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Un po' di tutto,
scritto bene.

Le colpe degli italiani chiacchieroni

 



Sbigottito, il popolo italiano assiste inerme all’ennesimo capolavoro del nostro parlamento. Impotente di fronte a questo scempio, il volgo non fa altro che sfogare la propria rabbia con le parole , davanti a una bella tazza di caffè al bar sotto casa o dal proprio computer, comunicando al mondo la propria insofferenza in stile Robespierre.

A ciò, poi, si aggiunge l’invito offerto da Grillo di andare a Roma a manifestare perché c’è in ballo la democrazia: tutto, ormai, risulta molto chiaro. Purtroppo non si tratta di un film e neanche di un incubo , perché nessuno sta dormendo, anche se oggi i dormienti dominano tristemente rispetto ai desti: e allora cosa fare, cosa dire?

Gli italiani non si rendono conto che gli artefici di tutto questo sono proprio loro? È la gente che permette a questa fantomatica classe politica di calpestarla, e sono sempre le persone che si lamentano e sbraitano ma fondamentalmente non fanno nulla; i vecchi rimpiangono la gioventù e gridano al golpe, mentre i giovani affollano le piazze sfruttandole come discoteche a cielo aperto. Chiaramente non si può fare di tutta l’erba un fascio, ma le statistiche dicono questo, e su tali dati urgerebbe riflettere.

Se veramente il popolo italiano fosse più unito, allora sì che si potrebbe davvero scendere in piazza e non solo alzare la voce, ma sollevare una volta per tutte questi malgovernanti da quelle maledette poltrone che occupano immoralmente e, ad oggi è lecito pensarlo grazie al Napolitano bis, incostituzionalmente.

Riecheggiano parole come “ rivoluzione ” e “ rivolta ”, che in passato hanno fatto la storia di numerosi popoli, ma ad oggi, almeno nel nostro bellissimo paese dei balocchi, risultano pure e mere utopie . E rimarranno  tali non per la loro irrealizzabilità, ma in quanto figlie del popolo italiano, colmo di chiacchieroni e fanfaroni, proprio come coloro che occupano il parlamento.

Quanto ci si potrà ancora lamentare? È ancora possibile invocare giustizia? Si inizi prima di tutto un esame di coscienza e si prenda spunto proprio da questi cattivi amministratori, che trovano ancora il coraggio di cambiare le carte in tavola e il tempo per prendersi gioco del Paese; lo faccia anche quest’ultimo, ma non solo dietro un computer o nel solito bar sotto casa.
Che si prenda spunto da questa ennesima lezione negativa offertaci in stile “made in Italy” e si agisca, perché il vaso di Pandora non si è aperto dopo quest’ennesima buffonata: era stato già scoperchiato tanto e troppo tempo fa.

Marco Piccinni

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