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Un po' di tutto,
scritto bene.

La differenza tra mito e leggenda metropolitana

 

 

(Carl Lewis e Nelson Mandela, foto tratta da qui http://saspa.photoshelter.com/image/I0000.Vexbozb6fI)

 

Ero solo un bambino, ma mi ricordo.
Mi ricordo che lui era già un mito. Anche  a 7 anni, capisci che uno è un mito se la gente lo usa come termine di paragone per ironizzare o enfatizzare le capacità di qualcuno.

"E chi sei, Maradona?"

"Fai meno l'eroe, non sei mica Mandela!"

"Per la paura sono scappato più veloce di Carl Lewis..."

Però oh, quell'altro era proprio grosso. Non che Carl Lewis fosse mingherlino, però Ben Johnson, già dai turni preliminari, le batterie, aveva impressionato tutto il mondo per quel fisico sovrumano, irreale.

E infatti cazzo, che finale. Vittoria e record del mondo battuto correndo gli ultimi metri con il braccio alzato, distacco pazzesco su Carl Lewis e Linford Christie, medaglia d'oro olimpica assolutamente meritata per una prestazione appunto incredibile. E il mito, sconfitto nonostante una gara pazzesca (anche lui sotto il record mondiale precedente) ma non abbastanza.

Sì, col cazzo!

La cosa che ricordo di più, di quella gara di 100 metri alle Olimpiadi di Seul '88, è il commento di mio fratello mentre il Tg3 delle 19 ci diceva che ben Johnson era stato trovato positivo ai test antidoping:

"Ma si vedeva benissimo che era troppo grosso!"

Mio fratello, che all'epoca aveva 13 anni, aveva capito forse da subito che c'era qualcosa sotto.
Che Carl Lewis non poteva soccombere a quel modo. Che il mito non poteva essere cancellato in quel modo.

Eppure io ci avevo proprio creduto, e anzi ero contento (da bambino "comunista") che un canadese avesse battuto un americano.

Dev'essere stato quel giorno che ho imparato a non credere alle storie troppo impossibili per essere vere. Alle bufale, diciamo.

Ma ieri, preso dall'emozione per la morte di uno dei più grandi uomini della storia, e ingannato dal fatto che anche Gazebo (ancora Rai 3...) aveva dato la notizia, ci sono cascato di nuovo.



Ho creduto a una bufala, a una leggenda metropolitana, e non al mito. Ho dato per vero il tweet di Paris Hilton su i have a dream, dando per sconfitto il mito. Ho sbagliato, e chiedo scusa ai Carl Lewis di casa nostra.


Chiedo scusa a Il Giornale, chiedo scusa a Il Messaggero, a Il Mattino e a tutti quei giornali (qui ne trovate un po') che per la foga di qualche click in più hanno dato (e copincollato) la notizia di "Nelson Mandela padre dell'apartheid".

Scusate, e grazie per averci reso tutti orgogliosi di voi. Grazie per aver fatto capire al mondo che se la qualità dell'informazione italiana è così in basso non è solo per il gigantesco conflitto d'interessi di Berlusconi, ma anche per queste perle meravigliose.

Siete voi i nostri Carl Lewis, e l'avete dimostrato in uno dei giorni più importanti della storia recente. Grazie.

 

Pizzi

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