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Un po' di tutto,
scritto bene.

L'autogol dei programmi polizieschi

 
C'è una cosa che non ho mai capito dei mille programmi "polizieschi" della tv 2.0 (ma anche di quella prima), dai vari show di arresti in diretta che vanno in onda su DMAX , Italia 2 ed Mtv a format più tradizionali come " Le Iene " e " Striscia la Notizia ": ma non capiscono che spesso si fanno degli autogol pazzeschi?

Al netto di toni solenni e/o risate finte, tutti questi programmi mostrano molto spesso il braccio mediatico della legge (a volte attaccato alla spalla polizia vera, a volte semplicemente in proprio) che si abbatte duro, severo e inesorabile su dei poveri cristi allucinanti . La cui sfiga è doppia: essere stati beccati nel tentativo di passarla liscia per qualcosa, e di essere stati beccati dalle telecamere.

Per intenderci, non mi riferisco ai pedofili né ai trafficanti (quelli veri) né agli assassini né al Tanzi di turno. Parlo proprio dei poveri cristi, quelli che alla fine potrei essere (o diventarlo) anch'io .

Che ne so, il 35enne texano che ha appena divorziato dalla moglie e si è fatto tre birre per dimenticare , ma poi viene beccato da una pattuglia di poliziotti con troupe tv annessa, e siccome prova a mentire e a implorare pietà diventa una sorta di viscido bugiardo ubriacone senza dignità che ha fatto bene la moglie a lasciarlo in mezzo a una strada (vista su " Cose mai viste ", Italia 2).

O la sessantenne estetista, che fa depilazioni con pose assurde grazie alle quali può scattare indisturbata delle foto intime alle clienti usando un cellulare del 2002, e poi si guarda tutti e 64 i pixel con il marito sessantenne che probabilmente ha qualche disturbo erettile e magari al bar dei ragazzi han detto che su internet c'è il porno ma lui al massimo riesce a giocare a campo minato. Ma nel servizio sembra che sia una vecchia maitresse con un passato nelle SS e un marito che girava con Pacciani (vista a " Le Iene ", Italia 1).

O ancora peggio, lo studente universitario americano di 20 anni e qualche mese che cammina per il campus con una birra in mano e viene beccato ad allacciarsi le scarpe seduto sul marciapiede, e lo arrestano mentre la voce fuori campo snocciola numeri sulla piaga dell'alcolismo tra i giovani (vista su " Busted ", Mtv).

Insomma, io non voglio contestare il ruolo educativo della tv, e capisco che mostrare la giustizia che ferma i colpevoli di qualche reato può avere una funzione di stimolo e sprone nei telespettatori. Solo mi sembra che chi fa queste trasmissioni spesso non si renda conto di segnare un clamoroso autogol : se lo scopo è di convincere chi guarda che "il crimine non paga e la giustizia trionfa sempre", in certi casi si rischia piuttosto di far passare il messaggio che in un mondo pieno di ingiustizie e squilibri, gli unici a pagare sono sempre e solo i poveracci , onesti o meno che siano.

Il mio amico teorico del complotto, grande amante di questi programmi, mi direbbe che " quelli della tv lo sanno benissimo e lo fanno apposta ", per avvertire la massa e per far capire agli altri che non c'è niente che possa ancora scatenare la rivolta generale. Ma io sono ottimista, preferisco pensare che si tratti di un autogol sconsiderato. Fino a prova contraria.

Claudio Pizzigallo   (Pizzi)


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