Vai alla homepage
Un po' di tutto,
scritto bene.

La Notte Colorata contro il “fighettume” della Cena in Bianco

 

 

Dopo le polemiche per il presunto flash mob finanziato dal Comune, in un quartiere periferico di Torino nasce la Notte Colorata, iniziativa sociale per “teste alte e persone risolute”.

 

A Torino, la scorsa settimana, c'è stata una furente polemica. Una “bufera”, l'ha definita l'organo d'informazione semi-ufficiale della città, ovvero La Stampa.

Al centro della bufera, la “Cena in Bianco”: in breve, l'anno scorso ci fu una sorta di flash mob che portò qualche migliaio di persone a riversarsi nella centralissima piazza Castello con sedie tavoli cibo e soprattutto con indosso vestiti rigorosamente bianchi. L'iniziativa piacque, e quest'anno Antonella Bentivoglio d'Afflitto, l'organizzatrice, ha deciso di replicare.

Con due differenze rispetto alla prima edizione: il trasferimento da piazza Castello al Parco della Tesoriera e soprattutto il contributo del Comune di Torino, che ha dato 10.000 euro. Per cosa, se l'auto-organizzazione dei partecipanti non è cambiata? Per le pulizie e per altre questioni non chiarissime.

Da cui, appunto, la polemica.

 

Polemica da parte di alcuni consiglieri comunali, anche della maggioranza di centrosinistra. E polemica, ovviamente, da parte di numerosi cittadini. Come Barbara Santise, un passato da giornalista sportiva (“Ho mollato tutto per crisi di coscienza professionale e altre cose”) e un presente da commerciante nel periferico quartiere di Barriera di Milano (“e dopo aver mollato il giornalismo nel giro di due mesi ho aperto una caramelleria in via Santhià, in Barriera”). Un borgo lontano dai lustrini del centro, ma come ho già avuto modo di dire su questo blog anche un cuore pulsante di solidarietà e socializzazione.

 

Barbara, che esattamente due mesi fa ha aperto la Bottega Aperta (link alla pagina facebook) ma che da anni opera (quando si fa del bene alla società secondo me non si lavora, si “opera”) in Barriera di Milano, con la folle idea di mettere su progetti per la comunità, ha quindi pensato di realizzare una specie di contro-manifestazione della Cena in Bianco. E l'ha chiamata “La Notte Colorata”.

 

Per saperne di più, ho fatto qualche domanda a Barbara.

 

Innanzitutto, dove e quando si svolge l'iniziativa?

La “Notte colorata” si terrà mercoledì 17 luglio a partire dalle 19.30. Il fulcro dell'iniziativa è appunto il nostro locale, la Bottega Aperta, che in questi giorni compie due mesi, e faremo il tutto insieme a Radio Flash che, rappresentata da Dario Castelletti, ha tirato fuori il bubbone della cena in bianco trés chic alla Tesoriera. Una cosa che a me ha mandato in bestia, indipendentemente dal fatto che il nostro progetto è stato stoppato da FaciliTO (sportello comunale per richiedere fondi per lo sviluppo d'impresa, ndr), è stata che ogni volta che si è levato un misero miagolio di aiuto verso il municipio, da parte di questo quartiere, sono arrivate tante pacche sulle spalle e ringraziamenti ma zero soldi.

Cioè, attenzione, non voglio fare la piangina, ma è da tre anni che io provo a far pubblicare il libro scritto dalle adolescenti che frequentavano la mia caramelleria e mai nessuno che mi abbia detto anche solo: le spese di tipografia le paghiamo per metà noi (eppure direi che tra cartelloni e flyer e volantini di tipografie amiche il Comune dovrebbe averne a iosa). Risultato? Quello che era un progetto per ridare fiducia agli adolescenti di Barriera di Milano nei confronti dei propri mezzi e delle istituzioni, è diventato un boomerang, un'iniezione di cinismo.

 

Ecco, spiegami meglio della caramelleria e del progetto per gli adolescenti.

Ho aperto Marachelle (il nostro sito è www.spaziomarachelle.it) che, in sei mesi, è diventata un oratorio laico, un centro aggregativo giovanile spontaneo. Raccoglievamo fino a 60 ragazzi, poi i vicini hanno cominciato a metterci i bastoni tra le ruote e allora ho mandato una mail al Comune per chiedere uno spazio grande a scelta tra i vari locali inutilizzati del quartiere. Volevamo pagare anche l'affitto, perché non crediamo nell'assistenzialismo

Sono arrivati dal Comune, tanti “bravi!”, tanti “così si fa”, tanti abbracci... e poi nulla, se non l'invito a entrare nel programma FaciliTO di Urban (che, per quanto è nelle loro possibilità, fa di tutto per darci visibilità mettendo sul sito i nostri eventi). Così abbiamo fatto, abbiamo messo su un progetto sociale in questo quartiere, un locale aperto a tutti dove fare cultura (ma non in maniera fighetta come in altri posti).

Avremmo voluto mettere su una cooperativa sociale di tipo B (da Wikipedia: “attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate”, ndr), perché nei nostri sogni c'era di poter reinserire persone disagiate nel mondo del lavoro. Poi abbiamo optato per una cooperativa di produzione e lavoro.

Comunque per farla breve, 18-20 mesi di sviluppo del progetto con un consulente finanziario (bravissimo) e con una banca (no comment) per avere alla fine un benservito. E nel frattempo avevamo dovuto spendere gran parte dei nostri risparmi per affittare il locale e costituire la società e per le prime spese. Un salasso.

