Caro Francesco…

29 Marzo 2013 0 Di Pizzi

Caro Francesco,

sono passati vent’anni dal 28 marzo del 1993 . Tra i tanti che ti amano, alcuni non erano nemmeno nati; io sì, ma avevo solo 9 anni. Quel giorno, per la prima volta entrasti in campo con la maglia della Roma , quella dei grandi, dopo aver giocato tante volte nelle giovanili. Era un Brescia-Roma della stagione ’92-’93, vinto 2-0, e Boskov ti fece entrare al posto di Rizzitelli a una decina di minuti dalla fine.

Da lì è iniziata una storia favolosa, di partite e di gol, di campionati, di coppe e di sogni, ma soprattutto di emozioni e d’amore per quei colori che rappresenti. Mi viene in mente uno spezzone di Rocky Balboa (l’ultimo Rocky, il sesto per intenderci), in cui Rocky dice a Paulie che “ quando hai vissuto tanto tempo in un posto, tu sei quel posto ”. Infatti, sembrerà banale, ma tu sei la Roma, e la Roma è te .
Il prato dell’Olimpico fa pensare a te, l’ingresso di Trigoria fa pensare a te, la maglia della Roma fa pensare a te.

Tu e noi romanisti, in questi vent’anni insieme, ne abbiamo viste tante, di tutti i tipi: forse addirittura troppe, ma mai abbastanza . Lo Scudetto vinto nel 2001 con Capello , dopo tante stagioni di attesa. Prandelli che, appena arrivato al posto di Capello, si dimise prima dell’inizio del campionato. Quei quattro derby consecutivi persi, e quei cinque consecutivi vinti . Quell’anno in cui stavamo andando male con Spalletti, ma poi facemmo 11 vittorie di seguito . Tu che ti facesti male contro l’Empoli, per colpa del terzo fallo in pochi minuti dello stesso avversario (che in campo sapeva fare quello e poco altro), col rischio di dover saltare il Mondiale, ma poi quel Mondiale lo hai vinto .

E ti ricordi di quando abbiamo vinto l’ottava Coppa Italia , dopo tanto tempo che ci mancava, in finale contro l’Inter? Loro erano campioni d’Italia, ma all’andata fu 6-2 per noi .

Ci ricordiamo di Carlos Bianchi , che se era per lui ti potevano tranquillamente cedere alla Samp, però quando andò via ti chiese di promettergli che saresti arrivato in nazionale (non era proprio azzardata, come promessa). Ci ricordiamo le notti di Champions , le belle vittorie contro Real Madrid, Lione, e Chelsea, e la brutta sconfitta col Manchester, che all’andata avevamo battuto.
Potrei continuare per pagine e pagine, ma basta solo pensare a quanti allenatori hanno guidato la Roma, da quando ci sei tu : Boskov, Mazzone, Carlos Bianchi, Sella e Liedholm insieme… poi Zeman, Capello, Prandelli, Voeller, Delneri, Bruno Conti… poi Spalletti, Ranieri, Montella, Luis Enrique, Zeman di nuovo e ora Andreazzoli. Quante “Rome” diverse, tutte accomunate da te.

Più di duecento giocatori hanno giocato insieme a te con la maglia giallorossa: dai tempi di Rizzitelli e Giannini , che era il tuo idolo da bambino, fino a quelli odierni di De Rossi e Lamela , passando per Balbo e Fonseca , Moriero e Cappioli , Paulo Sergio e Delvecchio , Montella e Batistuta , e Cafu , Candela , Aldair , Samuel , Cassano , Panucci , Mexes .
Questi sono solo alcuni nomi, tra i primissimi che vengono in mente, ma tu hai avuto tantissimi altri compagni. Te lo ricordi Alvarez , che chiamavi Alvaretto ? Sei sempre stato uguale con tutti: simpatico, umile, goliardico, amichevole . Quando ti arrabbi, ti arrabbi sul serio, è vero. Qualche volta ti abbiamo chiesto di stare più attento. E anche tu, quando non eri d’accordo con noi, non ce lo hai mandato a dire. Ma quelli non sono screzi: semplicemente, tra amici fraterni, come ci sentiamo noi e te, si fa così .

Sento spesso dire che non bisogna affezionarsi ai giocatori, che bisogna tifare solo la maglia . Certo, la maglia è la cosa più importante, tu che non l’hai mai cambiata lo sai meglio di tutti. Ma a parte questo, diciamoci la verità: quanto sarebbe noioso il calcio, se non ci affezionassimo mai a nessun giocatore? E poi, un tifoso della Roma come fa a non essere affezionato a te ?

Non è tanto il fatto che sei il giocatore più forte della storia giallorossa , della quale hai conquistato tutti i record di gol, di presenze, di stagioni ecc. È che tu non ti stanchi mai della Roma : oggi hai 36 anni, tutta questa esperienza e questa gloria alle spalle, di soldi ne hai già guadagnati in abbondanza, eppure ti vediamo ancora in campo con la stessa passione, lo stesso entusiasmo, la stessa voglia di vincere di sempre.
È per questo che tu accendi le emozioni come nessun altro. Con quel carisma straordinario che ti fa intendere con qualsiasi compagno ti mettano a fianco. Con quella volontà di ferro che ti fa essere ancora in forma come un calciatore di 25 anni.

Dicevamo prima, che in questi vent’anni noi e te ne abbiamo viste di tutti i colori, calcisticamente parlando (e non solo). Abbiamo vissuto momenti belli e brutti, gioie e dolori, soddisfazioni e rammarichi. Ma noi speriamo che a questi vent’anni insieme ne seguano tanti altri , non sappiamo quanti, ma più possibile. Perché, come dice la canzone di Jovanotti abbiamo fatto tutto, e tutto c’è da fare ”. C’è da riportare la Roma a lottare per lo Scudetto , c’è da tornare in Coppa dei Campioni , ci sono i derby da vincere , le difficili trasferte a Milano o a Torino, quelle meno suggestive ma molto insidiose contro le cosiddette “squadre piccole”.
E sai con chi lo vogliamo fare tutto questo? Con te, come sempre .

Grazie di tutto Francè , grazie di esserci, in questo calcio che diventa sempre meno romantico e sempre meno a misura di tifoso. E speramo che domani vincemo .

Fabrizio Landolfi

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