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Un po' di tutto,
scritto bene.

Thatcher - Il punto di vista di un ex poliziotto scozzese

 


Neil è un ex poliziotto scozzese, oggi in pensione, che ha anche lavorato per vari anni all’ambasciata inglese di Baghdad; è stato inoltre uno dei miei manager quando ho lavorato per le Olimpiadi di Londra . Una delle persone più affabili, corrette, spiritose e intelligenti che io abbia avuto la fortuna di conoscere. 
Nei giorni scorsi mi ha esposto la sua opinione su Margaret Thatcher. È vero, è un’opinione parziale e che omette parecchi fatti, ma io ho trovato comunque interessante il racconto di una persona che ha visto agire la Lady di Ferro e che ha toccato con mano i cambiamenti che il Thatcherismo ha portato nel suo Paese.


A SCOTTISH POINT OF VIEW

Nel 1979, quando la Thatcher andò al potere ed era a capo dei conservatori, io ero un poliziotto. La paga e le condizioni di lavoro erano misere per tutti i servizi di emergenza e per l’esercito. Lei sostenne riforme che , attraverso quei servizi pubblici, resero la mia vita e quella della mia generazione infinitamente migliore , dagli aumenti degli stipendi alla conseguente possibilità di comprarci una casa, all’allentare la morsa dentro la quale i baroni dei sindacati tenevano stretta l’industria del nostro Paese, all’incoraggiarci a lavorare sodo e a investire economicamente.

Gli impiegati dei servizi pubblici sicuramente migliorarono le loro condizioni di vita . Mandò via gli invasori argentini dalle isole Falkland e protesse i diritti degli isolani con la sua determinazione. Portò l’attenzione sugli abusi nei Balcani e persuase la NATO ad intervenire. Ridusse l’inflazione dilagante , le enormi tasse sul reddito e anche se all’inizio la disoccupazione crebbe, il suo governo la ridusse al di sotto del livello in cui era arrivata durante il governo laburista.

Era rispettata a livello mondiale , dalla Russia di Gorbaciov, dalla Germania di Kohl, dalla Polonia di Lech Wałęsa, dagli Stati Uniti di Reagan. I politici di ogni schieramento , sia nazionali che internazionali, l’hanno elogiata durante queste settimane . Come Churchill, fu esattamente la persona giusta al momento giusto . Gli Anni Settanta furono gli anni del declino che culminarono con l’inverno del discontento.

Riconosco il dolore causato durante gli Anni Ottanta , quando cercammo di modernizzare il Paese. Una parte di questo dolore fu inevitabile, l’altra parte avremmo potuto evitarla. Spero che chi critica la Thatcher si ricordi anche dei disastri e delle disgrazie avvenute negli Anni Settanta : sindacati con troppi poteri e uno Stato troppo debole, un’industria incapace di produrre i beni di cui la gente aveva bisogno, i servizi pubblici che venivano amministrati in base a una logica del prendere o lasciare, gli scioperi dei servizi sanitari che mettevano in pericolo la vita dei pazienti e un declino economico generale che colpì giovani e meno giovani senza fare distinzioni.

I minatori si misero a scioperare dopo aver rifiutato un aumento del 4% - ne domandavano uno del 40%. L’industria inglese era afflitta dagli scioperi e dall’intransigenza dei sindacati e l’Inghilterra era messa in ridicolo e considerata un fallimento dagli altri stati europei, similmente alla situazione odierna di altri paesi dell’Unione Europea, ma stavamo peggio di come sta ora la Grecia .

Quando Mrs Thatcher (come veniva chiamata all’apice della sua carriera politica) salì al potere nel 1979, in Gran Bretagna regnava il caos . L’inflazione e la disoccupazione erano alle stelle e la produttività economica era in caduta libera. Gli scioperi violenti dei minatori di carbone, dei netturbini e dei becchini causarono blackout, l’accumularsi di pile di immondizia per la strada e l’abbandono di cadaveri. I cittadini spaventati facevano incetta di cibo; perfino la stampa, che avrebbe dovuto essere libera, era assoggettata dal potere dei sindacati. Il periodo della settimana lavorativa dei tre giorni non fu felice. E non si poteva ottenere un lavoro senza prima essersi iscritti ad un sindacato – e se il sindacato diceva che si scioperava, lo si doveva fare, senza scelta.

Lo Stato possedeva quasi tutte le maggiori industrie fatturiere, dal carbone, all’acciaio, alle automobili. E durante gli Anni Settanta i giovani inglesi non potevano fare a meno di pensare che stavano vivendo in un paese in decadenza – uno scenario simile alla lugubre situazione in cui si trovavano allora gli stati dell’Europa dell’Est.
La Gran Bretagna si trovava di fronte ad un assedio socialista e nessuno sembrava essere in grado di fermarlo. Arrivò la Thatcher. Figlia di un droghiere e con una laurea ad Oxford, e prima donna a diventare Primo Ministro del Regno Unito, aveva intelligenza, idee e coraggio di prim’ordine. In qualità di politico, aveva inoltre qualcosa in più: una misteriosa capacità di saper usare ogni situazione per promuovere i suoi principi e le sue politiche e per trasformare le opinioni e le discussioni politiche.

