‘giorno mondo – Al contrario

11 Ottobre 2012 0 Di Pizzi

¡ɐʇsıʌ ıp ıʇund ıɹʇsou ı ossǝds ǝɹɐıqɯɐɔ ɐuƃosıq ǝɹǝɔsǝɹɔ ɹǝd

Voi starete pensando che mi sono ammattita nella notte… e invece no.

Avete presente (parlo alle donnine in questo piccolo frangente) quando la  pennoira  (la parrucchiera, per i non piemontesofoni…) di turno ti dice “ mettiti a testa in giù ” giusto per dare l’ultima phonata a piega ultimata? “ Poi tira su velocemente ” et voilà… Tutto torna al suo posto.

Bene, è un esercizio che dovremmo provare a fare più spesso. Parlo di  rovesciare un punto di vista , di vedere le cose al contrario. Sapeste quanti grattacapi in meno si avrebbero, e magari quel “ cicinin ” di spensieratezza in più.
In certi luoghi del mondo mille euro sono una fortuna, anche cento per dirla tutta.
In cinese una sola parola può voler dire una cosa e il suo opposto… e loro sì che sono avanti anni luce.
Un’amicizia che sfiorisce è solo una persona che non avevi conosciuto abbastanza.
Mi fermo.

Sin da bambina mi è stato inculcato (nonnine malefiche…) il concetto che la mia massima aspirazione dovesse essere quella di andare in  Paradiso  (maiuscola non a caso, ndr) con le infinite implicazioni del caso, non so se mi spiego.
E io lì a chiedermi un paio di cose, perché fin da piccola la mia principale attività era quella di fare domande: per capire, mica solo per il gusto di infastidire gli adulti!

Ad andare in  paradiso  (minuscola non a caso, ndr) cosa ci guadagno? Che privilegi mi verranno mai concessi?
Vorrete mica dirmi che devo sottostare a un’infinità di divieti e privazioni e altrettanti compromessi solo  per guardare gli altri dall’alto (in basso) ? Come mi disse, anni or sono, uno che la sapeva lunga… vuoi vedere te, che  il paradiso è per i presuntuosi ?

Varcata da poco (pochissimo a dire il vero…) la soglia dei trent’anni, più che parlare di utopiche destinazioni  preferisco fare su e giù con la testa , vedere che succede e appellarmi al grande  Joe Louis  che dopo l’ennesimo incontro sentenziò: ” Tutti vogliono andare in paradiso, ma nessuno vuole morire “.
No, vi prego non ditemi che non sapete chi è.

È un  campione , del mondo per l’esattezza… di quelli che strappano un biglietto per il paradiso ma decidono di finire la corsa all’inferno. Fu il primo afroamericano capace di diventare eroe nazionale negli Stati Uniti. Il settimo (come i peccati capitali) di otto figli nati in una casa fatiscente. Figlio di schiavi ma con antenati bianchi, lui, incapace di parlare correttamente se non prima dei sei anni. Il padre pazzo viene rinchiuso, la mamma si risposa, migra, lo porta con sé e fanno un po’ di fortuna. Lei cercò di insegnargli a  suonare il violino , ma lui nella custodia  nascondeva i guantoni . Sposa la prima donna avvocato della California, diventa  agente di Cassius Clay , si dedica poi all’eroina, e scopre di essere affetto da gravi cardiopatie.
Perde tutto e l’amico Franck Sinatra gli paga le operazioni chirurgiche. Muore e il presidente degli Stati Uniti d’America, Ronald Reagan, gli fa avere ogni onore militare.

Sapete che c’è?! Che Joe Louis aveva ragione… ditemi pure di aspirare al paradiso ma  io ho di meglio da fare . Tanto non vi ascolto, perché a volte “ al contrario ” si scopre il migliore dei mondi possibili.

Nadia Afragola

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