutti.
A Pasqua il corpo putrefatto del Cristo risorge, sempre in tempo per il pic-nic.*

*Sarei cristiano se gli sceneggiatori avessero assegnato qualche battuta di Cristo a Stoya: “Questo è il mio corpo: prendete e mangiatene tutti”.

In fondo la Pasqua mi piace: l'atmosfera opprimente è lenita da un numero impressionante di Uova Kinder Gran Sorpresa. Una quantità di cioccolato tale da mantenere i bambini del Kenya in vita abbastanza a lungo da morire in una guerra civile finanziata dagli USA.

Forse intossicato dalla quantità di carboidrati delle prime portate del pranzo pasquale, rifletto sul potenziale fonetico della “s” in inglese.

Ad esempio, l'iberica Spain si scompone in [S + Pain]. Che in fonia diventa grosso modo [ess + pain]. Che riconvertito in segno grafico si scrive [ass + pain]

La quasi omofonia genera mostri.

Skilled: [ass + killed].

È solo l'inizio: mi diverto a incrociare le lingue, come al muretto di Alassio.

Il mozzafiato “stacco”: [ass + tacco].

La paradisiaca “sfiga”: [ass + figa].

Il sodomita “scazzo”: [ass + cazzo].

Il contiguo “scaldo”: [ass + caldo].

L'astinenza forzata di “stolto”: [ass + tolto].

Tutto ciò rende chiaro che la laurea in scienze della comunicazione non servirà a procurarmi un impiego stabile.

Mia nonna conduce in tavola varietà di frutta secca non ancora conosciute in Europa. Credo le abbia strappate personalmente di mano agli indios, durante i viaggi al seguito dei conquistadores.

Ah, che bello 'o cafè! Pure a Sindona 'o sanno fa'.

Lo adoro solo nella forma di crema ghiacciata o granita. Il caffè, non Sindona. Tuttavia il diffondersi delle macchine da espresso casalinghe aveva annacquato il mio integralismo. A volte, più per piacere conviviale che per reale convinzione, mi affido alla bevanda nera e allo zucchero di canna per vincere il torpore che segue il pasto. Sono schiavo dello zucchero di canna da quando l'ho assaggiato: once you go black, you never go back.

La caffeina svolge un ruolo fondamentale per reggere la sfida a Pro Evolution Soccer del tardo pomeriggio contro mio cugino. Rincaso raggiante dopo una sontuosa prestazione di Perrotta, di cui ho colto in tempi non sospetti la gorgogliante vena offensiva.

Mai mi sarei aspettato di trovare Angelica e Ginevra nel mio letto. Ginevra porta l'indice alle labbra, spegnendo in anticipo le mie domande.
Mi conducono per mano al giaciglio: una piccola spinta e mi lascio cadere sul materasso.

- PorcaPuttèna  - penso con la voce di Lino Banfi. Sostantivi tra l'altro adatti al momento.

Angelica mi guarda; sfiora i capelli di Ginevra, sorride, e la tira verso di sé, affondando le labbra nelle sue. Posso morire senza rimpianti.

Non accade, e allora mi godo la scena. La lingua di Angelica sfiora quella di Ginevra con colpetti rapidi, come quelli che sento nella mia aorta.

Alzo la testa per controllare: il pene non è esploso. Tante volte due donne hanno limonato in camera mia, ma sempre in streaming.

Il multitasking di Angelica è migliore dei dispositivi Apple: mi sfila cintura e jeans senza trascurare la compagna di giochi. Ginevra si toglie la maglia rosa per dare un po' riposo ai lacci e lacciuoli che frenano il libero mercato e fanno da cordone di sicurezza alle sue tette.

Un cenno d'intesa e il mio pene è stretto in un abbraccio sublime. Senza mani! Le lingue, come Bubka, dominano l'asta. Salivano lungo i lati per incontrarsi in cima, nel punto più sensibile. Interpretate come volete il verbo “salivano”.

Il movimento accorto della mano di Angelica impedisce al sangue di abbandonare il mio pene. Non che ne avesse intenzione. Ginevra invece è affaticata e vuole sedersi: per fortuna ho la faccia libera. Il tessuto che fa da ultima barriera mi eccita ancora di più.
Angelica, dal canto suo, ha voglia di scopare e di un gelato. Sceglie l'opzione più economica e monta sul mio cazzo, scendendo e risalendo con l'esperienza di un minatore cileno.

Cos'altro potrei desiderare? Del gelato? Forse sui capezzoli.

Le ragazze si invertono i ruoli e, se non sto facendo confusione, ora ho in bocca la figa di Angelica. È il miglior tentativo che Dio abbia mai fatto per convincermi, se escludiamo il destro di Baggio alla Nigeria.

Mi godo il momento. Il tempo scorra, le genti muoiano, le nazioni scompaiano: nulla ha più importanza.

Guido Ginevra fino all'angolo retto, scostando le mutandine quanto basta per scivolare dentro. Stringo tra le mani le sue chiappe sode mentre vedo Angelica aperta, godere sotto la lingua dell'amica. Lorenzo, avevi ragione! È il più grande spettacolo dopo il big-bang!

Ginevra non ci sta a farmi condurre il gioco e spinge all'indietro, percorrendo il mio fallo fino alla base. Una, due, venti, cinquanta, cento, mille volte!*

*Un milione di posti di lavoro!

Urla, fermandosi contro il mio addome e spostando il movimento verso l'alto. Il cerchio si chiude: come Baggio con la Nigeria, sono al limite.
Si sfila, me lo appoggia nel solco tra le natiche e comincia a ondeggiare.
Un istante e il giudice convalida. 70 metri! Il mio sperma ha centrato la misura minima per le Olimpiadi.*

*Sapete la differenza tra le olimpiadi estive e quelle invernali?  Ah, esistono quelle invernali?  è la risposta più comune.

Angelica ride. Ginevra mi spinge tra le gambe dell'amica per finire il servizio che aveva iniziato. Il sapore è strano. Non so come lo riconosco, ma è il tipico gusto di tessuto umido: mi sveglio che sto leccando il cuscino.
L'overdose di pistacchi doveva aver aiutato il mio delirio erotico nel sonno. Lo sperma però è reale, quindi mi lavo e passo la notte sul divano.

(continua QUI )

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