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Un po' di tutto,
scritto bene.

Più che andare avanti, dovremmo fermarci e risolverne una ogni tanto

 

 

Dicono che in Italia non riusciamo ad andare avanti, che rimaniamo fermi sullo stesso punto da troppo tempo, ma secondo me è più vero il contrario: andiamo avanti senza mai soffermarci sui problemi e sulle questioni fino alla soluzione. Perché per risolvere una questione ci vuole tempo, e nel frattempo eccone un'altra, e poi un'altra ancora, e allora che fai ancora parli di quella vecchia storia? Ecco, sì, dovremmo.

 

Facciamo un esempio. Giulia Sarti, parlamentare del MoVimento 5 Stelle, qualche giorno fa ha scritto sul suo profilo facebook una cazzata micidiale:

 

Possiamo dire che siamo governati da ANALFABETI e FESSINI? In Italia abbiamo 23.431.319 pensionati, i quali percepiscono complessivamente € 270.469.483.350. Se noi garantissimo a tutti i pensionati 5000 euro al mese ci rimarrebbero €153.312.888.350. Domanda: quanti redditi di cittadinanza possiamo garantire sapendo che la nostra proposta vale circa 30 miliardi?

 

Nel caso vi fosse sfuggita la cazzata in mezzo a tutti quei numeri, ve la spiego brevemente: i calcoli sarebbero giusti se dessimo a tutti i pensionati 5000 euro all'anno, e non al mese, perché 153.312.888.350 = 23.431.319 x 5000, ma 270.469.483.350 sono i miliardi che l'Italia paga per le pensioni di un anno e non di un mese, mentre se davvero dessimo 5000 euro al mese a tutti i pensionati ci costerebbe 153 miliardi di euro ogni mese dell'anno.

 

Ecco, bom, cazzata micidiale appunto. L'onorevole (preferisci essere chiamata cittadina? Frega un cazzo) Sarti dovrebbe ammettere l'errore. Riconoscere di aver preso una cantonata. Anche dire di aver scritto quel post su fb dopo una bottiglia di vino e un incontro con Casaleggio sarebbe sufficiente a giustificare lo stordimento.

 

Invece no. “È stato un hacker dice l'onorevole. Un informatico cattivone mi ha invaso facebook e ha scritto una stronzata galattica per farmi fare brutta figura.

 

Ah sì? Davvero? E non ti ha rubato i contatti, i numeri di telefono, informazioni riservate, mail, dati sensibili come fecero ad aprile? Niente? Un hacker vìola la sicurezza di un parlamentare e invece di approfittarne le fa fare la figura della stupida con un post da cretini? Dev'essere stato perché l'on. Sarti è una donna, ché se fosse stato un uomo probabilmente l'hacker si sarebbe esibito nel classico “lo devo ammettere, sono gay e mi piacciono le bananone”.

 

A parte gli scherzi, questa è la versione ufficiale. E basta, la si accetta, o meglio chi vuole la accetta e chi vuole no, ma non si insiste. Lei pubblica un post per dire che è stato un hacker e bom, argomento chiuso. Qualcuno ci fa battute, molti ridono, ma c'è anche – ve lo giuro – chi le crede.

 

Per intenderci, a me va bene che al mondo ci sia chi crede che il mondo è stato creato in 7 giorni, che se mangi questo o quello commetti un peccato gravissimo, che il mondo è stato salvato da un hippie che camminava sulle acque, che se una donna mostra il suo corpo va lapidata o tutte le “stranezze” presenti in qualunque religione. Non penso certo di arrivare a una soluzione quando discuto con qualcuno che pensa davvero che se un bambino di pochi mesi non viene battezzato e muore finisce all'inferno: è questione di fede, che va ben oltre la logica e la razionalità. Né io né nessuno, peraltro, abbiamo mai portato delle prove inconfutabili della non esistenza di dio, quindi boh, chi vivrà... pardon chi morirà vedrà.

 

Però la politica non è religione, non è fede. È, o dovrebbe essere, qualcosa di noiosissimamente concreto, razionale, schematico, logico, oltre che tracciato, trasparente e visibile. Insomma, se un prete mi promette la vita eterna ok, ma se un politico mi promette un milione di posti di lavoro poi non possiamo far finta di niente, dire che è stata colpa degli altri e andare avanti come niente fosse.