Un politico, Winston Churchill, una volta la descrisse come la capacità di “ cambiare il tempo ”. Un altro politico, David Cameron, ha preso in prestito questo modo di dire durante il tributo dato nella sua House of Commons, a seguito della morte della Thatcher – con ammirazione e forse anche un pizzico di invidia.
La Thatcher accettò nel suo partito i nobili, le classi dirigenti con il loro snobismo e cambiò la società inglese per sempre – e per il meglio . Trascinò il paese nell’era moderna. Svendette le imprese di Stato in perdita e milioni di persone divennero in grado di comprare azioni e quote delle aziende privatizzate... nonostante i sindacati dicessero di non farlo.

Qual era la fonte della sua grande forza? Aveva letto Adam Smith e Friedrich Hayek e aveva assorbito le loro lezioni riguardo i vantaggi del libero mercato e i pericoli del collettivismo, ma traeva ugualmente ispirazione da quella che possiamo chiamare l’ economia domestica – i semplici detti che aveva imparato da bambina. “ Le mie politiche ” diceva “ non sono basate su una qualche teoria economica, ma sugli insegnamenti con i quali io e milioni di altre persone come me sono stati educati: una paga giornaliera onesta per un giorno di lavoro onesto, vivi con i mezzi che hai, metti da parte un gruzzolo per i tempi bui, paga le bollette rispettando le scadenze, sostieni e supporta il lavoro della polizia ”.

Come una casalinga piena di determinazione di fronte all’anarchia domestica, si mise a dare una raddrizzata al Paese . Come lei stessa disse durante la sua campagna del 1979: “ Qualsiasi donna che capisca i problemi di mandare avanti una famiglia sarà in grado di capire meglio di chiunque altro i problemi di mandare avanti uno Stato ”. Affrontò e sconfisse i sindacalisti rapaci , svendette gli immobili e le industrie appartenenti allo Stato e ridusse le percentuali delle tasse dal 98 al 40%. Soprattutto, cercò di ravvivare la tradizione inglese basata sull’iniziativa individuale e sulla responsabilità personale.

Il Thatcherismo non risolse tutti i problemi della Gran Bretagna, ma la salvò dal precipizio .
Nel 1984, l’allora futuro presidente dell’Unione Sovietica, Mikhail Gorbaciov, venne in Inghilterra per incontrare la Lady di Ferro. La loro conversazione durante il pranzo fu all’inizio dai toni così aspri che alcuni dei presenti pensarono di stare assistendo a un incidente internazionale. In realtà, ciò a cui stavano assistendo fu l’inizio della fine della Guerra Fredda . Thatcher e Gorbaciov si trovavano d’accordo su molte poche cose, ma entrambi trovarono l’altro estremamente aperto, intelligente, sicuro di sé e carismatico. Dopo il pranzo, i due leader si sedettero davanti al camino acceso e parlarono intensamente – per ore. (Gorbaciov ricordò che ad un certo punto la Thatcher si tolse le scarpe e si raggomitolò sulla poltrona).

Fu dopo questo incontro che la Thatcher annunciò al mondo: “ Mi piace il signor Gorbaciov, possiamo lavorare insieme ”. Dal canto suo, Gorbaciov dette il merito a queste famose parole di riconciliazione per l’inizio dei suoi tentativi di trovare degli accordi con l’Occidente. Io non credo che lo stile della leadership delle donne differisca da quello degli uomini, eppure mi riesce difficile immaginare un leader uomo inglese o americano, al culmine della Guerra Fredda, avere un approccio così diretto e informale con un avversario sovietico – e in seguito dichiarare pubblicamente la propria amicizia in tutta onestà. La Lady di Ferro era una custode della pace e avvisò immediatamente Reagan del potenziale e delle opportunità alle quali lavorare con Gorbaciov avrebbe potuto portare. Il resto è storia.

Non ci sono dubbi, il lascito che Margaret Thatcher ereditò nel maggio del 1979 fu più che negativo e quindi merita il massimo rispetto per aver condotto la rinascita di un Paese. Sicuramente ha commesso degli errori, ma che sono poca cosa rispetto a ciò che ottenne . Aveva delle idee, era una donna che desiderava ardentemente di poter cambiare il mondo – un mondo capitanato da uomini – e lo fece grazie alla sua totale determinazione. Per me, il funerale di mercoledì scorso a St Paul è stata la celebrazione di quel conseguimento ; nutro per lei la più profonda ammirazione.

Mi vengono i brividi nel pensare a cosa sarebbe potuto diventare il Regno Unito se non fosse stata eletta, se i laburisti e i sindacati avessero continuato a rovinare le cose... dubito che avrei continuato a vivere in questo Paese. Credo fermamente che tra venti, cinquanta, o cent’anni la storia ricorderà la Thatcher come uno dei grandi leader di questo Paese e le lamentele e i mormorii della minoranza verranno dimenticati. Il sostegno della maggioranza è stato riflesso dal sostegno dimostratole nelle strade di Londra mercoledì scorso.

Neil

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