Fernweh, Heimweh e l’immensità dell’uomo

15 Ottobre 2013 0 Di Pizzi


Il viaggiatore che ama la bellezza dei luoghi e cerca la purezza delle “origini” ha sempre una meta, ma colui che viaggia per cercare sé stesso non conosce mai la destinazione…

Ho già scritto della parola Fernweh (Magellanica: terra fantasma e dolore per i luoghi lontani), ci sono arrivata attraverso i soliti valzer di parole. Rimbalzare da un sito ad un altro, scoprire che nell’immensità della rete si è meno soli di quel che si possa credere. Luoghi virtuali in cui i tuoi pensieri sono espressi da qualcun altro che, a chilometri e chilometri da te, vive una vita diversa dalla tua, ma per uno strano gioco del destino sente quello che senti tu. Vive la non-vita che vivi anche tu. Distanti. Vicini. Più vicini di quello che si possa immaginare.

 

Fernweh. Heimweh.

 

Due parole tedesche, due sentimenti comuni a molti, due significati opposti,
Fern – weh
Heim – weh

In comune il dolore (weh). E poi Fern, “lontano”, e Heim, “la casa intesa come il luogo degli affetti”.

 

Queste due parole racchiudono l’immensità della condizione umana, che da sempre sopravvive combattuta tra la voglia di andare e quella di restare. L’inquietudine della curiosità che spinge molti viaggiatori erranti a cercare nei volti di genti lontane i propri cari, gli affetti, quella vita che hanno lasciato in un luogo remoto per poter vedere, saziare la voracità di uno spirito nomade.

 

Fernweh, il desiderio di viaggiare, di lasciare la vita di tutti i giorni e mettersi in cammino, vedere il mondo.
Heimweh, il dolore di chi è lontano e ripensa alla propria casa, alla famiglia, agli affetti di sempre.

 

Le facce della stessa moneta che lasciamo scivolare tra le dita stanche, con cui giocherelliamo nei momenti di noia, o quando siamo in cerca di ispirazione. Decidere se andare o restare. Preparare valigie sempre più leggere, ma emotivamente pesanti. Trascinarle da un capo all’altro del mondo per il solo bisogno di agire, di amare, di creare.

Vi lascio alle parole di un chitarrista tedesco, Farin Urlaub, i cui sentimenti Fernweh & Heimweh sono al centro di alcuni suoi pezzi da solista.

 

“ich wollte immer weg von hier / obwohl ich dich so mag / ich träume von der weiten Welt / so ziemlich jeden Tag”
“ho sempre voluto andarmene da qui / anche se mi piaci così tanto / sogno di vedere il mondo / praticamente ogni giorno”
(Abschiedslied)

“ohne Heimweh, ohne Heimat / ohne Koffer, ohne Geld / wir werdens offenbaren in unseren Memoiren”
“senza nostalgia, senza patria / senza valigia, senza soldi / lo pubblicheremo nelle nostre memorie”
(Pakistan)

 

Elvira Ferrara