La presbiopia dei politici italiani

23 Aprile 2013 0 Di Pizzi

Si dice sempre che ” la politica è miope “, ” i politici sono miopi “, ” è stata fatta una scelta/decisione/valutazione miope “… ma secondo me il problema è l’opposto: i politici e la politica italiana soffrono di presbiopia, non di miopia .

Prima di tutto, mi pare molto più logico anche dal punto di vista puramente etimologico del termine: senza stare a fare una inutile lezione di greco, presbiopia deriva da ” presbys ” che vuol dire vecchio e ” ops ” che vuol dire occhio (per capirci, i preti si chiamano così perché deriva da ” presbytes “, che significa “vecchi”, al di là del fatto che alcuni siano anche porci).
In pratica presbiopia vuol dire avere una vista da vecchi , e infatti tutti invecchiando diventano più o meno presbiti.

Facile dedurre, quindi, che una classe e un sistema politici così vecchi, a prescindere dal giudizio di e su ciascuno, più che per vederci in lontananza hanno bisogno di un paio di occhiali per osservare, comprendere (ovvero leggere) quello che hanno intorno a sé. Che non è una banca rappresentata da un bastone che fa un cerchio sulla sabbia, per intenderci.

Ad essere presbiti, però, non sono soltanto i vari 60enni segretari di partito (o semplici portavoce), i 70enni (più o meno liftati) con partito a propria immagine o gli 80-90enni che fanno i presidenti della Repubblica perché il Parlamento non è stato in grado di produrre un candidato davvero condiviso con un senso.

La presbiopia politica, infatti, colpisce a qualunque età, e in/da qualunque posizione ci si muova (o non ci si smuova). A soffrirne sono tutti gli elettori o quasi , e senza alcun vincolo di schieramento.

Colpisce la grillina Mariagrazia T. che sul blog di Beppe Grillo sbotta contro i ” doppisensi, la satira pesante, cinica e volgare che la devi accettare per forza, perché si sa è satira e alla satira non si può rispondere, si deve prendere così com’è…. MI CHIEDO: E’ QUESTA LA DEMOCRAZIA??! Non ne possiamo più di stare a guardare tutta questa MERDA di AUTENTICO FASCISMO in silenzio! “. E non si rende conto di lamentarsi – giustificatamente – dello stesso atteggiamento che ha portato tante simpatie al M5S e a Beppe Grillo, quello del vaffankulo, degli zombie e della ricerca del punto G da parte di un’ex esponente che andava in tv.

Colpisce i simpatizzanti (se ancora ne esistono… diciamo gli ex simpatizzanti) del Pd , di qualunque orientamento tra il renzismo e il bersanianesimo. Sempre pronti a irridere le magagne altrui: quelle interne (Renzi alla Ruota della Fortuna, Bersani con le sue metafore delle palle e la birra in solitaria) e quelle esterne (se un politico di destra viene anche solo nominato in una conversazione tra due poliziotti è già un ladro bastardo; se uno di sinistra viene indagato bisogna vedere/aspettare/valutare, finché il Partito non lo scarica e allora scatta il ritornello del ” le mele marce sono dappertutto ma almeno noi allontaniamo i ladri “).

Colpisce, ci mancherebbe, anche gli elett(or)i di destra , indistintamente. Dall’ex berlusconiano che accusa i berlusconiani di essere complici di un dittatore che rovina la destra italiana, come se B. fosse appena arrivato; al leghista che urla ” Roma ladrona ” e dimentica troppo in fretta la storia di Belsito (quello di ” l’unico Belsito è Youporn “) e tutti i giri loschi per investimenti in Tanzania e lauree per il Trota in Albania; anche gli immarcescibili berlusconiani sono presbiti, con il loro vedere lo schifo della sinistra, il solito modo di fare politica con le proprie conoscenze, e il contemporaneo oscuramento delle magagne di uno che, per dirne una, ancora non si è capito come ha fatto a convincere deputati e senatori a votare la storia del ” credevo fosse la nipote di Mubarak “.

( Colpisce anche i montiani-casiniani-centristi , ovviamente, ma sono rimasti talmente pochi che non vorrei infierire, se non ricordando loro che se l’Italia è messa com’è messa non è tanto per vent’anni di sgangherato bipolarismo, quanto per cinquant’anni di fila con la Dc che non ha mai provato il gusto di fare opposizione tranne che a se stessa e al Paese)

Dal più potente dei senatori o dei dirigenti di partito, al più incazzato elettore semplice armato di social network, il problema di parlare di politica in Italia è che siamo un esercito di soldati sempre pronti a tutto pur di impallinare il nemico, ma chi più (m5s) chi meno (pd, bisogna dirlo) totalmente incapaci di guardarci “addosso” e di vedere le macchie, da giaguaro o da pimpa poco cambia. Se proprio guardiamo qualcosa da vicino, è perché lo consideriamo “altro” da noi, mentre appena riconosciamo qualcosa come nostro scatta automaticamente il calo della vista e i contorni si sfocano in un’immagine buona forse per instagram.

Si dice sempre che la politica e i politici sono miopi, perché non riescono a guardare lontano, in avanti, verso il futuro. Ma secondo me guardare avanti è molto facile : tutti vogliono una società migliore, più pulita, più ricca e più bella. Per raggiungerla, però, dovremmo prima comprare dei begli occhiali da lettura , altrimenti il rischio è di non riuscire mai a vedere bene quali leve e quali pulsanti usare per evitare di schiantarci contro un palo.

Claudio Pizzigallo   (Pizzi)

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