Dietro l’obiettivo – I commercianti sanno trattare

7 Novembre 2013 0 Di Pizzi

I commercianti ambulanti sono molto bravi a trattare. Non solo sui prezzi, anche sui tetti…

 

Qualche giorno fa ho seguito a Torino la protesta dei mercatali, o commercianti ambulanti che dir si voglia. Hanno bloccato la stazione di Porta Susa per 4 ore e, se non fosse stato per l’intervento del portavoce dell’associazione pendolari, probabilmente sarebbero ancora lì adesso.

La mattina, quando mi hanno detto che dovevo seguire la manifestazione degli ambulanti, sapevo che sarebbe stata una lunga giornata; questo perché ho già avuto a che fare con loro e so che sono una categoria particolarmente battagliera.
L’episodio che vi voglio raccontare risale a fine ottobre 2010. Un gruppo di autonomi decide di occupare il vecchio parcheggio multipiano ormai in disuso, vicino al mercato di Porta Palazzo in corso XI Febbraio. Come sempre succede in questi casi, gli occupanti si piazzano sui tetti e tutto il circondario viene subito militarizzato, impedendo la circolazione e l’accesso al mercato.

Iniziano le trattative, e la Digos discute con gli occupanti per capire le richieste, che in realtà non ci sono: gli occupanti vogliono rimanere sul tetto a oltranza per occupare uno spazio inutilizzato. A metà mattinata, un gruppo di ambulanti si avvicina alla polizia manifestando il proprio disappunto per la situazione, ma la polizia li liquida dicendo che la situazione è delicata e ci penseranno loro a risolverla.

 

Mattinata persa. Alle 14, i mercatali smontano i banchi e tornano a casa, convinti di poter tornare il giorno dopo, sabato, e recuperare anche la giornata persa. Il giorno dopo gli ambulanti tornano e – sorpresa sorpresa – gli autonomi sono ancora sul tetto. A questo punto, un nutrito gruppo di commercianti – tra cui un macellaio con il grembiule bianco sporco di sangue – si avvicina al responsabile dell’ordine pubblico e dice: “Scusi dottore, le dispiace se andiamo un secondo di sopra a parlare con questi ragazzi?”.
Nel frattempo succedono due cose: un altro gruppo di ambulanti si dirige verso alcuni compagni degli occupanti che stazionano nei paraggi e il macellaio col camice sporco di sangue alza la testa e rivolto agli occupanti sul tetto mima il gesto del taglio della gola.

 


Subito i carabinieri capiscono cosa sta succedendo e corrono verso gli autonomi: non per attaccarli, ma per proteggerli. Senza il loro intervento, molto probabilmente i mercatali avrebbero convinto i ragazzi con argomentazioni “di ferro” ad abbandonare la partita. Ma nel frattempo un altro gruppo di ambulanti sale sul tetto.


Purtroppo non sapremo mai quale grande arte dialettica e quale forte spirito di persuasione abbiano animato i mercatali. Purtroppo non ci è dato sapere le parole che il macellaio e i suoi colleghi hanno detto ai ragazzi. Però, osservando la scena da sotto, dopo 2 minuti o forse 3 di trattativa, e dopo che anche i loro compagni sotto erano impegnati in un confronto di idee con gli altri ambulanti, i ragazzi chissà perché decidono che la loro occupazione è finita.


Prendono armi e bagagli e si dirigono mestamente verso il basso, dove i carabinieri li aspettano e li scortano in caserma per identificarli. Una volta portati via i ragazzi, uno dei rappresentanti dei mercatali va dal responsabile dell’ordine pubblico e dice: “dottò, problema risolto, gentilmente ci apre il traffico che dobbiamo lavorare…”. 14 minuti!! Sono passati quattordici minuti da quando è arrivata la delegazione degli ambulanti a quando il traffico è stato riaperto.

Il giorno dopo, il gruppo che faceva riferimento ai ragazzi occupanti rilascia un comunicato che suonava pressapoco così: “Probabilmente gli ambulanti su cui noi contavamo per portare avanti la nostra battaglia non ci hanno capito a fondo e hanno trasceso le nostre intenzioni, la prossima volta cercheremo di essere più chiari…”

Almeno fino al 5 novembre 2013, questa famosa prossima volta non è ancora arrivata…

 

Daniele Solavaggione

P.S. La storia è verissima, solo un po’ “romanzata”. Se qualcuno, ambulante o autonomo, leggendola si dovesse offendere è pregato di prendersela con Pizzi… 😀

 

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