Il video virus della ragazza col culo di fuori

30 Marzo 2013 0 Di Pizzi

Eccolo qui, il video fake della settimana su facebook. Come al solito, il tema su cui fanno leva gli artisti del phishing da social network è il sesso. Si vede infatti il lato B di una ragazza abbastanza fetish , che cammina per la strada con una minigonna che lascia vedere il culo , da cui spunta qualcosa che sembrerebbe un tanga , ma magari è qualche sex toy : non si capisce bene, l’immagine è molto piccola…

Ah, già, giusto! Dev’essere proprio la ridotta dimensione dell’immagine la chiave del successo: posso comprendere che un uomo mediamente arrapato sia tentato di cliccarci proprio per togliersi il dubbio, e per verificare cosa faccia di tanto azzardato da meritarsi il titolo del finto clip:

[SERIOUSLY..!!], How can she do this in public!!!

Come al solito, ho cliccato anch’io, da un dispositivo abbastanza coperto rispetto agli attacchi dei virus, e verificando che non comparisse la condivisione anche sulla mia bacheca (che comunque si può rimuovere, non è obbligatorio lasciarla lì per sempre…)

Ecco dove si finisce cliccando:

Una finta pagina facebook con un finto video . Cliccando sul play non partirà nessun video, ma contribuirete alla diffusione di questa cazzata. Se potete evitarlo, è meglio.

E se cercate del porno, ma non volete uscire da un social network, c’è sempre Twitter.

Claudio Pizzigallo   (Pizzi)

AGGIORNAMENTO: Ho chiesto al mio amico Federico Capuzzimati, informatico di professione, di spiegarmi il senso di questi video virali. Gli ho chiesto di spiegarlo come a un bambino di 3 anni, e lui l’ha fatto.

1) tutti i malware sfruttano “buchi” del sistema (difetto nella sicurezza del software), o ingenuità dell’utente. chi li crea ne approfitta per far fare cose non “volute”, non previste, all’insaputa dell’utente, per un qualche obiettivo: spam, pubblicità invasiva, furto dati sensibili, e via dicendo. 
2) spesso l’utente di un computer infettato non sa di esserlo. 
3) facebook rientra nella categoria dei bersagli papabili: grande visibilità, gran bacino d’utenza, utente mediamente “tonto”  
4) tuttavia, facebook non è un software che gira direttamente sulla macchina, è solo un portale. Quindi i danni sono limitati a spam e pubblicità, al furto delle password di accesso (nei casi peggiori) e poco altro. Per danni “sulla macchina” si devono sfruttare i buchi non di facebook, ma del browser che è in esecuzione, o di flash se il malware è fatto in flash. 5) il perché, come accennato sopra, è riconducibile a: furto dati, esecuzione di codice su computer “zombie”, furto d’identità digitale, cancellazione dati. Parlo solo di malware; diverso è il caso dell’hacker di turno che entra nel sito della CIA (hacker, diverso da cracker e lamer). Lui di norma lo fa per gloria personale nell’aver trovato il “buco del sistema”; la motivazione solitamente è “sociale”: denunciare la debolezza dei sistemi che trattano i nostri dati.

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