Se qualche centinaio di parlamentari sostiene che Ruby era stata davvero scambiata per la nipote di Mubarak non si può far finta di niente, pensare che ci credano davvero e andare avanti, solo perché abbiamo problemi ben più gravi.

 

Se un'onorevole dice una minchiata infinita poi non può dire che il gatto le ha mangiato il compito o che un hacker ha scritto al posto suo.

Non possiamo lasciar perdere sempre, non possiamo accettare che ci dicano qualunque balla e non insistere fino all'ammissione di colpa. Perché da una parte c'è chi sgama la balla e va avanti, ma dall'altra parte c'è molta più gente che si fa abbindolare e di conseguenza continua a dar fiducia ai bugiardi.

 

Ma se domani, per dirne una, mi si presentano alla porta due tipi che si spacciano per emissari dell'Enel e cercano di entrarmi in casa per far finta di controllare mentre mi rubano le cose, non mi posso limitare a rispondere: “No, grazie, so che siete solo due truffatori, con me non attacca”. Devo avvisare il vecchietto che abita sopra di me, o la signora un po' ingenua dell'altra scala, o il ragazzino dell'ultimo piano che sta sempre da solo perché i genitori lavorano fino a tardi.

 

Insomma, invece di limitarci a sghignazzare della Sarti, o di Berlusconi, o di Renzi o di Monti o di Vendola o di chiunque altro, dovremmo proprio smetterla di andare avanti, di passare oltre

Ci si ferma, e si affronta la questione in maniera seria fino a che non si arriva alla verità. Incalzando e incazzandosi se necessario.

 

"È stato un hacker"

"Hai fatto la denuncia?"

"No, vabbè lasciamo perdere..."

"Lasciamo perdere un paio di coglioni. Va' a fare la denuncia!"

"Massì..."

"Non ci siamo capiti. Massì il cazzo, ok? Se qualcuno è entrato nel tuo acccount vai a fare la denuncia e basta, come i negozianti a cui cercano di estorcere il pizzo!"

"Magari uno di questi giorni vado..."

"No, tu ci vai subito, possibilmente fai la diretta streaming dell'evento e poi pubblichi la foto della denuncia su facebook"

"Ci sono ben altri problemi da risolvere in Italia..."

"Di sicuro, e infatti non ci vorrà molto a fare una denuncia, poi potrai pensare a questioni serie come il reddito di cittadinanza. Non ci sono cazzi, tu domani vai, fai la denuncia e tieni aggiornati tutti: non ci dovrebbe volere molto per trovare il colpevole, o almeno per vedere da dove ti hanno hackerato"

"Mmm..."

"Che c'è?"

"Niente... è che in realtà..."

"In realtà hai inventato la storia dell'hacker per non ammettere che avevi preso una cantonata più grande del Ticino?"

"Eeeh... forse... Però non è facile: tutto il giorno in giro, mai una pausa..."

"La prossima volta ti mangi una Fiesta, o semplicemente eviti di scrivere cazzate se non sei sicura ok?"

"Ok..."

"E adesso chiedi scusa a tutti per aver detto 'ste due cazzate!"

"No, dai! Poi mi prenderanno tutti per cretina!"

"Cazzi tuoi"

 

L'onestà un giorno andrà di moda (cit.), ma intanto impegniamoci affinché passi la moda di sparare cazzate senza doverne rendere conto. Quello sì sarebbe un passo in avanti: fino a oggi al massimo ci siamo limitati a saltellare tra una pozzanghera e l'altra. Pozzanghere di merda, per la precisione.

 

Pizzi

 

PS: Oggi "Pizzi chi?" compie due anni. Mi piacerebbe andare avanti all'infinito (senza far finta di niente sui problemi), o almeno finché ci saranno persone disposte a leggere e a scrivere questo blog. Ed è a loro che, ovviamente, va il mio solito, commosso, grazie mille. Vi voglio bene (no, tu mi stai sul culo, ma a tutti gli altri voglio bene).

PPS: Questo è il primo post pubblicato due anni fa (non questo questo, ma questo linkato in rosso, ecco sì questo), se vi va di leggerlo (questo).

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