Quando la banca ci ha detto di no, per qualche giorno pensiamo di appianare i debiti e andare via, ma poi abbiamo scelto di restare, di dimostrare che ci crediamo nonostante tutto. Lo facciamo anche per le nostre figlie, per insegnare a non “andarsene” quando il gioco si fa duro. E apriamo. Apriamo un locale figo nel vero senso della parola, con le sedie tutte diverse e ridipinte perché non avevamo (e continuiamo a non avere) soldi.

Facciamo musica, attività con i disabili delle comunità affianco, lavoriamo ancora con i ragazzi. Proviamo a far rete tra i vari negozi e locali della zona. Lo facciamo perché ci crediamo davvero, e non come tanti per provare a “colonizzare” una terra selvaggia a suon di fighettume e di pane biologico da 5 euro al chilo.

Ecco, capisci che dopo questi ultimi quattro anni, bellissimi ma faticosi, leggo del flash mob in bianco e mi salta il grillo?

 

Direi che non capire sarebbe impossibile... Da una parte chi si impegna gratis, dall'altra chi ottiene 10.000 euro per iniziative non esattamente sociali.

Esatto. Hai presente quante cose si possono fare con 10 mila euro? Ecco, non ci voglio nemmeno pensare. Una montagna.

Il discorso è che io non sono una populista, tutti quei discorsi sul “sono tutti uguali” mi fanno ribrezzo quasi quanto quella delibera incriminata. Noi qui alla Bottega abbiamo aperto con pochissimi soldi perché ci crediamo.

 

Al tuo posto mi sarei incazzato come una bestia. E quindi, hai deciso di reagire con la “Notte Colorata”?

Diciamo che in tanti anni ho imparato a incanalare la mia rabbia e a renderla produttiva, insomma, pochi lamenti e un po' d'azione. Ed è proprio così che è nata La Notte colorata, perché Barriera e Torino sognano a colori. Un flash mob che NON VUOLE SOLDI (li usassero per cambiare i fiori alle fioriere in centro ogni settimana, come fatto fino a oggi), ma che vuole raccogliere persone che sanno esattamente cosa sia il buongusto, cosa sia l'educazione e non hanno bisogno di candeggiarsi alla Tesoriera per saperlo, perché non devono dimostrarlo. Vorremmo creare un evento colorato e giocoso, con i locali aperti, con la gente che si porta il cibo da casa e che invade le strade qua intorno alla Bottega. Vorrei teste alte e persone risolute, non arrabbiate e frustrate.

 

Ecco, a proposito di teste alte... Quale sarebbe secondo te un modo per coniugare il sostegno a iniziative sociali-culturali e le esigenze di bilancio in una città fortemente indebitata come Torino? 

Ebbene... che dire, il buonsenso per me resta un faro nella notte delle decisioni: ci sono associazioni che prendono soldi da fondazioni, da altre fondazioni, dal Comune, dalla Provincia, dalla Regione, e che in base alla portata dei vari bandi costruiscono i progetti su misura. Poi ci sono realtà che hanno progetti in mano, che partecipano ai bandi ma che hanno pochi santi in paradiso o poca dimestichezza nel partecipare.

Ecco, mi chiedo che senso abbia finanziare in continuazione corsi di falegnameria per ragazzi di quartieri come il mio e invece non pensare che in mezzo a tanti falegnami possa esserci anche un neurochirurgo e provare a scovarlo e a dargli una possibilità.

Non è che se sei povero e i tuoi sono poveri e vivi in una casa povera di un quartiere povero la tua strada debba essere segnata. Altrimenti si ritorna a un classismo pericoloso.

 

LEGGI ANCHE: La libreria con le ruote per scambiare libri gratis

Commenti   

 
0 #1 Gabriele 2013-07-06 13:28
ciao,Barbara Santise, sono uno dei fotografi della cena in bianco,quello che posso dirti, è, che io non ho preso ,e non mi è stato offerto un solo centesimo di questi famosi 10.000 euro, e come me tutti gli altri 22 fotografi partecipanti alla serata......... abbiamo partecipato con la nostra società fotografica... in quanto c'è sembrata una bella iniziativa, se x caso hai bisogno di me personalmente x qualche evento , scrivime che io ci sono.
Citazione
 
 
0 #2 Paolo 2013-07-18 08:19
Permettetemi un pensiero: perchè strumentalizzar e o farsi strumentalizzar e con la cattiva informazione?
Io prima di parlare o scrivere mi informo: qui si confonde il termine FINANZIAMENTO (soldi presi) con RIMBORSO (soldi da anticipare e poi forse recuperare dietro presentazione di giustificativi.
A parte che chi ha fatto il copia-incolla della delibera ha cucito ad arte la cosa per far urlare tutti allo scandalo (credo solo per farsi un po' di pubblicità).
Citazione
 
 
0 #3 Paolo 2013-07-18 08:20
Credo che di fondo si parli solo per invidia per il fatto che una persona qualsiasi sia riuscita a portare in piazza 8000, mentre invece il sig. Grimaldi, il suo Consiglio Comunale, l'assessore alle Periferie, supportati da Radio Flash, nonostante si condisca la cosa con tanti belli scopi sociali, ne hanno coinvolti SOLO 30! Io credo che a chi ha montato questa polemica, non gli interessi nulla del sociale o della Cena in Bianco, ma voglia solo far parlare di se... del resto, vogliamo parlare delle Cene al Cimitero????
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna