Cinque buone ragioni per non votare (Renzi) alle Primarie del Pd

7 Dicembre 2013 0 Di Pizzi

 

Citando l’amico Quit the Doner e le sue “cinque buone ragioni per non votare Grillo“, ho pensato che mi potesse tornare utile, per quando sarò vecchio, avere una prova scritta che anche se ho sulla coscienza Veltroni e Bersani, almeno sull’irresistibile ascesa di Renzi non ho colpe.

 

(Renzi e una rara espressione in cui rappresenta benissimo lo spirito della maggioranza degli elettori di queste primarie)

 

1) Dicono che è importante scegliere. Ma io mi sono rotto di scegliere chi mandare al massacro e poi sentirmi anche in colpa. Fanno scegliere a noi “tifosi” chi deve fare l’allenatore, ed è una cosa bellissima, sicuramente, e anche molto democratica. Però ogni cazzo di volta è andata male: e Prodi vince di uno sputo, e Veltroni perde di brutto, e Bersani diventa segretario ma poi alle elezioni fa la fine di Prodi… Così chi perde le primarie può dire che alle elezioni avrebbe spaccato il culo ai passeri, e a te viene da pensare che “la prossima volta se lo scegliessero tra di loro senza chiedere a me, visto che poi mi devono anche dare la colpa delle loro sfighe”. Piuttosto fateci scegliere chi mandare ai mondiali in Brasile, ne capiamo di più, e comunque abbiamo più speranze di battere 6-0 l’Inghilterra che di vincere le elezioni alla grande o almeno abbastanza da governare 5 anni senza imbarcare gente come Mastella, Rutelli, Gentiloni, Dini, Binetti, Di Pietro, Bertinotti, Calearo, Di Gregorio, Alfano, Quagliariello, Miccichè, Biancofiore, Cancellieri, Razzi, Scilipoti e volendo e potendo anche Berlusconi e Grillo.

 

2) Dicono che bisogna votare Renzi perché piace anche “agli altri”, a chi non si riconosce nella sinistra. Ma sapete perché Renzi piace anche a loro? Perché è uno di loro, e sicuramente non è uno di sinistra. Parlare di asili nido e sapere usare facebook non vuol dire essere di sinistra, e neanche di centrosinistra. Evitare di balbettare quando ti si chiede cosa ne pensi dei diritti civili per i gay e le coppie di fatto, ad esempio, vuol dire essere di sinistra. E non ditemi che balbetta per non spaventare proprio quegli “altri”: neanche nascondere le proprie idee e i propri programmi è molto di sinistra, anzi. E Renzi magari vincerà anche le elezioni, magari le stravincerà: ma poi cosa farà uno che è fan di Marchionne e De Mita?

 

3) Dicono che bisogna andare a votare per dare un futuro al Pd. Ma io non glielo voglio dare un futuro al Pd, anzi spero che finisca in fretta questo pasticcio provvisorio. In un Paese normale c’è la destra, la sinistra ed eventualmente il centro. In Italia, invece, la presenza di forze populistiche in mano a miliardari autoritari e bugiardi ha fatto sì che nascesse un partito che raggruppa tutti coloro che – almeno in teoria – si rendono conto che siamo nella merda e ci sono un tot di cose da fare a prescindere dai valori e dalle ideologie. Ma prima o poi ci potremo liberare delle forze populistiche e avere dei partiti coerenti al proprio interno, o dovremo per sempre votare un Pd che raggruppa atei convinti e gente che non va a votare ai referendum sulla procreazione assistita perché così gli ha detto di fare la Chiesa?

 

4) Dicono che è ora di finire di guardare al passato, che i vecchi schemi non funzionano più, che i comunisti sono roba del secolo scorso e oggi c’è un sistema più “liquido”, più dinamico, “concavo con i convessi e convesso con i concavi” (cit. di Crozza che imita Renzi). Ma secondo me si confondono un po’ le acque: lo so anch’io che “la classe operaia” non c’è più, e che è stata sostituita da una massa trasversale di precari malpagati e frustrati, alla quale mi fregio di appartenere insieme a milioni di altri cittadini più o meno giovani e più o meno istruiti di me. E mi rendo conto anch’io che certi discorsi di vecchi comunisti non hanno più senso da un bel pezzo (uei Bertino’, ‘ste 35 ore te le ricordi?). Ma finché, appunto, ci sarà questa massa indistinta di sfruttati, ci dovrà per forza essere qualcuno che si impegna affinché le istituzioni aiutino le persone come noi e come quelli che stanno persino peggio. E se non ci sono i soldi nelle casse pubbliche, li si va a prendere da chi ne ha tanti, invece di prenderci per il culo tagliando l’Imu indistintamente ai possessori di monolocali di ringhiera e a chi ha una villa grande come la Valle d’Aosta. Renzi, che ne pensi di una bella patrimoniale per i ricchi? Bah, be’, boh… Ok, ciao.

 

5) Dicono che questa è la volta più importante, che stavolta non ci si può nascondere. Sono d’accordo: e infatti sono qui a dire pubblicamente che, per la prima volta, non parteciperò alle primarie del Partito democratico. Dopo aver votato Prodi, Veltroni, Marino e Bersani, e pur avendo una discreta voglia di votare l’unico candidato da cui mi sento rappresentato (non il figlioccio di D’Alema), credo che il modo migliore per non nascondermi sia non andare al circolo ARCI sotto casa mia, per una volta. Vincerà Renzi, forse vincerà anche le elezioni, ma di sicuro a perdere di più sarà proprio la sinistra. E io, sinceramente, non ho voglia di pagare pure due euro per sentirmi in colpa.

 

Ci vediamo la prossima volta, magari in un vero partito di sinistra, un partito disposto a perdere due o anche tre elezioni di fila pur di mantenere una coerenza e un sistema di valori preciso abbastanza da non tenere insieme tutto e il contrario di tutto in costante affanno. È da vent’anni che ci svendiamo sempre più a destra per andare incontro agli italiani ritenuti ineluttabilmente ostili alla sinistra, o per usare una metafora calcistica che corriamo a vuoto dietro al pallone giocato da altri e ci illudiamo di averlo conquistato quando riusciamo a deviare un passaggio avversario con la punta del piede. Magari sarebbe il caso di fermarci un attimo e studiare una tattica un po’ più furba.

Per questo domani non ho nessunissima intenzione di andare a votare (Renzi) alle primarie.

 

Pizzi

 

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