Nuvole senza Messico

6 Novembre 2013 0 Di Pizzi

 

“Uno dei migliori panorami di cui si possa godere in volo è dato dalla composizione delle nuvole e dai loro ghirigori”

 

Scrivo sorseggiando un pessimo caffè americano offertomi da “Meridiana”. Dal finestrino si può godere di una vista magnifica: alba di un cielo sereno. E nuvole. Vorrei poter dire “Messico e nuvole”, ma sono solo “Nuvole senza Messico”.

Il cielo sembra quello che ha ispirato i più grandi impressionisti, un azzurro tenue, rosa e poche striature di arancio. Il resto sono nuvole. Soffici nuvole a dividerci da tutto il resto.

Mi capita spesso di viaggiare di notte e di poter godere di albe più o meno nuove. E ce n’è una che porterò sempre nei miei scrigni, l’alba del Sol Levante. Ho già scritto del mio viaggio in Giappone (un sogno avveratosi nell’incredulità totale), ma delle tante cose di cui non ho parlato una è proprio questa, l’alba.

Ero nella coda dell’aereo, come da copione irrequieta, eccitata, emozionata per il viaggio e insolitamente socievole. C’era un bambino, un piccolo giapponese che era stanco di stare seduto e incuriosito dalla confusione tutta italiana dello staff si era spinto in coda anche lui. Ci siamo guardati scambiandoci le rispettive curiosità, l’incomunicabilità verbale è stata immediatamente palese e l’unico mezzo di contatto è stato il potere del sorriso, ché poi non c’era molto da dirsi. E così, mentre ero intenta a imparare qualche parola di giapponese dal personale di bordo, mi sento tirare la manica della felpa. Era lui, che cercava di attirare la mia attenzione. Sorridendo mi ha condotto al finestrino più vicino e mi ha indicato di guardare fuori. E lì, di colpo, davanti a me, uno degli spettacoli più straordinari che io abbia mai visto. L’alba di un sole rosso, da qualche parte nel mondo era il sole di un tramonto, ma per noi su quell’aereo e per parte dell’Asia era il sole di un’alba del giorno dopo, ed era bellissimo. Pieno nella sua forma, lucente come non mi era mai apparso.

 

Nulla hanno da invidiarsi l’un l’altra l’alba di quella mattina e quella di oggi. Due momenti capaci di lasciare senza fiato, due mondi diversamente belli. E poi loro, le nuvole. Cornici in entrambi i casi. Costante che riaffiora come espressione di pensieri e riflessioni.

 

Elvira Ferrara

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