Vai alla homepage
Un po' di tutto,
scritto bene.

Smarcarsi da Berlusconi per provare a crescere

 

L'opinione di Riccardo - militante della Lega dal 2006, appassionato di politica da sempre, giornalista pubblicista locale e blogger di Qelsi.it  - sul "ritorno in campo" di Silvio Berlusconi


Quando mi è stato chiesto di esprimere un mio parere sul ritorno in campo di Silvio Berlusconi mi è sembrato strano rimanerne stupito. La prima reazione è stata di rispondere “ Non è un argomento così stuzzicante ”. Ed essenzialmente è quello che penso davvero. Non posso però fare a meno di notare quanto io abbia torto, perché in effetti in questi giorni non si sta parlando d’altro.

Ebbene, la “ ridiscesa ” in campo di Berlusconi sembra essere stuzzicante eccome, che mi piaccia o no. Ci devo stare e quindi ne parlerò. Ma non tratterò, come stanno facendo tutti, la notizia in sé. Onestà intellettuale vorrebbe che il ritorno di Berlusconi fosse da impulso ad un vivace dibattito, oltre che una riflessione, sullo stato attuale della politica italiana. Il che non significa parlare di Silvio Berlusconi, come molti giornalisti o blogger pensano.

Non mi accodo al clima populista dell’antipolitica grillina o dell’odio anti-casta. Non detesto i politici né l’attuale classe dirigente. Ho anzi grande rispetto del momento di difficoltà della politica italiana, proprio per questo credo che vada sostenuta. E ritengo che la vera malapolitica parta dal basso , per quanto questo clima di instabilità, incertezza e disorientamento sia figlio della demagogia dei “ cattivi maestri ” della classe dirigente.

Chi influenza chi? È il popolo a influenzare i dirigenti di partito o è la classe politica a incanalare la gogna popolare nei confronti dell’avversario? Davvero difficile stabilirlo, se si pone la questione con serietà.
Il vero problema del ritorno di Berlusconi è appunto che fa comodo a tutti . Fa comodo a una destra che in più di un anno non ha saputo trovare un’alternativa, nonostante abbia fatto finta di provarci; fa ancora più comodo a una sinistra rimasta orfana di un nemico da combattere che nascondesse la carenza di idee e programmi, oltre che di fatti.

Sulla falsariga di un vecchio adagio sul fascismo, amo dire che Berlusconi ha fatto degli errori e il cosiddetto “berlusconismo” forse non è stato il capitolo migliore della storia d’Italia, ma il male più grande del berlusconismo è senz’altro quello di aver creato l’antiberlusconismo . Un’ideologia vuota, insensata, che come tutte le ideologie sfocia nel fanatismo e nell’intolleranza.
Cosa può portare l’antiberlusconismo in Italia? Niente di buono. Non ha portato neppure una legge seria e sensata sul conflitto d’interessi, nonostante gli anti-berlusconiani militanti siano stati al governo per ben otto anni e mezzo negli ultimi diciotto.

La campagna elettorale che si preannuncia rischia di essere violenta , volgare e demagogica. Non sarebbe stato così in assenza di Berlusconi. La colpa però non è sua, ma di una classe politica che per sapere “ cosa deve fare ” ha bisogno del ventennale derby tra berlusconiani e anti-berlusconiani.
Davvero un peccato. C’era bisogno di idee, di programmi e di coraggio, ci saranno insulti, barricate, menzogne e derive populiste .
Colpa di Berlusconi? Troppo facile dirlo.

Analizzando l’operato dei governi della seconda repubblica, berlusconiani o no, si scoprirebbe che non tutto ciò che è stato fatto sia da buttare via . Anzi, sono state messe toppe significative ad alcune falle della prima repubblica , in primis sul contenimento del debito pubblico in rapporto al Pil.
La stagione del berlusconismo ha portato qualche ventata di novità: il bipolarismo , su tutte, e la conseguente alternanza tra centro-destra e centro-sinistra. Prima del 1994 governava ininterrottamente il centro-sinistra rappresentato dalla coalizione Dc-Psi, il Pci stava eternamente all’opposizione e la destra quasi non esisteva.
I festini, le veline e la corruzione vera o presunta esistevano anche nella prima repubblica , non rappresentano certo l’imbarbarimento del berlusconismo rispetto al passato.

Cosa è mancato quindi in questi 18 anni? Il coraggio nel fare le riforme, lo stesso coraggio che però è mancato ancor più ai tecnici, nonostante la maggioranza bulgara e il clima assai più disteso tra i due poli. Ed è mancata la maturità nel concepire il bipolarismo come alternanza democratica e non come guerra civile .
Un primo atto di maturità sarebbe stato proprio quello di fare a meno di Berlusconi : non certo perché è colpevole di tutti i mali del mondo, né perché ha causato lui da solo il debito pubblico, e nemmeno perché vuole fare politica solo per salvarsi dalla galera (non ci andrà mai, vista l’età. E nessun suo processo si è concluso con una sua condanna definitiva, cosiddette “ leggi da personam ” o no). Semplicemente perché la politica ha bisogno di smarcarsi da lui , deve crescere, e non può certo dipendere da un ultrasettantenne che non ha neppure più la voglia e la grinta di prima.

Sarebbe un bel segnale se l’elettorato premiasse forze politiche che dimostrano di poter fare a meno di essere pro o contro Berlusconi, ammesso che esistano.

Riccardo Ghezzi

LEGGI ANCHE: I 10 motivi per cui Berlusconi non fa più paura
Perché dico no da destra al ritorno di Silvio


"Pizzi chi?" è anche su  Facebook  e  Twitter : seguici!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna