Io sto con gli attivisti del MoVimento

31 Ottobre 2012 0 Di Pizzi

Il punto di vista di un simpatizzante del MoVimento 5 Stelle.

Da simpatizzante del MoVimento 5 Stelle , sono contento per i buoni risultati conseguiti alle elezioni regionali che si sono svolte in Sicilia. Tra i candidati alla Presidenza, ad avere la meglio è stato Rosario Crocetta, appoggiato da Pd, Udc e altre liste, ma Giancarlo Cancelleri del M5S, con il suo 18%, ha ottenuto comunque un’importante quantità di voti, mentre il movimento fondato da Beppe Grillo è la lista più votata, con il 15% circa, addirittura più del Pd e del Pdl. Va tenuto conto anche dell’astensionismo dilagante: i n Sicilia si sono presentati alle urne solo il 47% degli aventi diritto (altro dato impressionante), ma i numeri denotano comunque un aumento di consensi verso il M5S rispetto al passato, aumento che si avrà anche a livello nazionale. In più, con i risultati di queste elezioni un numero importante di appartenenti al M5S entrerà nel consiglio regionale della Sicilia.

Insomma, adesso viene la fase più difficile , perché il MoVimento dovrà iniziare a lavorare nella Regione Sicilia, sia pure all’opposizione, ma dovrà anche prepararsi per le elezioni politiche, alle quali parteciperà per la prima volta e di cui sarà tra i “protagonisti”, visto l’ampio consenso che ha raggiunto. La stampa e le televisioni inizieranno a dare più spazio a questo fronte politico, parlandone quotidianamente: a proposito di questo, gli attivisti milanesi del MoVimento hanno inviato una mail ai maggiori giornali italiani , chiedendo che vengano usati i giusti termini , quando si parla appunto del MoVimento 5 Stelle.

Nella mail, pubblicata sulle pagine del Corriere della Sera , si chiede di non chiamare grillini ” gli appartenenti al M5S, ma più semplicemente “ attivisti del MoVimento Cinque Stelle ”. È risaputo che la parola grillini non sia gradita a coloro che vengono così definiti, né al fondatore stesso del MoVimento, anche se ormai è entrata a far parte del linguaggio comune. Sono d’accordo sul fatto che sia più opportuno “ sposare ” un’idea, piuttosto che un singolo personaggio, nonostante leggere il termine “ grillino ” non mi faccia indignare più di tanto.

Poi, sempre nella mail inviata agli organi di stampa, si chiede che il M5S non venga chiamato “partito” , bensì “ forza politica ”. Anche su questo mi trovo pienamente d’accordo, poiché il M5S non è un partito: non solo perché propone una politica diversa, non prende rimborsi elettorali ecc. Soprattutto, non è un partito perché non ha un segretario, non ha delle sezioni, non ha tessere, dunque non ha una struttura tale da poter essere considerato un partito. È più semplicemente un movimento di cittadini. L’altra “richiesta” fatta ai giornalisti è quella di non parlare di “leader” del MoVimento , bensì di “ portavoce ”. Questa è la meno chiara, poiché nel testo della mail è scritto che sono gli eletti del MoVimento a dover essere chiamati portavoce. Ma, mi domando io, chi li ha mai chiamati leader? Casomai è Beppe Grillo ad essere spesso definito “ il leader del M5S ”, ma non penso che ci si riferisca a lui, visto che si parla di “ eletti del MoVimento Cinque Stelle ”, e Grillo non è eletto, né lo sarà mai, dato che non si candida.
Infine, nonostante non sia stato scritto nella famosa mail, so che quando vi saranno dei parlamentari a 5 Stelle , essi rifiuteranno l’appellativo di Onorevole , che spetta attualmente a tutti i membri del Parlamento, preferendo essere chiamati cittadino/a .

Sono d’accordo con i concetti espressi dagli attivisti, con queste richieste di accortezza lessicale, ad eccezione di quella sui “ portavoce ” che mi sembra poco chiara. Tuttavia, sono convinto che i media continueranno ad usare spesso le parole “ grillini ” e “ partito ” quando si parla del M5S. E, francamente, non è un problema che mi attanaglia.
Mi fa piacere che i futuri parlamentari a 5 Stelle vorranno essere considerati semplici cittadini, anziché Onorevoli, ma quello che mi interessa di più è che dimostrino, col lavoro che svolgeranno, di voler portare nella politica quel qualcosa di nuovo e diverso in cui credo anch’io . Se ci riusciranno sarò soddisfatto, poi i media potranno anche parlare di “ partito dei grillini ” (doppio errore), ma quello che mi interessa sono i fatti, più che la forma usata dai giornali per parlarne.

Nel frattempo, questo appello fatto alla stampa ha già suscitato delle polemiche : qualcuno lo paragona addirittura ai metodi usati nei regimi dittatoriali, nei quali le forze politiche danno delle direttive alla stampa. Nell’articolo stesso del Corriere della Sera, l’autore Matteo Cruccu fa dell’ironia sottile sull’appello, definendolo “ una sorta di vademecum del perfetto giornalista secondo loro ”. A mio avviso, non si tratta di essere dei perfetti giornalisti, ma semplicemente di usare le parole corrette per non generare confusione nell’opinione pubblica, e tutto questo non c’entra con le direttive che i regimi dittatoriali danno alla stampa, poiché non è una imposizione: se qualche giornalista vuole continuare a scrivere che il M5S è un partito, non sarà certo radiato dall’Ordine, gli si è solo ricordato che la definizione non è esatta.

A proposito della crescita del M5S come forza politica, sono in corso diversi altri dibattiti . Dopo la fine degli scrutini in Sicilia, è comparso sul blog di Beppe Grillo un comunicato politico , nel quale il comico genovese, sostanzialmente, si rivolge ai sostenitori chiedendo di collaborare e restare uniti sempre di più , soprattutto in vista delle elezioni politiche. Al di sotto del post, è spiegato chi potrà candidarsi per il Parlamento , come e da chi verranno votati i candidati, come verranno formate le liste, e quali sono le regole che gli esponenti del M5S dovranno rispettare , una volta eletti deputati. Su tutto ciò , pur essendo un sostenitore delle idee e dei programmi del MoVimento, ho qualche critica da fare . Innanzitutto, avrei preferito che nel codice di comportamento per i futuri parlamentari a 5 Stelle fosse specificato che non si può restare in carica per più di due mandati. È anche vero che ciò è già scritto nel Programma, e il codice di comportamento dice che “ i parlamentari del MoVimento 5 Stelle dovranno operare per la massima attuazione del Programma del M5S attraverso proposte di legge e in ogni altra modalità possibile in virtù del loro ruolo ”. Tuttavia, come detto in precedenza, avrei preferito che fosse stato specificato più chiaramente.

Sempre nella spiegazione che si trova nel blog, sotto al comunicato politico, è scritto che i candidati dovranno riconoscersi nel Programma del MoVimento e nel suo capo politico Beppe Grillo . Allora, non vedo perché non si debba dire che Beppe Grillo è capo, oppure leader , del MoVimento. Nel video egli specifica che il suo ruolo è e resterà, sostanzialmente, quello di fare da garante del MoVimento, quindi di controllare che chi entra nello stesso sia in possesso dei requisiti richiesti (come ad esempio la non appartenenza ad altre formazioni politiche).
Ma dal momento che Beppe Grillo (presumo insieme a Casaleggio ) decide delle cose molto importanti, mi sembra evidente che egli sia a capo del MoVimento: quando scrivo “ cose molto importanti ” mi riferisco alle regole di comportamento per chi verrà eletto deputato, e ai criteri coi quali si decide chi può candidarsi e chi no.

A proposito di questo, si sono accese diverse discussioni , anche piuttosto animate, tra appartenenti al M5S, o semplici simpatizzanti come me. Ho letto i commenti di tanti che lamentano un eccessivo potere decisionale di Grillo , in alcuni casi arrivando a dire di volersi allontanare dal MoVimento. Onestamente, sebbene a lui non piaccia essere definito così, io sono sempre stato convinto che Beppe Grillo sia eccome il capo del M5S , quindi, con tutto il rispetto per chi la vedeva (o la vede ancora) diversamente, non cado dalle nuvole. Dato che sono stati Grillo e Casaleggio a fondare il MoVimento 5 Stelle, ad idearlo, a far sì che la gente potesse aggregarsi con queste liste, a scrivere lo Statuto , anzi il Non-Statuto , come è chiamato da loro stessi, a mio modo di vedere è accettabile che siano loro a dettare delle regole principali , fermo restando che il Programma politico che racchiude le idee da portare avanti sul campo venga deciso tutti insieme, dando la possibilità a chiunque si iscriva di fare delle proposte e votare quelle già esistenti.

Quindi, in sostanza, mi sta bene che Grillo sia il “capo politico” del M5S, purché nessuno si arrabbi se poi qualcuno lo definisce “leader”. Del resto, capo, leader, portavoce o garante che sia, il comico genovese non si candiderà in prima persona per nessuna carica politica, quindi resta valido il discorso secondo cui votare MoVimento 5 Stelle non equivale a votare Grillo . A lasciarmi perplesso, più che il fatto che abbia delineato lui i requisiti per poter essere candidati in Parlamento, è come li ha delineati. Per chi non lo sapesse, alle politiche potranno candidarsi con il M5S solo coloro che si sono già presentati alle elezioni comunali o regionali (senza averle vinte chiaramente, perché chi le ha vinte occupa già un’altra carica). Eppure, sul Non-Statuto del MoVimento non è scritto questo, tra i pochi requisiti necessari per potersi candidare.
Ora, io mi rendo conto che bisogna stabilire dei limiti, nel senso che non possono arrivare milioni di candidati da tutta Italia, altrimenti diventerebbe anche difficile sceglierli, nelle votazioni online che precederanno le elezioni politiche. Anche per le semplici iscrizioni al MoVimento c’è bisogno di controllo, altrimenti come ha detto Beppe Grillo si rischia che “ ti entra Totò ‘u Curtu, e poi ce lo hai tutta la vita dentro ”, figuriamoci per le candidature. Eppure, avrei preferito che si desse modo anche ad altre persone , magari iscritte da meno tempo, di proporsi per le elezioni politiche , naturalmente senza escludere chi è attivo da anni e magari ha già partecipato alle elezioni locali.

Un’altra critica che mi sento di fare riguarda sempre il Codice di comportamento , nel quale è scritto che chi verrà eletto è tenuto ad “ evitare la partecipazione ai talk show televisivi ”. Personalmente, non ho simpatia per i talk show, né per la televisione in generale. Se fossi un esponente del M5S, forse non sarei favorevole neppure io ad andare a dibattere con un Belpietro, o con un Gasparri, un D’Alema o un Castelli in diretta tv.

Tuttavia, i divieti assoluti non mi piacciono , soprattutto quando si tratta di scegliere come comunicare, quindi preferirei che si lasciasse a ogni esponente del M5S, o almeno agli esponenti che verranno eletti in Parlamento, la libertà di scegliere se partecipare ai dibattiti televisivi o meno. È un tema su cui i sostenitori del MoVimento discutono da molto tempo, sul blog di Grillo, su facebook, un po’ ovunque, proprio perché non tutti la pensano allo stesso modo.

In conclusione, resto fiducioso su quello che il M5S potrà fare nella politica italiana, ritengo valide le idee che porta avanti e apprezzo molto l’impegno dimostrato da Beppe Grillo e dagli attivisti in Sicilia, ma spesso le critiche possono essere costruttive , quindi ritengo altrettanto importante continuare a seguire le vicende di questa forza politica in maniera obiettiva, coerente, e con il giusto spirito critico quando riteniamo che qualcosa vada rivisto.

Fabrizio Landolfi


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