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Un po' di tutto,
scritto bene.

Quello che davvero ci ha insegnato Michele Ferrero

 

nanni moretti nutella

Forse non si è capito, perché continuiamo (o almeno io) a commuoverci sorridendo, ma la storia di Michele Ferrero insegna qualcosa di molto, molto importante a tutti noi. E quando dico noi intendo soprattutto noi italiani mediamente più presi dalle passioni che dai lucidi ragionamenti. E ci metto tanta gente che vota (a prescindere da quello che vota) in base a convinzioni ideologiche e sociali che hanno come principale obiettivo il benessere collettivo. Operai, imprenditori, intellettuali, studenti, giovani, vecchi, politici e alla fine più o meno tutti.

 

La storia di Michele Ferrero ci ha insegnato infatti che non contano le opinioni, contano i fatti. Ovvero idee che si realizzano e che producono risultati positivi.

Michele Ferrero ci ha insegnato che si può diventare ricchi ed essere amati dai poveri. Che si può diventare ricchi, aggiungo, con un’impresa ed essere amati dai poveri che ci lavorano e che ci hanno lavorato, diventando meno poveri.

Il signor Michele, come si faceva chiamare da tutti, ci ha insegnato che si può diventare ricchi con un’industria ed essere amati dai poveri che ci lavorano non perché li prende in giro e fa credere che si impegna anche per loro, ma perché i poveri si rendono palesemente conto che l’imprenditore si impegna davvero per loro.

Ferrero ci ha dimostrato che si può diventare ricchi con un’industria, essere giustamente amati dai poveri che ci lavorano, ed essere pure “amati” dalle istituzioni locali e nazionali perché l’industria porta benefici all’economia locale e nazionale senza pretendere aiuti economici dalle stesse istituzioni locali e nazionali e senza mai creare polemiche mediatiche o politiche.

Il papà della Nutella e dei Ferrero Rocher ci ha insegnato che si può diventare ricchi con un’industria facendosi amare non solo da chi ci lavora e dalle istituzioni, che alla fine hanno il loro guadagno, ma anche da qualche miliardo di persone (ricche o povere) in giro per il mondo che alla Ferrero danno i propri soldi di acquirenti soddisfatti.

 

E quindi, in sostanza, l’enorme importanza dell’insegnamento della Ferrero (o di Luxottica, o della vecchia Olivetti o di tante altre meno note realtà imprenditoriali italiane) sta nel dimostrare con decenni e decenni di prove che è possibile far andare d’accordo i poveri e i ricchi, i proletari e i capitalisti, i politici e gli elettori intorno a un’industria, un’impresa (in tutti i sensi). E il segreto è molto semplice (non come quello della Nutella): lavorare con impegno e pazienza per realizzare buoni prodotti. Sembra poco, ma è tantissimo.

Anzi no, adesso che ci penso è poco, è proprio la base dell’economia. Però in troppi non ci arrivano, e pensano solo a come diventare ricchi, perdendosi tutto il resto.

 

Pizzi

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