Trance – Danny Boyle e lo “stesso film” di sempre

26 Marzo 2013 0 Di Pizzi

La locandina del nuovo film di Danny Boyle

TRANCE – Q&A SESSION WITH THE DIRECTOR

If you think about it, they are all the same story

È così che Danny Boyle conclude la sessione di domande e risposte che ha seguito l’anteprima del suo nuovo film , Trance , proiettato venerdì scorso in un cinema di Stratford , l’area londinese sede del Parco olimpico durante London 2012 .
Prendendosi in giro, il regista sostiene che, alla fin fine, i suoi film non sono che delle variazioni sullo stesso tema , la stessa storia: un tizio che ne vede di cotte e di crude, per poi uscirne vittorioso, redento, o comunque trasformato in qualche modo.
La differenza, in questo suo ultimo lavoro, è che al centro della trama c’è una donna .

I had never made a film where a woman was at the centre of it and I really wanted to try and do it

Il titolo fa appunto riferimento al fatto che la protagonista è un’ipnoterapeuta di professione e il film stesso si presenta come una serie di trance , dove alla fine lo spettatore non è più sicuro se quello che sta vedendo faccia parte della realtà (scenica) o se sia solo nella mente dei personaggi, i quali si ritrovano a vagare nei meandri della propria memoria e del proprio inconscio durante le sessioni di ipnosi.

It’s a primitive relationship with narrative

spiega ancora Danny; la narrazione nasce dall’esigenza di ricordare e di trasmettere i propri ricordi, e quando quei ricordi si fanno confusi o frantumati ecco che possono subentrare altre immagini, magari appartenenti ad altre storie o ad altre persone .
E Mr Boyle è maestro proprio in questo, nel mettere insieme i vari frammenti, nel creare delle immagini che poi si sciolgono davanti agli occhi dello spettatore o che esplodono all’improvviso al ritmo di una colonna sonora che è ai livelli di Trainspotting , Mega Mega Mega…

A proposito di Trainspotting , prima di partecipare a questa serata avevo chiesto a Pizzi se per caso avesse una domanda da porre al regista e quella che mi ha mandato riguarda proprio questo film.

P:  Il regista di Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino spiegò che per far sembrare drogati i ragazzini disse loro di immaginare di avere un sonno pazzesco. Tu che cosa hai fatto per Trainspotting ?
D.B.: (sorride) Ah, bella domanda! In realtà non ho dovuto dare suggerimenti particolari, gli attori erano bravissimi e hanno fatto tutto loro. A volte un paio di pinte hanno aiutato!

Non ho fatto nulla di particolare ”, “ i miei film raccontano tutti la stessa storia ”… è sorprendente come un regista di questo calibro sia riuscito a rimanere così low-profile , preferendo scomparire dietro i suoi lavori , e di certo la sua non è falsa modestia . Ascoltarlo rispondere alle domande della platea è come ascoltare un amico parlare del proprio lavoro durante un pranzo domenicale, un amico con un ottimo senso dell’umorismo, buoni aneddoti da raccontare, che prende sul serio ciò che fa, ma che non si prende troppo sul serio. Alla fine del pranzo, gli stringi la mano e lo vedi partire per il suo prossimo set.

Is this the last time I see him?

Mai T.

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